
Vasca di colmata, una storia destinata a non iniziare: tutte le tappe fino allo stop
Progetto partito nel dicembre 2017, prima di trovare il primo passaggio concreto nel 2020
Molfetta - lunedì 10 agosto 2026
9.22
Quella della vasca di colmata sul lungomare di Molfetta è una storia iniziata diversi anni fa e arrivata ora al suo punto finale. L'idea era inserita nel più ampio progetto di completamento del nuovo porto commerciale, un percorso che aveva già ottenuto il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel dicembre 2017.
Il progetto ha poi trovato un primo passaggio concreto nel gennaio 2020, quando la Giunta comunale approvò un atto che prevedeva la realizzazione della vasca. La previsione è rimasta negli anni successivi all'interno della programmazione delle opere portuali, fino a essere inserita anche nel progetto di fattibilità tecnica ed economica approvato dalla Giunta nel gennaio 2025. Quel progetto riguardava gli interventi di dragaggio dei fondali e la gestione dei sedimenti estratti e prevedeva, tra le opere principali, proprio la vasca di colmata sul Lungomare Marcantonio Colonna. Nel quadro economico, la realizzazione della struttura valeva circa 6,5 milioni di euro.
Nella primavera del 2025 l'iter è entrato nella fase della gara d'appalto integrata, comprendente progettazione esecutiva e realizzazione dell'opera. Il valore complessivo dell'intervento era di circa 12,3 milioni di euro, finanziati attraverso risorse regionali e fondi comunali collegati alle opere portuali. La vasca prevista aveva dimensioni considerevoli: una struttura parzialmente sommersa, lunga circa 760 metri e larga tra i 40 e i 70 metri, destinata ad accogliere i materiali provenienti dal dragaggio dei fondali del porto. Parallelamente all'iter amministrativo è cresciuta però anche l'opposizione al progetto. Associazioni, comitati, forze politiche e organizzazioni cittadine hanno contestato la scelta di collocare l'opera proprio sul waterfront, dando vita ad assemblee, iniziative pubbliche e una raccolta di oltre 500 firme. Sono state inoltre presentate istanze ed esposti, mentre la Procura di Trani e la Guardia di Finanza hanno acquisito documentazione relativa alla vicenda.
Nel frattempo la procedura di gara è proseguita. Dopo la pubblicazione del bando e la presentazione delle offerte, la commissione giudicatrice ha esaminato le proposte pervenute, arrivando nell'aprile 2026 alla definizione della graduatoria e alla proposta di aggiudicazione. Il progetto, tuttavia, non è mai arrivato alla sua realizzazione. Prima della conclusione definitiva dell'iter, l'amministrazione ha scelto di cambiare strada, disponendo l'avvio della revoca della gara e annunciando una soluzione alternativa all'interno del bacino portuale.
Così, dopo anni di progettazione, atti amministrativi, finanziamenti programmati e una gara arrivata fino alla proposta di aggiudicazione, la vasca di colmata sul lungomare si avvia a diventare un'opera rimasta sulla carta. Il dragaggio del porto resta invece confermato. A cambiare è il luogo nel quale gestire i sedimenti che non potranno essere conferiti in mare: non più il fronte mare della città, ma una struttura più contenuta prevista nell'area del Molo Pennello.
Una storia amministrativa lunga diversi anni che, con la nuova scelta ufficializzata dalla Giunta, si chiude prima ancora che il progetto possa trasformarsi in un cantiere.
Il progetto ha poi trovato un primo passaggio concreto nel gennaio 2020, quando la Giunta comunale approvò un atto che prevedeva la realizzazione della vasca. La previsione è rimasta negli anni successivi all'interno della programmazione delle opere portuali, fino a essere inserita anche nel progetto di fattibilità tecnica ed economica approvato dalla Giunta nel gennaio 2025. Quel progetto riguardava gli interventi di dragaggio dei fondali e la gestione dei sedimenti estratti e prevedeva, tra le opere principali, proprio la vasca di colmata sul Lungomare Marcantonio Colonna. Nel quadro economico, la realizzazione della struttura valeva circa 6,5 milioni di euro.
Nella primavera del 2025 l'iter è entrato nella fase della gara d'appalto integrata, comprendente progettazione esecutiva e realizzazione dell'opera. Il valore complessivo dell'intervento era di circa 12,3 milioni di euro, finanziati attraverso risorse regionali e fondi comunali collegati alle opere portuali. La vasca prevista aveva dimensioni considerevoli: una struttura parzialmente sommersa, lunga circa 760 metri e larga tra i 40 e i 70 metri, destinata ad accogliere i materiali provenienti dal dragaggio dei fondali del porto. Parallelamente all'iter amministrativo è cresciuta però anche l'opposizione al progetto. Associazioni, comitati, forze politiche e organizzazioni cittadine hanno contestato la scelta di collocare l'opera proprio sul waterfront, dando vita ad assemblee, iniziative pubbliche e una raccolta di oltre 500 firme. Sono state inoltre presentate istanze ed esposti, mentre la Procura di Trani e la Guardia di Finanza hanno acquisito documentazione relativa alla vicenda.
Nel frattempo la procedura di gara è proseguita. Dopo la pubblicazione del bando e la presentazione delle offerte, la commissione giudicatrice ha esaminato le proposte pervenute, arrivando nell'aprile 2026 alla definizione della graduatoria e alla proposta di aggiudicazione. Il progetto, tuttavia, non è mai arrivato alla sua realizzazione. Prima della conclusione definitiva dell'iter, l'amministrazione ha scelto di cambiare strada, disponendo l'avvio della revoca della gara e annunciando una soluzione alternativa all'interno del bacino portuale.
Così, dopo anni di progettazione, atti amministrativi, finanziamenti programmati e una gara arrivata fino alla proposta di aggiudicazione, la vasca di colmata sul lungomare si avvia a diventare un'opera rimasta sulla carta. Il dragaggio del porto resta invece confermato. A cambiare è il luogo nel quale gestire i sedimenti che non potranno essere conferiti in mare: non più il fronte mare della città, ma una struttura più contenuta prevista nell'area del Molo Pennello.
Una storia amministrativa lunga diversi anni che, con la nuova scelta ufficializzata dalla Giunta, si chiude prima ancora che il progetto possa trasformarsi in un cantiere.



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