Mariano Caputo Cina
Mariano Caputo Cina

La Cina pronta a investire nella zona industriale di Molfetta

L'assessore Caputo ha concluso il gemellaggio con la regione dello Xian

Molfetta-Cina sempre più vicine.
Nei giorni scorsi l'assessore Mariano Caputo è stato nella regione dello Xian per firmare un gemellaggio, che si tradurrà in un intenso rapporto commerciale di import export con l'oriente.

E' proprio l'assessore Caputo, entusiasta dell'esperienza vissuta, a raccontarci cosa accadrà nei prossimi mesi, subito dice: «è uno dei primi atti dell'amministrazione Minervini, quando una delegazione cinese è venuta per valutare la nostra zona industriale perché interessata ad avviare degli scambi commerciali con i nostri imprenditori. Il mio viaggio in Cina è servito a formalizzare il rapporto di gemellaggio con la regione Xian, firma che era stata già formalizzata qualche tempo fa qui a Molfetta. Sottoscritto questo accordo si può dare il via ufficialmente ai rapporti commerciali con quella regione. Anche se già ci sono stati degli scambi, in quanto hanno già acquistato dai nostri produttori olio e vino, e altri prodotti alimentari».

L'assessore continua dicendo: «quando sono stato lì ho visitato tutta una serie di aziende interessate ad investire nella nostra città, ma anche per consolidare la vendita dei nostri prodotti e l'acquisto dei loro, chiaramente non pensiamo alle chincaglierie, ma a prodotti di alta tecnologia, dal grande valore economico e sociale per la nostra città e non solo».

Spesso i cinesi sono propensi a creare nei nostri territori un'economia per il loro Paese, corriamo questo rischio anche con questi rapporti che si stanno creando, nel senso rimarrà qualcosa a Molfetta in termini economici?
«No, assolutamente no, non corriamo alcun rischio. Ci tengo a precisare che quello che vediamo qui della Cina è completamente diverso da quello che ho visto io lì. Voglio fugare ogni dubbio con questi rapporti commerciali non si intende solo portare da noi i loro prodotti, anzi tutt'altro, stiamo parlando di grosse realtà imprenditoriali che intendono creare delle partnership con le aziende locali per creare prodotti che possano essere venduti sul mercato Europeo. Inoltre, sono anche interessati all'acquisizione di aziende italiane che vogliono vendere in oriente, in più sono anche molto interessati all'acquisto di prodotti made in Italy, soprattutto al food.

In Cina ho visto città super tecnologiche, loro sono senza dubbio avanti in questo settore, come sono avanti anche nel settore dell'elettrico. Infatti, ho visitato diverse aziende di produzione di bici, motorini e auto elettriche, che cercano anche per le politiche europee per la mobilità sostenibile di trovare partner italiani per la vendita di questi prodotti. Non intendono solo portare i loro prodotti in Italia, ma portare proprio la produzione sul nostro territorio utilizzando il knowhow e la tecnologia che hanno loro. Aggiungo, molti prodotti sono stati già realizzati per la vendita nel mercato europeo.

Voglio precisare, inoltre, che non parliamo di un Made in Cina di bassa lega, ma di alta tecnologia, parliamo di batteria al litio riciclabili, che hanno un'autonomia molto alta, stiamo parlando di un mercato molto florido, anche di imprenditori italiani che vogliono investire in queste nuove tecnologie».

Cosa l'ha maggiormente colpita di questa visita?
«Ho trovato delle città pulite, qualificate, con tanto verde, non sono andato solo nelle grandi città, ma anche nelle campagne, dove ho trovato delle grosse aziende, che insieme ai poli universitari, producono fertilizzanti biologici, anche aziende di produzione dei formaggi, ho visto delle realtà che mi hanno fatto completamente cambiare la concezione della Cina».

Quindi a Molfetta di questo viaggio in Cina e dal gemellaggio cosa arriverà?
«Si, qualcosa bolle in pentola, dovrebbe arrivare a Molfetta una realtà produttiva multinazionale, ma al momento non posso aggiungere altro».

Non si corre il rischio che questi imprenditori usufruiscano delle agevolazioni previste per la nostra Regione e con la zona Zes e poi vadano via?
«Stiamo parlando di un investimento di un miliardo e cento milioni di euro, pur se dovessero avere un'agevolazione del 40% - 45% sono circa 500 milioni, il resto, comunque, lo devono mettere loro. Quello che al massimo potrà capitare nel corso degli anni è che cambi la proprietà. Di una cosa sono certo, alla luce di tutti i processi che stiamo mettendo in campo come amministrazione, Molfetta si andrà a caratterizzare sempre più per la meccanica di precisione. Sarà un indotto che porterà benessere alla città e ai cittadini, purtroppo al momento non mi posso sbilanciare molto».
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