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Il cammino di don Tonino per stare con l'amico che ha la sclerosi multipla

La storia dei componenti di un gruppo di scout, oggi sessantenni, originari di Bari

Ci sono legami che il tempo e le difficoltà non possono spezzare. Basta avere la compagnia giusta grazie alla quale superare tutto. Ne è testimonianza il gruppo composto da 15 scout originari di Bari, oggi sessantenni, che ogni anno intraprende percorsi di trekking, in memoria dei tempi in cui l'amicizia e la bellezza dello stare nella natura erano tutto ciò che contava.

Quest'anno il gruppo ha scelto di seguire i passi del Venerabile, percorrendo il Cammino di don Tonino.

Abbiamo intervistato uno di loro, Egidio Lancione, che ci ha raccontato la storia e le vicende che uniscono il gruppo di amici.

«La nostra passione per il mondo scout ha origine nella nostra adolescenza. Abbiamo cominciato agli inizi degli anni '70 nel CNGEI di Bari e abbiamo vissuto insieme il periodo più bello della vita, l'adolescenza - inizia così il racconto di Egidio Lancione - siamo rimasti uniti fino all'età di 20/22 anni. L'avventura, l'amicizia e il sacrificio per il prossimo sono sempre stati il nostro collante».

Anche quando, nel 2018, è arrivata una brutta notizia per uno di loro.

«Al nostro amico Tonino purtroppo è stata diagnosticata la sclerosi multipla - spiega Lancione - ma non ci siamo lasciati abbattere e così sono nate le nostre esperienze di trekking. Abbiamo iniziato in quell'anno con i cammini materani e non ci siamo più fermati».

Dopo aver letto degli articoli di giornale, il gruppo scout barese ha scoperto anche il Cammino di don Tonino e non ha esitato a partire.

«Abbiamo abbracciato e soprattutto abbracceremo nei prossimi anni, senza esitazione e con grande piacere, questo percorso - prosegue - per questioni logistiche camminiamo solo per due giorni e mezzo, scegliendo le tappe da fare anche secondo i dislivelli, perché dovendo spingere una carrozzella non possiamo fare percorsi troppo impegnativi».

Il gruppo, quest'anno, ha scelto tra le mete AlberobelloMadonna della Scala, Madonna della ScalaCastellana e Castellana-Conversano.

«Quest'anno la tappa più bella è stata la prima, le campagne e i sentieri della valle d'Itria sono stupendi - ammette Lancione, facendosi portavoce dell'intero gruppo - poi ci sono gli olivi secolari che ti fanno sentire in pace con l'universo. Quest' esperienza, poi, a differenza delle altre, ci ha lasciato il piacere di un momento di meditazione».

Per chi lo compie, ogni percorso rappresenta un dono, un'esperienza irripetibile.

«Non siamo ancora stati a Molfetta, ma sicuramente non mancheremo - conclude Lancione - le nostre aspettative alla partenza di ogni cammino sono solo quelle di stare bene assieme, divertirci e ridere come facevamo da ragazzini. Devo ammettere che ci siamo riusciti tutti gli anni».
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