
Territorio e Ambiente
Pappagalli verdi, Coldiretti Puglia: «Bene il via a contenimento con rimozione nidi»
La Regione Puglia accelera sul piano di monitoraggio e contenimento approvando l’accordo con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Molfetta - mercoledì 13 maggio 2026
14.23 Comunicato Stampa
Contro l'invasione dei pappagalli verdi che stanno insidiando campagne e città pugliesi divorando mandorle e frutta, con danni sempre più pesanti per gli agricoltori, la Regione Puglia accelera sul piano di monitoraggio e contenimento approvando l'accordo con l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" per la gestione del parrocchetto monaco, insieme alle prime linee guida per il controllo e la rimozione dei nidi sul territorio regionale.
A darne notizia è Coldiretti Puglia, a seguito dell'approvazione da parte della Giunta regionale pugliese dell'accordo tra Regione Puglia e Università degli Studi di Bari, Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (DBBA) per le attività di monitoraggio e gestione del parrocchetto monaco ("pappagallo" Miyopsitta monachus) con l'approvazione delle "Prime linee di indirizzo per la gestione, il controllo e la rimozione dei nidi sul territorio della Regione Puglia", a seguito del moltiplicarsi delle segnalazioni da parte degli agricoltori per la presenza sempre più aggressiva dei parrocchetti nelle campagne pugliesi, dove i "pappagalli verdi" stanno devastando soprattutto mandorleti e frutteti.
Con il provvedimento vengono approvate le prime linee operative per la gestione delle popolazioni di parrocchetto monaco in Puglia, con specifico riferimento alla rimozione dei nidi nelle situazioni di criticità. Le linee guida, elaborate con il supporto scientifico del DBBA dell'Università di Bari, definiscono protocolli di intervento, criteri di selettività per la tutela della biodiversità autoctona e modalità di smaltimento del materiale rimosso secondo la normativa sanitaria vigente. Il parrocchetto monaco viene ufficialmente trattato come specie aliena invasiva e la Regione Puglia sta individuando e procedure straordinarie per la rimozione dei nidi esclusivamente nei casi di pericolo per la pubblica incolumità, danni a infrastrutture e reti e gravi danni all'agricoltura.
Le uova dovranno essere distrutte immediatamente, mentre i nidiacei saranno sottoposti a soppressione eutanasica da personale specializzato secondo le indicazioni ISPRA. La strategia regionale non si limiterà alla sola rimozione dei nidi, ma punta a costruire un sistema strutturato di gestione della specie invasiva attraverso percorsi di formazione specifica degli operatori. Entro maggio 2026 – aggiunge Coldiretti Puglia - partirà infatti un corso regionale per formare personale autorizzato alla gestione dei parrocchetti invasivi, anche in vista di future attività di controllo che, nel rispetto delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente, potranno comprendere sistemi di cattura con reti e gabbie-trappola e interventi di contenimento selettivo anche tramite sparo.
Con la tropicalizzazione del clima – denuncia Coldiretti Puglia - si è verificata una vera invasione di pappagalli verdi nelle campagne pugliesi che, dal primo insediamento registrato a Molfetta, hanno colonizzato città e campagne di Bari, Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Grumo Appula, fino a spingersi sull'Alta Murgia, denuncia Coldiretti Puglia. Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta monachus Boddaert, comparsi con un primo "insediamento" su un eucalipto nella contrada molfettese Madonna delle Rose, per poi riprodursi rapidamente attraverso grandi nidi multifamiliari.
I pappagalli verdi spaccano il guscio legnoso ed estraggono con la lingua il frutto delle mandorle, staccando i frutti o lasciandoli danneggiati sugli alberi. Attualmente in Puglia sono coltivati 19.428 ettari a mandorlo, pari al 35% della superficie nazionale, con una produzione di oltre 264mila quintali di mandorle, circa un terzo del totale italiano, con la provincia di Bari che rappresenta oltre il 63% della superficie regionale coltivata.
