mistero della Sindone
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Sacra Sindone: a Molfetta si parla del mistero di un telo che fa discutere

Il medico francescano Girolamo Spagnoletti ha illustrato ai presenti il tema

Nella chiesa del SS. Crocifisso di Molfetta, messa a disposizione dal Rettore Fra Andrea Viscardi, si è tenuto un interessante incontro sul mistero della sacra sindone, la cui effettiva attendibilità ancora oggi è oggetto di dibattito e dubbio. Sicuramente di rilievo, a tal proposito, è stato l'intervento del medico oncologo e convinto francescano Girloamo Spagnoletti. Quest'ultimo ha brillantemente sondato, in itinere assembleare, gli abissi più reconditi del telo più famoso di tutti i tempi.

Secondo le ricerche la sindone attraversa una lunghissima odissea che prende ufficialmente avvio nel lontano 1353: risulta che il pregiatissimo lino in cui Cristo potrebbe essere avvolto sia approdato da Costantinopoli nella cappella della cattedrale di Chambery, in Francia, dove la notte del Dicembre 1532 ha subito uno dei suoi più gravi danni, venendo intaccata dalle fiamme di un incendio. Furono le clarisse, al tempo, ad ovviare al problema, aggiungendo del nuovo tessuto (poi rimosso) e preservandone anche le parti bruciate.
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Incontro sul mistero della SindoneIncontro sul mistero della SindoneIncontro sul mistero della SindoneIncontro sul mistero della SindoneIncontro sul mistero della SindoneIncontro sul mistero della Sindone
Tra i vari elementi a favore dell'autenticità, il dottor Spagnoletti ha evidenziato che:
  • materiale e costume della sepoltura sono tipici del popolo ebreo ai tempi di Cristo;
  • il sangue, nel fuoriuscire, risulta sia arterioso (quindi è scaturito fuori con una certa pressione) che venoso (in questo caso è colato). Inoltre è effettivamente "mescolato ad acqua", in quanto dopo la morte il tessuto sanguigno si separa in plasma (giallognolo) ed altre sostanze che ne conferiscono il colore rossastro.
  • due dei 58 pollini presenti sul tessuto, sono estinti da secoli, alcuni tra questi appartengono a piante spinose: ziziphus e robinia
  • sono state contati sul corpo avvolto circa 124 colpi inferti con il patibulum, una frusta romana i cui flagelli terminavano con pallini di piombo che, scagliati sulla cute umana, si rivelavano essere assai lesivi. La legge ebraica, ai tempi di Cristo, prevedeva solamente 39 colpi da infliggere
  • l'omero destro è lussato e paralizzato: due secoli prima che la sindone venisse ritrovata San Bernardo di Chiaravalle rivelò che Cristo, cadendo mentre portava la croce, si fosse effettivamente ferito alla spalla
  • di particolare rilevanza, in special maniera, è l'impressione dell'immagine del corpo, generatasi da un meccanismo radiante dal cui esame è stato evidenziato che la posizione è quella di un uomo che sta svegliandosi
  • la datazione al carbonio 14, che colloca la sindone nel medioevo, non collima con quella ai raggi X che ne sposta indietro l'origine fino al I secolo, tempo nel quale visse Cristo
La reliquia della sindone, dunque, resta un mistero che ancora oggi sa attirare a sé gli sguardi di tutti e tale resterà in quanto, come lo stesso dottor Spagnoletti ha sottolineato, dio ebbe concesso la libertà di fede già molto tempo prima che mandasse suo figlio sulla terra.
  • Chiesa
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