
Grande partecipazione alla Giornata di Studi sul Pulo di Molfetta
Confronto sul valore e sulla gestione sostenibile del patrimonio culturale e ambientale
Molfetta - martedì 14 aprile 2026
Si è svolta con grande partecipazione la Giornata di Studi dedicata al Pulo di Molfetta, intitolata "Nel Grembo della Grande Madre", un momento di confronto e approfondimento che ha riunito studiosi, professionisti e rappresentanti del territorio attorno a uno dei luoghi più straordinari della Puglia.
L'iniziativa, promossa dall'associazione consortile Polje in collaborazione con la Soc. Coop. FeArT e con il patrocinio della Regione Puglia, ha posto al centro il Pulo come vero e proprio "archivio naturale e culturale", in cui si intrecciano biodiversità, geologia e oltre ottomila anni di storia. Un equilibrio delicato e prezioso, che richiede oggi nuove strategie di tutela e valorizzazione condivisa.
Il convegno si è articolato in tre sessioni tematiche — Natura, Memoria, Futuro — offrendo una visione ampia e interdisciplinare del sito. La sessione dedicata alla Natura ha evidenziato la ricchezza biologica della dolina carsica, che ospita centinaia di specie vegetali e animali, sottolineandone al contempo la fragilità ambientale e la necessità di interventi mirati di protezione e gestione sostenibile. Tra i relatori, gli interventi di Gianni Gadaleta e del Prof. Pietro Picuno (Università degli Studi della Basilicata) hanno approfondito aspetti agronomici, ecologici e geologici del sito.
Particolarmente seguita è stata anche la sessione Futuro, dedicata ai modelli di gestione e valorizzazione dei beni culturali. In questo contesto è stato molto apprezzato l'intervento di Domenico Lorusso, che ha proposto una riflessione dal titolo "Governare il patrimonio culturale: il caso di SMICO a Corato".
Lorusso, in qualità di Presidente di VivArch APS e responsabile del Sistema Museale Integrato Corato (SMICO), ha illustrato un modello di governance innovativo basato sulla collaborazione tra competenze, istituzioni e comunità locali. Il suo intervento ha evidenziato come una gestione integrata e partecipata possa trasformarsi in un reale motore di sviluppo culturale e territoriale.
La giornata si è conclusa con un ampio consenso da parte del pubblico e degli addetti ai lavori, confermando l'importanza di costruire visioni condivise per il futuro del patrimonio naturale e culturale, a partire da luoghi simbolici come il Pulo di Molfetta.
L'iniziativa, promossa dall'associazione consortile Polje in collaborazione con la Soc. Coop. FeArT e con il patrocinio della Regione Puglia, ha posto al centro il Pulo come vero e proprio "archivio naturale e culturale", in cui si intrecciano biodiversità, geologia e oltre ottomila anni di storia. Un equilibrio delicato e prezioso, che richiede oggi nuove strategie di tutela e valorizzazione condivisa.
Il convegno si è articolato in tre sessioni tematiche — Natura, Memoria, Futuro — offrendo una visione ampia e interdisciplinare del sito. La sessione dedicata alla Natura ha evidenziato la ricchezza biologica della dolina carsica, che ospita centinaia di specie vegetali e animali, sottolineandone al contempo la fragilità ambientale e la necessità di interventi mirati di protezione e gestione sostenibile. Tra i relatori, gli interventi di Gianni Gadaleta e del Prof. Pietro Picuno (Università degli Studi della Basilicata) hanno approfondito aspetti agronomici, ecologici e geologici del sito.
Particolarmente seguita è stata anche la sessione Futuro, dedicata ai modelli di gestione e valorizzazione dei beni culturali. In questo contesto è stato molto apprezzato l'intervento di Domenico Lorusso, che ha proposto una riflessione dal titolo "Governare il patrimonio culturale: il caso di SMICO a Corato".
Lorusso, in qualità di Presidente di VivArch APS e responsabile del Sistema Museale Integrato Corato (SMICO), ha illustrato un modello di governance innovativo basato sulla collaborazione tra competenze, istituzioni e comunità locali. Il suo intervento ha evidenziato come una gestione integrata e partecipata possa trasformarsi in un reale motore di sviluppo culturale e territoriale.
La giornata si è conclusa con un ampio consenso da parte del pubblico e degli addetti ai lavori, confermando l'importanza di costruire visioni condivise per il futuro del patrimonio naturale e culturale, a partire da luoghi simbolici come il Pulo di Molfetta.

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