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Scuola, l'appello dei genitori pugliesi a Emiliano: «Lasci la libertà di scelta sulla didattica»

Tantissimi messaggi sui social al presidente della Regione

Dal prossimo 26 aprile, stando a quanto comunicato dal presidente del consiglio Mario Draghi alcuni giorni fa, la scuola in tutto il territorio italiano potrebbe riprendere al 100% in presenza per tutte le regioni in zona gialla e arancione. La Puglia è ancora in zona rossa e lo sarà fino al prossimo 30 aprile ma, inevitabilmente, si pensa anche alla fase successiva.

Limitazioni saranno previste solo ed esclusivamente nelle zone rosse, che comunque si stanno via via riducendo, essendo la curva epidemiologica in calo. In questa settimana, infatti, solo 4 sono le regioni rimaste rosse tra cui la Puglia. È dunque ragionevole pensare che se la situazione continuasse a migliorare dalla prossima settimana potrebbero non esserci zone rosse ma solo gialle o arancioni.

E, questo significherebbe un rientro in classe per tutti gli studenti, anche delle superiori, per l'ultimo mese di scuola. In Puglia, il dibattito sulla scuola, in presenza o meno, è sempre stato acceso in questo anno scolastico. Molte le associazioni contrarie alla DaD, i sindacati da sempre invece hanno espresso perplessità su quella che hanno definito la "didattica a scelta", mentre il presidente Michele Emiliano ha continuato a ribadire che le scuole non sono un posto sicuro, al punto da ribadire la sua ordinanza che permetteva la libertà di scelta, anche dopo l'ultimo decreto del Governo che ha riportato in classe gli alunni, fino alla prima media, in tutta Italia.

Subito dopo l'annuncio del premier Draghi via social sono iniziati a circolare appelli dei genitori che non vorrebbero far tornare in classe i propri figli, soprattutto considerato che ormai manca pochissimo alla fine dell'anno scolastico. Moltissimi i messaggi indirizzati al presidente Emiliano sulla sua bacheca Facebook. «Gentilissimo presidente Emiliano - inizia così l'appello di Rosi - la prego ascoltare la richiesta di tutti noi genitori che da fine ottobre hanno scelto per la DaD. Abbiamo per un anno fatto sacrifici immensi, le nostre vite si sono quasi annullate pur di poterli seguire al massimo e non fargli mancare nulla anche, perché chi ha volontà di studiare seriamente lo fa ugualmente sia in DaD che in presenza mettendoci anzi ancora più impegno, perché DaD non significa non far nulla, ma fare il doppio in impegno e serietà. Dopo un anno davvero di immensi sacrifici non faccia che si vanifichi tutto ad un mese dalla fine, quando ormai i programmi sono svolti. Rientrare ora, ad un mese dalla fine, sarebbe buttare tutto all'aria, mettendoci ad un altissimo rischio, perché i bambini/ ragazzi non sono vaccinati, noi genitori lo stesso, i nonni in attesa chissà quando del vaccino. Non fateci diventare marionette nelle mani di chi vuole fare esperimenti sulle nostre vite. Confido in voi come ho sempre fatto, sono certa che non ci abbandonerete proprio ora».

«Sono una mamma che ha sempre tutelato la propria figlia, perché grazie a lei ha dato a noi famiglie di darci la libertà di scelta - aggiunge Stefania - La prego di darci ancora la libertà di fare tutelare la salute dei nostri figli, attraverso una sua ordinanza. Siamo arrivati alla fine dell'anno scolastico e non mi sembra opportuno fare rientrare i ragazzi. La prego di emanare se possibile un ordinanza che arrivi come scadenza fino alla chiusura dell'anno scolastico. Confidiamo in lei».

«Presidente Emiliano a maggio continui a darci la possibilità di chiedere la DaD alla primaria, per non vanificare i sacrifici fatti fino ad oggi.Chi se la sente vada in presenza liberamente», fa eco un'altra mamma, mentre un genitore sottolinea: «Presidente si continui con la DaD alle superiori, con insegnanti e personale Ata senza la seconda dose di vaccino, alunni non vaccinati e trasporti inadeguati. È necessaria la DaD».

«Il Presidente Draghi vuole aprire le scuole eliminando la DAD per tutti - scrive infine Mimmo - affermando che il rischio è stato calcolato con dati anche scientifici. Il problema è che se qualcosa va storto a piangere saranno le famiglie, non certo il governo o Draghi in primis. Troppo facile comandare così, tanto sono altri a rischiare la vita».
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