Michelangelo de Virgilio
Michelangelo de Virgilio

Michelangelo de Virgilio, il molfettese chirurgo dell'Inox

Scultore, artista e maestro autodidatta che è stato capace di scolpire l'eterno

Classe 1958, molfettese doc, Michelangelo de Virgilio è il nome di uno scultore, artista e maestro autodidatta che è stato capace di scolpire l'eterno. Noi italiani siamo abituati all'arte, siamo abituati al calore delle pennellate, alla densità dei marmi, alla morbidezza del legno, alla lucentezza dei bronzi. Purtroppo molte delle ninfee che ci circondano, sono costrette alle leggi del tempo e del decadimento, tanto immortali quanto paradossalmente fragili.

E chi l'avrebbe mai detto che, dal grigio freddo e massiccio, saremmo stati capaci di ricavare una nuova eternità?
Questa è la strada senza terminale che ha intrapreso il nostro compaesano, degno di vanto e maestro indiscusso della scultura dell'acciaio inox, materiale che siamo abituati a vedere usato come armatura negli edifici, oppure come un perfetto alleato in cucina, data la sua incredibile resistenza, igiene e durabilità. L'intuizione di de Virgilio, che sa di genio contemporaneo, sta nel rivalutare l'utilizzo artistico di un materiale solitamente delegato ad altro.

Città, ironia e denuncia sociale sono il fil rouge dei suoi 50 anni di appassionato e devoto lavoro. Nella sua instancabile carriera, de Virgilio si è dedicato alla michelangiolesca realizzazione di soggetti come l'antica e agognata Eirene (pace), scorci di Molfetta, delle sue tradizioni, dei suoi antichi e contemporanei vanti e volti, a dettagli e momenti che sanno di quotidiano e vita vera, ad architetture incredibilmente dettagliate, come quella della cattedrale di Trani, grazie alla quale i tranesi stessi ebbero modo di notare che le due croci della cattedrale guardano due orizzonti diversi.

Il suo lavoro è fatto di rumori, compressori, scintille, di mani che operano chirurgicamente su un capolavoro in acciaio che, pretenzioso e superbo, esige quantomeno un anno di lavoro, senza orari, fatto di precisione, inizi massacranti, autentica riservatezza ed anche tanto, tantissimo riciclo di materiale apparentemente "di scarto". Tra i suoi manufatti, quello a cui de Virgilio risulta essere particolarmente legato, è il gruppo dei cinque Misteri, qualche molfettese può effettivamente biasimarlo?

E se le figure del Cristo restano legate ad un trascorso emotivamente ricco, il suo futuro è carico di speranza, quella di poter realizzare un'arte in stile "virgiliano", capace di abbattere le barriere e che possa essere fruibile anche ai non vedenti. Ad oggi, de Virgilio resta tra i pochi che estraggono arte e passione dal grigio inossidabile ed eterno, tanto da meritarsi diversi premi ed onoreficenze (Calice d'Oro, De Nittis, Mottola etc). Un tassello di questo mosaico è stato affidato ad un nome tanto famoso quanto molfettese, il rapper Caparezza.

L'ultima nota, forse un po' dolente, è la lunghezza dei tempi di lavorazione di un opera, che ha spinto l'artista ad esibire per l'ultima volta nel passato 2009: che sia possibile per la città tornare a poter godere dell'arte di uno dei suoi vanti contemporaneai?
12 fotoLe opere di Michelangelo de Virgilio
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