Politica

«La Delibera della vergogna»: il duro attacco di Logrieco all'amministrazione comunale

ll coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia: «Una lezione su cosa non vada fatto»

«Se un'Amministrazione si vergognasse di un provvedimento che intende adottare, quando lo approverebbe? Quando tutti sono distratti». Inizia così la nota del coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, Adamo Logrieco «Il 31 dicembre 2024, mentre i cittadini si rilassavano in famiglia per festeggiare il Capodanno, la Giunta Minervini si riuniva al Palazzo di Città per approvare la "Delibera della vergogna", un provvedimento che rappresenta il manifesto della cattiva amministrazione della Cosa pubblica».

«Stiamo parlando della Delibera di Giunta n. 276 del 31.12.2024, che ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di riqualificazione di parco "Alcide De Gasperi" (quello nei pressi della scuola Rosaria Scardigno, per intenderci), che avrà un costo di ben 400.000 euro per la nostra comunità, varianti di spesa in aumento escluse. È un'opera sicuramente importante, perché consentirebbe di recuperare quell'area verde oggi ammalorata, con beneficio per la città e per il quartiere».

«Ma allora cosa c'è di strano in questo provvedimento dell'ultimo dell'anno? C'è che un progetto esecutivo di riqualificazione di parco "Alcide De Gasperi" era già stato approvato dalla precedente Amministrazione, guidata sempre dal sindaco Minervini, e precisamente in data 22 gennaio 2020. Tale progetto di riqualificazione, tuttavia, prevedeva una spesa complessiva per le Casse comunali (e per il portafoglio dei molfettesi) di 90.000 euro, quindi oltre 300.000 euro in meno rispetto al costo del progetto approvato il 31 dicembre scorso».

«Per chi non fosse avvezzo di Amministrazione pubblica, un progetto esecutivo approvato non solo può, ma deve essere realizzato. E qui si conclama la prima, grave, responsabilità amministrativa: non aver portato a realizzazione un progetto esecutivo che cinque anni fa sarebbe costato molto meno di quello attuale. Nella "Delibera della vergogna", Sindaco e Giunta danno doverosamente atto del precedente progetto esecutivo approvato nel 2020, ma giustificano l'approvazione di questo nuovo e più costoso progetto esecutivo sulla scorta delle solite, aberranti, scuse: intoppi burocratici, pandemia, aumento dei prezzi dei materiali».

«Insomma, la colpa dell'omessa realizzazione dei lavori di riqualificazione del parco nel 2020 risiederebbe in fattori indipendenti dall'Amministrazione. Nessuna delle giustificazioni addotte, però, è plausibile, perché altri progetti esecutivi approvati anche dopo, hanno trovato realizzazione. Ad esempio, nel mese di luglio 2020 era stato deliberato il ben più costoso progetto esecutivo per la riqualificazione di Piazza Margherita di Savoia (piazza Cappuccini), i cui lavori sono oggi terminati (con grave ritardo) e tale area inaugurata (in assordante silenzio)».

«Insomma, quando c'è da sperperare risorse pubbliche, i problemi si superano; quando si possono realizzare lavori in economia, si preferisce attendere tempi migliori, quelli in cui dilapidare centinaia di migliaia di euro. Questo modo di amministrare la città è l'ennesimo pugno in faccia ai molfettesi che versano le imposte comunali auspicando un buon uso delle stesse da chi è chiamato a gestirle. Se il Sindaco Minervini avesse realizzato il progetto di riqualificazione del parco "Alcide De Gasperi" del 2020, con i 300.000 euro risparmiati avrebbe potuto finanziare altre opere e migliorare i servizi pubblici della Città».

«Avrebbe potuto raddoppiare il finanziamento regionale di 300.000 euro stanziato per l'iniziativa "Prossimo Negozio", così consentendo l'apertura di 15 o 16 nuove attività commerciali per giovani imprenditori, e non le 7 o 8 che forse sarà possibile finanziare. Avrebbe potuto investire tale somma per avere un programma di eventi culturali molto più ricco ed appetibile per i turisti. Avrebbe potuto riqualificare altre zone abbandonate della nostra città, come l'area mercatale, ormai trasformata in bagno pubblico per cani a passeggio con i padroni. Avrebbe potuto mettere in campo un piano straordinario per risollevare il commercio nel centro cittadino, ormai desertificato. Invece non si farà nulla di tutto questo, se non spendendo altri soldi dei molfettesi. Quella del sindaco Minervini è una scuola di come non si dovrebbe mai amministrare una città».
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