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Moby Prince 3.0: il racconto di una tragedia

Ultima tappa a Molfetta dello spettacolo prodotto da “La Nave Europa” di Livorno

Intenso, ricco di pathos, coinvolgente, realistico, drammaticamente realistica la trasposizione scenica della strage del Moby Prince 3.0, messa in scena ieri sera presso l'auditorium Regina Pacis, prodotto da "La Nave Europa" di Livorno in collaborazione con l'associazione '140 - familiari vittime Moby Prince'.

Dove 3.0 sta proprio a ricordare il tentennale della tragedia avvenuta nella rada del porto di Livorno il 10 aprile 1991 quando il traghetto della Navarma entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, in cui persero la vita 140 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio, un solo superstite. Quattro furono i molfettesi, Giovanni Abbattista (46 anni), Natale Amato (53), Giuseppe de Gennaro (29) e Nicola Salvemini (36).

E' una trasposizione scenica che trasporta gli spettatori nel cuore della vicenda, che richiama alle testimonianze di cittadini che a diverso titolo erano quella notte nei pressi del porto di Livorno e ai loro ricordi, agli accadimenti di quella notte, alle voci di quella notte e a quel "mayday mayday" partito dalla Moby Prince ma mai ascoltato dalla Capitaneria di Porto perché arrivato sottotraccia.

E ancora le voci di chi ha testimoniato al processo, la ricostruzione dell'accaduto che dopo trennt'anni non ha ancora colpevoli. Emerge chiara e forte la voglia di giustizia dei famigliari delle vittime e non solo. Quelle 140 sono morte perché i soccorsi non sono mai arrivati in tempo.

Due soli attori in scena, Lorenzo Satta e Alessio Zirulla, che con grande maestria hanno raccontato quei minuti del 10 aprile 1991 dall'uscita del traghetto dal porto di Livorno sino alla collisione con la petroliera, le vicende processuali, sino ad arrivare alle risultanze delle commissioni parlamentari di inchiesta.

Nel corso dello spettacolo non mancano le ipotesi che furono fatte allora: prima la nebbia, smentita da tanti, poi che sulla Moby Prince fossero tutti a guardare una partita. Ma c'era anche l'ipotesi di un attacco di un sottomarino, perché nella rada del porto di Livorno c'erano anche delle navi militari americane. Ma queste ipotesi non hanno mai trovato riscontro, una ricostruzione fatta ed è quella più accreditata che sull'Agip Abruzzo fosse scoppiato un piccolo incendio, come da testimonianze di chi era sul porto quella notte, che aveva creato una nube tale da rendere fantasma la nave stessa.

E' un racconto asciutto, ma coinvolgente al tempo stesso, costruito con cura magistrale dagli autori Francesco Gerardi e Marta Pettinari e messo in scena dal regista Federico Orsetti, con il supporto dei fondali digitali di Chiara Becattini.

Uno spettacolo che lascia trasparire tante verità nascoste, non ultimo il ruolo giocato dall'armatore della Narvarma in tutta questa vicenda. Uno spettacolo che dà modo di pensare e di riflettere, ma soprattutto di non dimenticare i 140 morti della Moby Prince, perché verità e giustizia a trent'anni di distanza possono essere fatti.
Lo spettacolo è stato promosso dall'Amministrazione comunale di Molfetta e il coordinamento Teatri di Molfetta, costituito da Teatro dei Cipis, Kismet, Malalingua, Teatrermitage, Il Carro dei Comici e Arterie Teatro.

Presente alla serata i parenti molfettesi delle vittime e il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, che ha colto l'occasione per ricordare le tante vittime sul lavoro in mare e non, che la nostra città piange. La serata è si aperta con un minuto di silenzio in memoria di Giovanni, Natale, Giuseppe e Nicola.
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