Fanno il paio con i pappagalli gli storni che colpiscono il settore olivicolo con danni dal 30% a oltre il 60% soprattutto nelle aree costiere, mentre continua anche l'emergenza granchio blu lungo le coste pugliesi, ricorda Coldiretti Puglia. In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica e invasiva – conclude Coldiretti Puglia - dai cinghiali che distruggono le coltivazioni ai lupi e cani inselvatichiti, dalle lepri che divorano ortaggi ai cormorani negli impianti di acquacoltura, con danni complessivi che superano i 35 milioni di euro.
A darne notizia è Coldiretti Puglia, a seguito dell'approvazione da parte della Giunta regionale pugliese dell'accordo tra Regione Puglia e Università degli Studi di Bari, Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (DBBA) per le attività di monitoraggio e gestione del parrocchetto monaco ("pappagallo" Miyopsitta monachus) con l'approvazione delle "Prime linee di indirizzo per la gestione, il controllo e la rimozione dei nidi sul territorio della Regione Puglia", a seguito del moltiplicarsi delle segnalazioni da parte degli agricoltori per la presenza sempre più aggressiva dei parrocchetti nelle campagne pugliesi, dove i "pappagalli verdi" stanno devastando soprattutto mandorleti e frutteti.
Con il provvedimento vengono approvate le prime linee operative per la gestione delle popolazioni di parrocchetto monaco in Puglia, con specifico riferimento alla rimozione dei nidi nelle situazioni di criticità. Le linee guida, elaborate con il supporto scientifico del DBBA dell'Università di Bari, definiscono protocolli di intervento, criteri di selettività per la tutela della biodiversità autoctona e modalità di smaltimento del materiale rimosso secondo la normativa sanitaria vigente. Il parrocchetto monaco viene ufficialmente trattato come specie aliena invasiva e la Regione Puglia sta individuando e procedure straordinarie per la rimozione dei nidi esclusivamente nei casi di pericolo per la pubblica incolumità, danni a infrastrutture e reti e gravi danni all'agricoltura.
Le uova dovranno essere distrutte immediatamente, mentre i nidiacei saranno sottoposti a soppressione eutanasica da personale specializzato secondo le indicazioni ISPRA. La strategia regionale non si limiterà alla sola rimozione dei nidi, ma punta a costruire un sistema strutturato di gestione della specie invasiva attraverso percorsi di formazione specifica degli operatori. Entro maggio 2026 – aggiunge Coldiretti Puglia - partirà infatti un corso regionale per formare personale autorizzato alla gestione dei parrocchetti invasivi, anche in vista di future attività di controllo che, nel rispetto delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente, potranno comprendere sistemi di cattura con reti e gabbie-trappola e interventi di contenimento selettivo anche tramite sparo.
Con la tropicalizzazione del clima – denuncia Coldiretti Puglia - si è verificata una vera invasione di pappagalli verdi nelle campagne pugliesi che, dal primo insediamento registrato a Molfetta, hanno colonizzato città e campagne di Bari, Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Grumo Appula, fino a spingersi sull'Alta Murgia, denuncia Coldiretti Puglia. Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta monachus Boddaert, comparsi con un primo "insediamento" su un eucalipto nella contrada molfettese Madonna delle Rose, per poi riprodursi rapidamente attraverso grandi nidi multifamiliari.
I pappagalli verdi spaccano il guscio legnoso ed estraggono con la lingua il frutto delle mandorle, staccando i frutti o lasciandoli danneggiati sugli alberi. Attualmente in Puglia sono coltivati 19.428 ettari a mandorlo, pari al 35% della superficie nazionale, con una produzione di oltre 264mila quintali di mandorle, circa un terzo del totale italiano, con la provincia di Bari che rappresenta oltre il 63% della superficie regionale coltivata.
Fanno il paio con i pappagalli gli storni che colpiscono il settore olivicolo con danni dal 30% a oltre il 60% soprattutto nelle aree costiere, mentre continua anche l'emergenza granchio blu lungo le coste pugliesi, ricorda Coldiretti Puglia. In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica e invasiva – conclude Coldiretti Puglia - dai cinghiali che distruggono le coltivazioni ai lupi e cani inselvatichiti, dalle lepri che divorano ortaggi ai cormorani negli impianti di acquacoltura, con danni complessivi che superano i 35 milioni di euro.
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