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Rinascere: «Molfetta a un bivio: costruire il cambiamento o ripetere il passato»

La nota: «Serve uno scatto collettivo per un’alternativa credibile»

A due mesi dalle elezioni, il movimento Rinascere interviene nel dibattito politico cittadino tracciando un bilancio del percorso fin qui compiuto e lanciando un appello chiaro alle forze progressiste. Nel documento, si evidenziano le difficoltà nella costruzione di un fronte unitario capace di rappresentare un'alternativa credibile, denunciando al tempo stesso i rischi di trasformismo e frammentazione. Al centro della riflessione, la necessità di uno scatto collettivo che consenta di superare divisioni e logiche autoreferenziali, per offrire a Molfetta una proposta di governo all'altezza delle sfide future.

A seguire, la nota stampa:

"Tra due mesi si vota.
E oggi Molfetta ha davanti due strade: una già tracciata, che garantisce rendite e riproduce gli stessi meccanismi; un'altra da costruire, che richiede coraggio, visione e responsabilità.
Rinascere, in questi anni, ha provato a costruire questa seconda strada.
Mai da sola. Sempre in ascolto. Convinti che senza energie nuove e senza una partecipazione larga non esista alcun futuro possibile.

Il trasformismo e i meccanismi di autoconservazione producono consociativismo e mediocrità. Al tempo stesso nessuna forza politica, da sola, è in grado di cambiare davvero Molfetta.
Su queste basi abbiamo lavorato per mesi alla costruzione di un campo progressista autentico, aperto ma coerente, capace di offrire un'alternativa credibile di governo.

Dobbiamo dirlo con chiarezza: finora non ci siamo riusciti.
E non ci riusciremo senza uno scatto collettivo.

Abbiamo sempre avuto una vocazione federativa, mettendoci a disposizione anche facendo passi indietro, pur di costruire un progetto comune. Per questo riteniamo sterile ogni riproposizione di una politica chiusa in se stessa, che pretende di essere l'unica strada possibile.
Eppure, nell'assemblea pubblica del 6 febbraio – "Si muove la città" –, promossa da SIC e Molfetta Partecipa, si è visto uno spazio vero, fatto di partecipazione, energie civiche, speranza.
Uno spazio che chiedeva unità attorno a una prospettiva nuova, senza tentazioni di cooptazione e senza il ritorno dei soliti trasformismi.

Oggi, però, leggiamo segnali che vanno in direzione opposta:
sono ancora in campo candidature di destra nel centrosinistra, il ritorno di protagonisti della precedente amministrazione, e scelte in solitaria che rischiano di indebolire un percorso comune.
Rinascere ha provato fino all'ultimo a svolgere una funzione federativa in un campo progressista autentico, condividendo con Rifondazione Comunista una battaglia difficile e coerente per offrire alla città un governo pulito, capace e coraggioso.

Per questo ci ha sorpresi la scelta di una candidatura in solitaria. Non per una questione di nomi, ma di prospettiva.
Manuel Minervini è una figura che stimiamo, per spessore morale, competenza e visione. E proprio per questo riteniamo che avrebbe potuto rappresentare anche una candidatura unitaria, capace di tenere insieme un campo progressista credibile e competitivo. Era un cammino che avremmo potuto percorrere insieme. Scegliere oggi una strada isolata significa, nei fatti, rinunciare alla possibilità di governare e limitarsi a una testimonianza e a un bravissimo consigliere comunale.

Ma Molfetta non ha bisogno di testimonianze. Ha bisogno di governo.
E per farlo serve costruire, non chiudersi.

Nelle prossime ore saremo ancora impegnati a cercare di costruire un'alternativa vera. Una proposta chiara, credibile, capace di rinnovare davvero la politica e il governo della città.
Una proposta che non potrà includere liste con chi ha avuto responsabilità nella precedente amministrazione o proviene dal centrodestra. Servono, piuttosto, persone nuove.

Non è possibile immaginare un cambiamento credibile con chi ha contribuito al modello che oggi vogliamo superare:
dalla cementificazione della città – fino al mare – alla vasca di colmata, fino all'assenza di una pianificazione seria su servizi e verde, senza pensare alla gestione dei problemi sociali.

Molfetta non ha bisogno di un'arca più grande.
Ha bisogno di una direzione.

E quella direzione si costruisce insieme, con coerenza, coraggio e verità".
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