
Chiesa locale
Decennale del pellegrinaggio della Pietà a San Pietro: il programma
Gli appuntamenti del 21 e 22 maggio
Molfetta - martedì 19 maggio 2026
18.40 Comunicato Stampa
Era un "fiume di camici neri", marce funebri e devozione a tagliare Via della Conciliazione e ad entrare, evento mai visto, nella Basilica di San Pietro dalla Porta del Filarete del Giubileo della Misericordia. Dieci anni dopo, il 21 e 22 maggio 2026, Molfetta torna a quella giornata-simbolo con una due giorni che unisce Celebrazione Eucaristica, mostra fotografica, presentazione del volume rievocativo e posa di una targa commemorativa. Volti, passi ed emozioni di un popolo che continua a riconoscersi nella propria tradizione confraternale
Ci sono giorni che smettono di essere solo date sul calendario e diventano parte del DNA di un popolo. Per Molfetta, uno di quei giorni è il 22 maggio 2016, quando la Pietà di Giulio Cozzoli – accompagnata da un lungo "fiume" di camici neri e da oltre mille fedeli – attraversò Roma fino a entrare nella Basilica di San Pietro, nel cuore del Giubileo della Misericordia. Dieci anni dopo, il 21 e 22 maggio 2026, l'Arciconfraternita della Morte dal Sacco Nero, in collaborazione con il cammino "Con fede e devozione", dedica una due giorni commemorativa a quel pellegrinaggio storico. L'iniziativa nasce nel segno della continuità tra l'Amministrazione confraternale che guidò il pellegrinaggio con il Priore Giuseppe de Candia e quella attuale con il Priore Girolamo Caputi, con l'obiettivo dichiarato di "rinnovare un legame sacro" che il materiale del decennale descrive come un filo invisibile ancora oggi vibrante nel cuore della comunità. Al centro del programma ci sono la presentazione del volume "La Pietà a Roma.
Quando Molfetta varcò San Pietro", che raccoglie testimonianze, riflessioni e immagini del 22 maggio 2016, e l'inaugurazione di una mostra fotografica documentale che restituisce in sequenza i momenti chiave di quell'evento: la partenza, il cammino verso San Pietro, l'Angelus e l'ingresso in Basilica. Il libro e la mostra nascono con l'intento di andare oltre la semplice cronaca di una "lucida follia" organizzativa, per raccontare un'esperienza che ha unito devozione popolare, coscienza ecclesiale e sentimento comunitario. I testi ricordano la processione da San Giovanni dei Fiorentini lungo Ponte Sant'Angelo e Via della Conciliazione, l'emozione dei confratelli, l'eco delle marce funebri tra i palazzi romani e il momento – rimasto scolpito nella memoria – in cui la Pietà del Cozzoli si è trovata al cospetto della Pietà di Michelangelo, in un "dialogo muto tra due espressioni della stessa bellezza".
Il pellegrinaggio non è "solo spostamento di un simulacro, ma cammino di un popolo", capace di trasformare per un giorno Molfetta in un ponte vivente verso la Città Eterna. Dieci anni dopo, quella pagina viene proposta non come esercizio di nostalgia, ma come atto di gratitudine e responsabilità: una "fiamma sempre accesa" che chiede di essere custodita e trasmessa come patrimonio di fede, arte e identità condivisa. Le testimonianze raccolte nella pubblicazione del decennale mostrano con chiarezza come quel pellegrinaggio sia stato vissuto come un autentico atto di fede, nel quale la tradizione confraternale ha incontrato la Chiesa universale lungo il cammino, nel cuore di Roma, fino al solenne ingresso nella Basilica Vaticana. Nel solco di questa memoria viva, il programma delle celebrazioni prevede la Celebrazione Eucaristica il 22 maggio alle ore 18:30, officiata dal padre spirituale don Pinuccio Magarelli, nella Chiesa del Purgatorio, cuore spirituale della fratellanza, e la posa di una lastra commemorativa ai piedi delle scale del tempio, perché il ricordo del pellegrinaggio resti affidato anche al segno visibile della pietra.
