Mastropasqua
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Politica

Elezioni amministrative 2026: ufficiale la candidatura di Pietro Mastropasqua

Domenica ci sarà la sua presentazione in vista della nuova corsa al tricolore

L'avvocato e già consigliere comunale Pietro Mastropasqua annuncia ufficialmente la propria candidatura a sindaco di Molfetta, alla guida di una coalizione di dodici liste aperta a tutti i cittadini. «Molfetta vive un momento difficile che richiede competenza e un delicato passaggio di rinnovamento. Un concetto antico e degno della cultura democratica dei molfettesi.
I nostri concittadini non hanno bisogno di chi urla di più o agita le bandiere più colorate: hanno bisogno di servizi efficienti, sicurezza, visione strategica e attenzione al particolare quotidiano. A Molfetta serve un Sindaco che sappia avere il polso fermo quando le cose si complicano, che conosca la macchina burocratica e sappia riformarla per garantire trasparenza ed efficienza».
Prosegue:
«Io questa città la conosco e la amo. Candidarmi oggi, con un progetto di partecipazione popolare che unisca le tante anime della politica cittadina è il modo più onesto che conosco per servirla».
Con queste parole Pietro Mastropasqua — avvocato, molfettese, già consigliere comunale dal 2008, ex assessore all'Urbanistica e alla Sicurezza — annuncia ufficialmente la propria candidatura a sindaco di Molfetta per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026.
Lo fa alla testa di una coalizione civica di dodici liste: non una somma di sigle, ma una grande intesa di responsabilità costruita attorno a un progetto aperto, concreto, radicato nella realtà cittadina in tutte le sue articolazioni sociali.
Molfetta ha i suoi tempi, i suoi odori, il rumore del porto al mattino e la fatica silenziosa di chi ogni giorno lavora, costruisce, aspetta. Conosce bene le promesse non mantenute e i leader che arrivano di corsa e spariscono dopo il voto. Mastropasqua non è arrivato ieri, e non ha intenzione di andarsene domani.
Oltre quindici anni di presenza nelle istituzioni locali — vissuti dentro le commissioni, nei quartieri, e soprattutto nelle scelte difficili — gli hanno insegnato che governare non significa occupare uno spazio: significa trasformarlo e migliorarlo.
La candidatura nasce da una scelta precisa: rompere la logica dei recinti. C'è chi fa politica disegnando confini — di partito, di schieramento, di appartenenza — e chi sceglie invece di aprire le porte. Mastropasqua ha scelto di aprirle alle migliori forze della partecipazione civica senza nostalgie novecentesche, senza bandiere di facciata.
Si rivolge alla parte più viva e spesso più silenziosa della città: quella che ha smesso di aspettarsi qualcosa dalla politica, ma non ha smesso di amare Molfetta.
«Rilancio il progetto che porto avanti da anni oramai – dice Mastropasqua – proprio per rispondere all'immobilismo della sinistra radicale e lo faccio aggregando non a caso importanti pezzi del fronte politico molfettese liberale, progressista e moderato.
Abbiamo lavorato a una struttura complessa che noi chiamiamo comunità. Dodici liste: la prova che quando la posta in gioco è il futuro della città i muri cadono e si costruiscono i ponti. Sono storie, competenze, quartieri diversi che hanno scelto di smettere di litigare per mettere la città al centro. Con un patto chiaro: la competenza al servizio di una visione».
Prosegue:
«La politica che vuole fare la differenza non parte da Roma o da Bari: parte dal quartiere, dalla scuola, dal porto, dalla casa. È lì che si misura chi governa davvero e chi si limita a occupare uno spazio. Io voglio governare, non certo occupare».
La sfida che Mastropasqua lancia alla città non parla alla pancia. Parla alla testa e al cuore di una Molfetta che non vuole più restare a guardare:
«Candidarsi così, con questo spirito, con questa larghezza, non è un calcolo – è un atto d'amore».
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