Mastropasqua: «La zona industriale non è un retrobottega, deve diventare il vero quartiere. Quello produttivo di Molfetta»

Dal confronto promosso dall'Associazione degli imprenditori, il candidato di “Nazionale Molfetta” lancia la sua proposta

giovedì 14 maggio 2026 9.34
La zona industriale ed artigianale come "Quartiere produttivo" della città, con servizi, sicurezza e regole pensate per chi investe e crea lavoro. È la proposta avanzata da Pietro Mastropasqua, candidato sindaco della coalizione "Nazionale Molfetta", nel corso del confronto a tre organizzato dall'Associazione degli Imprenditori molfettesi presieduta da Lucia Del Vescovo. «Non possiamo più considerare la zona industriale ed artigianale un semplice agglomerato di capannoni» ha esordito Mastropasqua davanti alla platea di aziende locali. «Parliamo di un pezzo di città vissuto ogni giorno da migliaia di lavoratori, imprenditori, professionisti. Per questo nel mio programma lo chiamo "Quartiere produttivo": un quartiere a tutti gli effetti, che deve avere servizi, sicurezza, infrastrutture e standard di benessere alla stregua degli altri».

Il candidato ha messo al centro due interventi simbolici: un presidio di polizia locale e un presidio sanitario in loco. «In quell'area – ha ricordato tra la condivisione da parte del pubblico – si lavora spesso con macchinari pericolosi. È doveroso prevedere la presenza stabile di vigili e di un servizio medico di base a favore di chi, ogni giorno, manda avanti l'economia della città». Non sono mancati i riferimenti alla condizione attuale dell'area PIP e dell'ASI e delle stesse notizie giudiziarie che confermano l'emergenza di interventi strutturali: «Strade dissestate, marciapiedi inesistenti, verde trascurato: «È sotto gli occhi di tutti – ha detto Mastropasqua –. Eppure le imprese versano circa un milione di euro di IMU senza ricevere in cambio servizi adeguati. La manutenzione ordinaria e straordinaria della zona industriale sarà una priorità, non una voce residuale».

Sul fronte degli insediamenti, il candidato sindaco ha richiamato il tema degli spazi esauriti e delle aziende indirizzate altrove. «Oggi non abbiamo più aree disponibili per chi vuole insediarsi a Molfetta. E fa male sapere che alcune realtà sono state dirottate in altri comuni. Bisogna riaprire subito il confronto con la Regione per sbloccare il piano, ridimensionandolo se necessario, e individuare nuove aree per lo sviluppo produttivo». Accanto alla questione delle superfici, il candidato ha annunciato un pacchetto di modifiche alle Norme tecniche di attuazione della zona PIP, già pronte secondo quanto dichiarato. PM ı comizio 11 maggio ı press L'obiettivo è consentire alle imprese di sfruttare meglio i propri lotti, intervenendo su indici di fabbricabilità e rapporti di copertura. «È un atto che può essere approvato con una delibera di giunta nei primi 60 giorni – ha garantito – per dare un segnale immediato di attenzione a chi vuole espandersi e sviluppare l'economia del territorio».

Capitolo tasse. Dall'analisi dei conti comunali, Mastropasqua dice di aver individuato margini per una riduzione dell'aliquota, portandola 10 per cento. «Non parliamo di cifre rivoluzionarie – ha precisato con evidente sobrietà – ma di un gesto politico chiaro: mostrare che il Comune ha fiducia nelle sue imprese e non le considera solo un bancomat». A questa leva fiscale il candidato affianca il richiamo ai bandi regionali sul welfare aziendale, che finanziano fino all'80 per cento di progetti a favore dei lavoratori.

«Il Comune – ha proposto – può aiutare le aziende a coprire la quota restante, collegando una politica di lieve riduzione delle imposte a un aumento concreto dei servizi per chi ogni giorno varca i cancelli del quartiere produttivo». «Non prometto miracoli – ha detto rivolgendosi agli imprenditori –. Prometto un metodo: ascolto, proposte tecniche già pronte, tempi certi. Se Molfetta vuole davvero crescere, deve smettere di trattare la sua zona industriale come un retrobottega e riconoscerla per quello che è: uno dei suoi quartieri più importanti e vitali della città».