A tali momenti si uniranno l'inaugurazione della mostra fotografica documentale, pensata come itinerario di immagini, volti e frammenti di una grazia condivisa a cura di Vincenzo Bisceglie e la presentazione del volume rievocativo "La Pietà a Roma. Quando Molfetta varcò San Pietro", affidata a Vito Cozzoli con la testimonianza di Tommaso Poli. «A dieci anni da quel pellegrinaggio, l'Arciconfraternita sente il dovere spirituale e morale di custodirne il lascito e di consegnarlo con fedeltà alle nuove generazioni. Questa ricorrenza non è soltanto memoria di un fatto straordinario, ma richiamo a vivere più intensamente la nostra vocazione confraternale, nella preghiera, nella comunione e nel servizio», dichiara il Priore Girolamo Caputi.
Come sottolineato nei testi del decennale, fare memoria significa lasciarsi ancora istruire da quanto il Signore ha compiuto, perché il passato non resti chiuso nel tempo, ma continui a orientare il presente e il futuro dell'Arciconfraternita. «Il 22 maggio 2016 non è stato soltanto un giorno memorabile, ma una grazia che ha segnato nel profondo la storia della nostra confraternita e della stessa città di Molfetta. Tornare oggi a quella esperienza significa rendere grazie al Signore per ciò che abbiamo vissuto e rinnovare quel filo di spiritualità che allora unì Molfetta a Roma e che ancora oggi vibra nel cuore del nostro popolo», afferma Giuseppe de Candia, Priore pro tempore nel 2016 e referente dell'organizzazione dell'attuale ricorrenza. Il valore di queste celebrazioni nasce anche dalla collaborazione con chi ha scelto di condividere un momento di così profondo significato per la comunità. In tale spirito si rinnova la gratitudine nei confronti di Dai Optical Industries, nella persona di Onofrio de Gennaro, LUO, nella persona di Giulio Saitti, e Conta su di noi - Onlus, nella persona di Diletta Rosati, che con partecipazione e sensibilità hanno sostenuto generosamente e contribuito concretamente alla realizzazione di un appuntamento che rinnova memoria, identità e devozione. A dieci anni da quel pellegrinaggio, la Pietà a Roma continua a parlare al cuore della Morte, della Chiesa e della città di Molfetta come memoria viva, eredità spirituale e chiamata rinnovata alla comunione, al servizio ed alla testimonianza con grande fede e devozione. Comitato per il decennale del pellegrinaggio della Pietà a Roma.
Molfetta, 21 e 22 maggio 2026. Programma 21 maggio 2026 ore 19:30 ı
Chiesa della Morte
• Inaugurazione della mostra fotografica
22 maggio 2026 ore 18:30 ı Chiesa del Purgatorio
• Celebrazione Eucaristica
• Posa lastra commemorativa
• Presentazione volume rievocativo
Ci sono giorni che smettono di essere solo date sul calendario e diventano parte del DNA di un popolo. Per Molfetta, uno di quei giorni è il 22 maggio 2016, quando la Pietà di Giulio Cozzoli – accompagnata da un lungo "fiume" di camici neri e da oltre mille fedeli – attraversò Roma fino a entrare nella Basilica di San Pietro, nel cuore del Giubileo della Misericordia. Dieci anni dopo, il 21 e 22 maggio 2026, l'Arciconfraternita della Morte dal Sacco Nero, in collaborazione con il cammino "Con fede e devozione", dedica una due giorni commemorativa a quel pellegrinaggio storico. L'iniziativa nasce nel segno della continuità tra l'Amministrazione confraternale che guidò il pellegrinaggio con il Priore Giuseppe de Candia e quella attuale con il Priore Girolamo Caputi, con l'obiettivo dichiarato di "rinnovare un legame sacro" che il materiale del decennale descrive come un filo invisibile ancora oggi vibrante nel cuore della comunità. Al centro del programma ci sono la presentazione del volume "La Pietà a Roma.
Quando Molfetta varcò San Pietro", che raccoglie testimonianze, riflessioni e immagini del 22 maggio 2016, e l'inaugurazione di una mostra fotografica documentale che restituisce in sequenza i momenti chiave di quell'evento: la partenza, il cammino verso San Pietro, l'Angelus e l'ingresso in Basilica. Il libro e la mostra nascono con l'intento di andare oltre la semplice cronaca di una "lucida follia" organizzativa, per raccontare un'esperienza che ha unito devozione popolare, coscienza ecclesiale e sentimento comunitario. I testi ricordano la processione da San Giovanni dei Fiorentini lungo Ponte Sant'Angelo e Via della Conciliazione, l'emozione dei confratelli, l'eco delle marce funebri tra i palazzi romani e il momento – rimasto scolpito nella memoria – in cui la Pietà del Cozzoli si è trovata al cospetto della Pietà di Michelangelo, in un "dialogo muto tra due espressioni della stessa bellezza".
