Centro Recupero Tartarughe Molfetta
Centro Recupero Tartarughe Molfetta

Il Centro Recupero Tartarughe Molfetta in prima linea: una task force per salvare gli esemplari del Basso Adriatico

L’obiettivo è raccogliere e analizzare dati fondamentali per comprendere meglio le patologie che colpiscono questi animali

Nasce in Puglia una vera e propria task force per studiare e contrastare le cause che mettono a rischio la sopravvivenza delle piccole tartarughe marine nel Basso Adriatico. Un lavoro di squadra che vede in prima fila il Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Molfetta, affiancato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria di Bari, dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Foggia e dall'Università di Pisa.

L'obiettivo è ambizioso: raccogliere e analizzare dati fondamentali per comprendere meglio le patologie che colpiscono questi animali, tra cui la Debilitated Turtle Syndrome (DTS), una sindrome debilitante che negli ultimi anni sta facendo registrare un aumento dei casi lungo entrambe le sponde dell'Adriatico, compresa l'area balcanica.

Il protocollo di studio prevede prelievi di sangue e plasma, biopsie e tamponi, oltre a necroscopie sulle carcasse delle tartarughe recuperate senza vita. Questi campioni saranno confrontati con quelli provenienti da altri centri italiani e balcanici, creando una banca dati condivisa per identificare possibili correlazioni tra ambiente, condizioni sanitarie e mortalità. La DTS, nota anche come Chronic Debilitation Syndrome (CDS), è caratterizzata da perdita di peso, ridotta capacità di alimentarsi e una massiccia presenza di balani sul carapace e sulla pelle. Nei casi più gravi, le tartarughe presentano debolezza estrema, gusci fragili, difficoltà di nuoto e infezioni parassitarie. Le cause restano ancora poco chiare: possono variare dalla carenza di cibo a problemi metabolici e intestinali, fino a infezioni concomitanti.

Al centro WWF di Molfetta, intanto, c'è una tartarughina che sta diventando simbolo di speranza. Colpita da DTS, era arrivata in condizioni critiche: debole, sottopeso e incapace di alimentarsi. Grazie alle cure dei veterinari e dei volontari, ha reagito bene alla terapia e ha ricominciato a mangiare. Ora segue una dieta "ingrassante" per recuperare circa un chilo e tornare al suo peso forma. Se i progressi continueranno, già a metà settembre potrà essere liberata e tornare a nuotare nei nostri mari, coronando così un percorso di recupero che testimonia l'importanza del lavoro svolto dal WWF Molfetta.

Il Mediterraneo è uno dei mari più importanti al mondo per la nidificazione e la sopravvivenza delle tartarughe marine, ma anche uno dei più minacciati. Plastica, traffico nautico, pesca accidentale e cambiamenti climatici rappresentano pressioni costanti. La nascita di questa task force, con il WWF Molfetta in prima linea, segna un passo fondamentale per unire ricerca scientifica e azione concreta.
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