Domenico Centrone
Domenico Centrone

Sospiro di sollievo per Domenico Centrone: incontro con il Console italiano a Bengasi

Resta però ancora in attesa di conoscere i tempi e le modalità della liberazione

Arrivano notizie incoraggianti da Bengasi per Domenico Centrone e Dina Alberizia, partiti con il Convoglio di Terra della Global Sumud Flotilla e fermati insieme ad altri otto membri della delegazione. Nella serata di ieri, il Console Generale d'Italia a Bengasi ha potuto effettuare una prima visita ai due attivisti italiani, verificandone le condizioni.

Secondo quanto appreso, Domenico e Dina stanno bene. Dopo giorni di grande apprensione, hanno finalmente avuto la possibilità di fare una doccia e ricevere un cambio di abiti. Restano però ancora in attesa di conoscere i tempi e le modalità della loro liberazione.

«Abbiamo saputo con grande sollievo che ieri sera il Console Generale d'Italia a Bengasi ha compiuto una prima visita al nostro compagno Domenico e a Dina. Sono in buone condizioni e finalmente potranno farsi una doccia e avere cambi di abiti. Non abbiamo ancora informazioni sulla loro liberazione e le attendiamo con ansia, perché è duro sapere che chi lotta ogni giorno assieme a te per costruire una società più giusta sia privato della sua libertà», afferma il Coordinamento Molfetta per la Palestina.

Il Coordinamento continua a seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda, aspettando il ritorno di Domenico a Molfetta.

«Aspettiamo Nico per riabbracciarlo qui a Molfetta, per parlare con lui, per ascoltarlo. E ribadiamo che è tempo di svegliarci. Per fermare il governo fascista di Israele è tempo che i nostri governi occidentali si mobilitino seriamente. Noi cittadini il nostro dissenso lo stiamo gridando in tutti i modi. È tempo di svegliarci, per la Palestina, per fermare il colonialismo, l'islamofobia e il razzismo ovunque. Per cambiare la nostra società anestetizzata. È davvero tempo che ognuno di noi faccia qualcosa, affinché nessuno debba dare tutto».

Il Coordinamento conclude rinnovando il proprio sostegno alla causa palestinese e chiedendo un impegno concreto delle istituzioni internazionali per garantire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
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