Il pellegrinaggio non è "solo spostamento di un simulacro, ma cammino di un popolo", capace di trasformare per un giorno Molfetta in un ponte vivente verso la Città Eterna. Dieci anni dopo, quella pagina viene proposta non come esercizio di nostalgia, ma come atto di gratitudine e responsabilità: una "fiamma sempre accesa" che chiede di essere custodita e trasmessa come patrimonio di fede, arte e identità condivisa. Le testimonianze raccolte nella pubblicazione del decennale mostrano con chiarezza come quel pellegrinaggio sia stato vissuto come un autentico atto di fede, nel quale la tradizione confraternale ha incontrato la Chiesa universale lungo il cammino, nel cuore di Roma, fino al solenne ingresso nella Basilica Vaticana. Nel solco di questa memoria viva, il programma delle celebrazioni prevede la Celebrazione Eucaristica il 22 maggio alle ore 18:30, officiata dal padre spirituale don Pinuccio Magarelli, nella Chiesa del Purgatorio, cuore spirituale della fratellanza, e la posa di una lastra commemorativa ai piedi delle scale del tempio, perché il ricordo del pellegrinaggio resti affidato anche al segno visibile della pietra.
A tali momenti si uniranno l'inaugurazione della mostra fotografica documentale, pensata come itinerario di immagini, volti e frammenti di una grazia condivisa a cura di Vincenzo Bisceglie e la presentazione del volume rievocativo "La Pietà a Roma. Quando Molfetta varcò San Pietro", affidata a Vito Cozzoli con la testimonianza di Tommaso Poli. «A dieci anni da quel pellegrinaggio, l'Arciconfraternita sente il dovere spirituale e morale di custodirne il lascito e di consegnarlo con fedeltà alle nuove generazioni. Questa ricorrenza non è soltanto memoria di un fatto straordinario, ma richiamo a vivere più intensamente la nostra vocazione confraternale, nella preghiera, nella comunione e nel servizio», dichiara il Priore Girolamo Caputi.
Come sottolineato nei testi del decennale, fare memoria significa lasciarsi ancora istruire da quanto il Signore ha compiuto, perché il passato non resti chiuso nel tempo, ma continui a orientare il presente e il futuro dell'Arciconfraternita. «Il 22 maggio 2016 non è stato soltanto un giorno memorabile, ma una grazia che ha segnato nel profondo la storia della nostra confraternita e della stessa città di Molfetta. Tornare oggi a quella esperienza significa rendere grazie al Signore per ciò che abbiamo vissuto e rinnovare quel filo di spiritualità che allora unì Molfetta a Roma e che ancora oggi vibra nel cuore del nostro popolo», afferma Giuseppe de Candia, Priore pro tempore nel 2016 e referente dell'organizzazione dell'attuale ricorrenza. Il valore di queste celebrazioni nasce anche dalla collaborazione con chi ha scelto di condividere un momento di così profondo significato per la comunità. In tale spirito si rinnova la gratitudine nei confronti di Dai Optical Industries, nella persona di Onofrio de Gennaro, LUO, nella persona di Giulio Saitti, e Conta su di noi - Onlus, nella persona di Diletta Rosati, che con partecipazione e sensibilità hanno sostenuto generosamente e contribuito concretamente alla realizzazione di un appuntamento che rinnova memoria, identità e devozione. A dieci anni da quel pellegrinaggio, la Pietà a Roma continua a parlare al cuore della Morte, della Chiesa e della città di Molfetta come memoria viva, eredità spirituale e chiamata rinnovata alla comunione, al servizio ed alla testimonianza con grande fede e devozione. Comitato per il decennale del pellegrinaggio della Pietà a Roma.
Molfetta, 21 e 22 maggio 2026. Programma 21 maggio 2026 ore 19:30 ı
Chiesa della Morte
• Inaugurazione della mostra fotografica
22 maggio 2026 ore 18:30 ı Chiesa del Purgatorio
• Celebrazione Eucaristica
• Posa lastra commemorativa
• Presentazione volume rievocativo

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