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Vita di città

Auto-stop, così così la prima

Ok per gli amanti della bicicletta. Ko per tutti gli altri o quasi

Pro e contro per "Auto-stop" iniziativa voluta dal Comune improntata sulla "mobilità sostenibile" . Quella che doveva essere un'idea per promuovere, anche a livello locale, la "Giornata Nazionale della bicicletta" è diventata, a tratti, una giornata di ordinario caos tanto che ha fatto saltare le molle agli automobilisti e ai centauri, che, senza farsi alcun problema, hanno spostato, per lo più nelle ore serali, le transenne per poter passare con le auto e con gli scooter; e per pochi, amanti delle due ruote senza motore e della vita salutista, una panacea.

A mostrare perplessità sull'andamento e sull'esito della giornata sono i commercianti del food and beverage della zona (decisamente ampia) interessata dalla chiusura al traffico, che a tratti, ha mostrato una città deserta.
La chiusura al traffico, dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 22, ha interessato Lungomare Colonna, via Dante, Banchina San Domenico, Piazza Garibaldi e nell'area compresa tra Via Alessandro Volta, Via Bari, Via De Luca e corso Umberto.

«La chiusura delle vie del centro, seppur "parziale", senza dubbio ha messo in ginocchio il comparto commerciale della zona – sottolinea Michele Farinola, responsabile di Molfetta Commerce - troppo estesa la fascia oraria e troppo estesa l'area interessata dalla chiusura al traffico. In qualche modo l'impossibilità di raggiungere con l'auto il centro ha, di fatto, spinto i residenti delle periferie di Molfetta negli altri comuni e ha costretto anziani, persone che, di solito raggiungono il centro con l'auto, specie nei festivi, per passeggiare, a rinunciare, anche perché, a fronte di una chiusura di questa portata non c'è stato un servizio di navetta. Ma poi perché – si chiede Farinola - prolungarla fino alle 22 senza condividere le scelte con le associazioni di categoria e con i residenti attraverso i comitati di quartiere».

Per non parlare poi dei residenti delle zone di chiusura al traffico quelli che, per forza di cose e per voler rispettare l'ordinanza, sono stati costretti a rivedere i loro programmi perché, se avessero deciso di lasciare la città nel pomeriggio, non avrebbero potuto far rientro a casa prima delle 22. A festeggiare insomma sono stati in tanti ma l'esperimento non è riuscito fino in fondo.
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