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Verso le elezioni, Rifondazione Comunista al PD di Molfetta: «No alla strada del trasformismo»

La nota: «Assistiamo con forte preoccupazione a un improvviso blocco del percorso progressista»

In vista delle prossime elezioni amministrative, Rifondazione Comunista interviene nel dibattito politico cittadino con una presa di posizione netta. Il partito richiama tutte le forze progressiste alla responsabilità di costruire un'alternativa all'attuale classe dirigente, mettendo in guardia da manovre richiamate dalle recenti indiscrezioni.

«Molfetta si trova davanti a un'occasione storica nella prossima tornata di elezioni amministrative: voltare definitivamente pagina rispetto a una classe dirigente fallimentare, travolta da inchieste giudiziarie e da una conclamata incapacità politica, e aprire una nuova stagione di cambiamento reale. Per tornare a credere in sé stessa, la città ha bisogno di un rinnovamento profondo, affidato a una nuova classe politica capace di costruire prospettive di futuro attraverso programmi credibili e alleanze fondate su una netta discontinuità con il recente passato.

In questa direzione, Rifondazione Comunista ha messo a disposizione la propria esperienza, la militanza e il radicamento costruito negli anni sul territorio, promuovendo sin dall'inizio del 2025 un tavolo di confronto con le forze progressiste. Lo abbiamo fatto nella convinzione che il cambiamento non possa essere affidato alle sole forze politiche, ma richieda la riattivazione di tutti i corpi intermedi della città: associazioni, movimenti, sindacati e realtà sociali che si riconoscono nella tradizione progressista di Molfetta, per dare gambe, testa e cuore a un progetto collettivo. Un lavoro lungo e paziente, portato avanti ben prima che la città fosse nuovamente investita dall'ennesima inchiesta giudiziaria che ha coinvolto l'ex sindaco Tommaso Minervini e ampi settori della macchina comunale.

Oggi, però, assistiamo con forte preoccupazione a un improvviso, inspiegabile e inaccettabile blocco di questo percorso imposto dalla segreteria locale del Partito Democratico. Ebbene vogliamo dirlo chiaramente: se questo blocco nella definizione di un'alternativa credibile alla luce del sole prelude a percorsi nell'ombra, puntando alla costruzione di alleanze posticce e opportunistiche, imbarcando esponenti del centrodestra improvvisamente folgorati sulla via del civismo, a cui sommare reduci in fuga dalla fallimentare esperienza di governo Minervini, allora dichiariamo che non è la nostra prospettiva. Si tratterebbe di una manovra di puro ceto politico, che ripropone schemi già visti: rimettere in circolazione figure ormai politicamente delegittimate e restituire spazio alle stesse lobby che hanno contribuito al saccheggio della città. Il tutto affidando magari la guida di questa improbabile "arca di Noè" a chi proviene dalla cultura politica dell'estrema destra oggi al governo del Paese, un candidato sindaco della destra appena tre anni fa e già chiaramente bocciato dai molfettesi.

Al gruppo dirigente del Partito Democratico e ai suoi iscritti rivolgiamo un forte appello: fermatevi in tempo e scegliete, finalmente, di essere protagonisti insieme a noi di un autentico processo di cambiamento per Molfetta. Le condizioni per costruire e vincere un'alternativa chiaramente progressista alle elezioni amministrative della primavera 2026 ci sono tutte. Spetta al PD e all'intero centrosinistra decidere se partecipare a questa svolta storica oppure se percorrere, senza pudore, la strada del trasformismo, a tutela dei soliti e indicibili interessi economici. In ogni caso, come sempre, Rifondazione Comunista sarà della partita.

Saremo in campo per rappresentare un'alternativa credibile di rinnovamento e di governo della città, come argine a una politica lontana dai bisogni reali delle persone. Siamo convinti che una larga parte della cittadinanza sia stanca di manovre di palazzo e accordi costruiti nell'ombra. Le nostre facce, le nostre storie e il nostro impegno saranno a disposizione di chiunque voglia intraprendere un percorso autentico di rinascita e trasformazione di Molfetta.»
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