Parco di Mezzogiorno
Parco di Mezzogiorno
Territorio e Ambiente

Definiti gli indirizzi per la progettazione del Parco di Mezzogiorno

Pubblicato il report del percorso di ascolto avviato con il supporto di Agenda 21

Il Parco di Mezzogiorno intitolato a "Baden Powell", fondatore nel 1907 del movimento scoutistico mondiale, con i suoi 28mila e 300 metri quadri è la più grande area verde cittadina. Realizzato nel 2005 non è mai stato interamente aperto al pubblico per la sua complessa gestione e custodia. Anzi, in questi anni è stato più volte vandalizzato tanto da rendere impossibile una sua immediata riapertura.

Per restituirlo alla fruizione dei cittadini molfettesi, l'amministrazione guidata da Paola Natalicchio ha voluto definire gli indirizzi per un progetto di recupero chiedendo aiuto alla popolazione. Per questo ha affidato all'associazione "X-Scape" un percorso partecipato che ha visto coinvolte più di 3.000 persone tra cittadini, studenti, genitori e insegnanti. «Sono servite quasi cento pagine per raccontare e sintetizzare il lavoro svolto - ha spiegato l'assessore alle Opere pubbliche Giovanni Abbattista - Il bisogno più grande emerso dal percorso partecipato, è quello di progettare spazi disponibili a molteplici usi e funzioni in modo da rendere il parco una polarità urbana e non solo di quartiere». Il report completo di questi incontri è stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune.

«Invito tutti – ha continuato Abbattista - a consultare le pagine pubblicate per ritrovare i bisogni che i cittadini hanno espresso nella fase della consultazione pubblica e nel workshop di idee che si è svolto a fine gennaio. Incontri che hanno avuto l'obiettivo di individuare ipotesi di gestione partecipata del parco e dei suoi servizi». Un parco accessibile a bambini e disabili, con zone d'ombra dove sostare e aree libere coperte da manto erboso, un piccolo orto urbano, uno spazio per far giocare liberamente i cani, zone wi-fi, e videosorveglianza di sicurezza. Aree gioco permanenti non solo per i più piccoli, ma anche campi di basket, pallavolo o tavoli da ping pong in pietra. Queste le esigenze espresse, secondo i report pubblicati, da quei cittadini che mostrano attenzione alla mobilità sostenibile chiedendo percorsi ciclabili per arrivare al parco e muoversi in esso. Chiedono anche la presenza di una ciclofficina permanente o stagionale per piccole riparazioni in un parco animato con iniziative culturali e spazi da utilizzare per attività scoutistiche.

«L'estensione del Parco – ha evidenziato Abbattista – permette la realizzazione di queste attività ma ai cittadini e alle associazioni abbiamo chiesto di essere partecipi e immaginare modelli di gestione. Come ipotizzato nel nostro studio di fattibilità ad agosto dello scorso anno, la gestione non può essere demandata ad un unico soggetto, sia esso pubblico o privato, ma occorre attuare forme di gestione condivisa, secondo un modello collaborativo, che preveda l'attiva partecipazione di tutti gli attori coinvolti, associazioni e privati». Una sfida da accettare per rendere viva la grande area verde.

«Restituire il Parco di Mezzogiorno alla città – ha chiosato la Natalicchio - è tra le sfide più belle e appassionanti di questo mandato. Il percorso partecipato che abbiamo voluto intraprendere, è un esempio di come le politiche pubbliche possano integrarsi e arricchirsi del contributo dei cittadini. Adesso vogliamo attuare queste proposte. Il prossimo passo sarà affidare questo lavoro ai progettisti che è nostra intenzione scegliere con una procedura di evidenza pubblica che stiamo mettendo a punto. Facciamo sul serio».


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