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Arciconfraternita di Santo Stefano: «Critiche pregiudiziali e insinuazioni»

La nota a chiarimento delle polemiche sul convegno dedicato a don Tonino Bello

Volevamo portare all'attenzione della comunità cittadina un valore cristiano e umano importantissimo, esplicitato in una modalità concreta come quella della donazione degli organi post-mortem, ancora però purtroppo misconosciuta e non praticata come sarebbe necessario. E, in fondo, ci siamo riusciti.

Le parole che l'uditorio ha potuto ascoltare dai relatori - cariche della memoria del pensiero di don Tonino, come quelle del prof. Francesco Paolo Selvaggi; dense di principi morali, come quelle di don Vincenzo Di Palo; preoccupate del futuro dei trapianti in Italia, come quelle del prof. Nanni Costa; ricche di contenuti scientifici, come quelle del prof. Michele Battaglia; stimolanti con l'invito a vincere paure e pregiudizi e farsi donatori, come quelle del prof. Tino Gesualdo; o testimonianza del crescente impegno del sistema sanitario pugliese nel far aumentare le opportunità di trapianto per i pazienti, come quelle del prof. Giuseppe Carrieri - sono risuonate forti pur nella loro semplicità divulgativa.

Per questo vogliamo qui pubblicamente ringraziarli ancora una volta. Anche per aver rinunciato tutti a ricevere il compenso che pure avevamo previsto pensando fosse un atto dovuto. Niente, non siamo riusciti ad offrire loro neppure un caffè.

Nel pubblico, una presenza significativa di studenti delle quarte e quinte classi degli istituti di istruzione secondaria superiore di Molfetta, che hanno avuto una grande opportunità di crescita personale dal confronto con idee e proposte educative integrative del loro percorso scolastico.

Per questo vogliamo ringraziare la prof.ssa Margherita Bufi, che ha coordinato i suoi colleghi dirigenti scolastici per favorire la partecipazione dei ragazzi, e la prof.ssa Maria Rosaria Pugliese, che ha anche ospitato il convegno nell'aula magna dell'I.I.S.S "Mons. Antonio Bello".

I convegni, però, non possono rimanere solo la sede di belle parole. Per questo abbiamo previsto di raccogliere la trascrizione di tutti gli interventi in un opuscolo, corredato anche di un vademecum che illustri le modalità concrete per autorizzare l'espianto dei propri organi, da distribuire negli istituti scolastici, nelle parrocchie della città e alle altre confraternite cittadine, per provare a promuovere più efficacemente la cultura della donazione degli organi.

Si spiegano così la nostra domanda di patrocinio morale al Comune di Molfetta e la contestuale richiesta, non disponendo delle risorse necessarie alla realizzazione dell'intero progetto, di un contributo economico. E per questo vogliamo ringraziare il Sindaco Tommaso Minervini e la Giunta Comunale da lui presieduta per avercelo accordato nonostante le disponibilità ridotte del bilancio comunale. Ne faremo un uso accorto e responsabile, rendicontando e giustificando comunque, come vuole la prassi, ogni spesa sostenuta, al fine di definire l'entità della cifra che dovrà esserci effettivamente corrisposta.

Abbiamo pensato che ci fosse bisogno di fare tutto questo per ricordare, a venticinque anni dal suo 'dies natalis', il pensiero di don Tonino sul dono come valore, per provare a rilanciarlo in termini attuali, anche come forma concreta di realizzazione del nostro impegno statutario a promuovere "la carità intesa quale testimonianza di condivisione e solidarietà spirituale e materiale diretta verso i più bisognosi e gli ammalati".

Siamo per questo grati a S.E. Mons. Domenico Cornacchia per l'incoraggiamento che ci ha manifestato più volte dopo che gliene abbiamo parlato, condividendo con noi la necessità e la bontà dell'iniziativa fino al punto di patrocinarla esplicitamente affiancando lo stemma episcopale alle nostre insegne confraternali e a quelle del Comune.

Spiace aver dovuto riscontrare critiche pregiudiziali e insinuazioni di chissà quali scambi illeciti sottesi alla realizzazione di questa nostra iniziativa, affini più alla lotta politica che al desiderio di costruire una società migliore. E' certo, però, che non ci impediranno di continuare nel nostro impegno a fare in modo che il livello della convivenza civile nella nostra città, anche attraverso il contributo di una realtà sostanzialmente piccola come la nostra Arciconfraternita, possa crescere in umanità e solidarietà.

Arciconfraternita di Santo Stefano
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