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Territorio e Ambiente

Orme dei dinosauri, al vaglio la riqualificazione del parco

L’Assessore alla Cultura: da sciogliere il rapporto con la proprietà e l’uso dei fondi

Con il Pulo sarebbe dovuto diventare un altro polo di attrazione per il turismo locale, soprattutto quello archeologico e storico. Il cosiddetto «Parco delle orme dei dinosauri» in Contrada san Leonardo, scoperto nel 2005 dal molfettese Cesare Andriani (oggi in Brasile), ha assunto le fattezze dell'ennesimo bene storico-ambientale abbandonato a se stesso, nonostante le sue immense potenzialità turistiche e occupazionali.
Per di più, negli ultimi anni, si era caldeggiata la possibilità di inserirlo in una vera e propria rete turistica tra Pulo, Museo Archeologico e Museo Diocesano, inserendo anche centro antico e storico. Infatti, già nel 2009, grazie ai finanziamenti regionali di «Bollenti Spiriti», era stato possibile bonificare l'area, con la costruzione di un muretto a secco di contenimento per evitare il ristagno dell'acqua, in base al progetto del dott. Marco Petruzzelli («Dinosauria Adtriatica»).

Secondo quanto dichiarato a Molfetta Viva dall'assessore alla Cultura, Elisabetta Mongelli, l'Assessorato si sta adoperando per pianificare un serio e concreto programma di riqualificazione dell'area. Il sito è stato già inserito nelle cartine e nelle mappe ufficiali comunali come bene storico-archeologico di Molfetta (un primo passo verso la creazione di una efficiente rete museale), anche se la sua valorizzazione non può prescindere dagli investimenti finanziari pubblici o privati.
«È necessario capire quali e quanti fondi possono essere investiti per il recupero e la riqualificazione di un'area che oggi è privata, benché l'Assessorato abbia ormai stretto degli ottimi rapporti di collaborazione con i proprietari che, in casi eccezionali, consentono anche delle visite guidate. - ha spiegato l'assessore Mongelli - Stiamo studiando il rapporto che sarà possibile istituire con la proprietà (probabilmente un lungo comodato, ndr), perché è nelle intenzioni di questa amministrazione rendere totalmente fruibile al pubblico l'area e farne un centro di attrazione turistica».
«Naturalmente, le prime opere da realizzare sarebbero la messa in sicurezza della zona con un'adeguata recinzione, una cancellata e una pannellistica didattico-esplicativa - ha aggiunto la Mongelli - così da poter aprire immediatamente il parco». I due principali nodi restano, perciò, il rapporto con la proprietà (ma su questo non ci dovrebbero essere problemi) e l'investimento da stanziare, senza dimenticare anche le varie autorizzazioni che, in caso di apertura, dovrebbe poi fornire la Sovrintendenza di Bari.
Inoltre, a breve (entro il 31 maggio, considerata l'ordinanza del sindaco), dovrebbe anche essere bonificata l'area con il taglio di erbacce e sterpaglie che occupano tutta l'area del libero ingresso (il lucchetto che chiudeva il cancello è stato rotto).

Procede, invece, con rapidità l'iter di istituzione dello IAT a Molfetta (Informazione Accoglienza Turistica), un info point turistico il cui allestimento è a carico della Regione Puglia (il Comune di Molfetta ha solo anticipato le prime somme). «Il progetto, che segue pedissequamente gli standard indicati da Puglia Promozione, è già in gara e in un paio di settimane ne conosceremo l'esito. I lavori di realizzazione dureranno circa un mese, anche se oggi l'info point è già in funzione nei locali antistanti la piazzetta di via Piazza nel centro antico - ha continuato l'assessore -. Successivamente, non solo sarà pubblicato il bando per la gestione di questo info point, ma saranno coinvolte anche le associazioni locali, in rete già da parecchi mesi, per il suo definitivo lancio».

Sarebbe un peccato se il «Parco delle orme dei dinosauri», vero e proprio tesoro storico-archeologico restasse chiuso. Da un lato, si perderebbe una testimonianza della storia molfettese, regionale e nazi-internazionale, considerato che le orme, fossilizzate su un piano inclinato a causa dei movimenti tettonici, hanno quasi 115milioni di anni e sono di animali vertebrati del Cretaceo di altezza stimata in quasi 10 metri (non è possibile affermarne con certezza la specie). Dall'altro, invece, sarebbe bruciata anche l'occasione di rilanciare il turismo e l'occupazione locale.
Di sicuro, un progetto di recupero e rivalorizzazione non può essere realizzato in pochi mesi, ma probabilmente nel 2015 potrebbe essere lanciato ciò che oggi è solo una bozza. Molto dipenderà dalle poste contabili e dal reale impegno politico-burocratico.
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