Manuel Minervini Sindaco di Molfetta: «Solidarietà, rigenerazione e cultura per costruire il futuro della città»
Ha rivolto un sentito pensiero a due figure importanti nella storia amministrativa locale: Matteo Altomare e Guglielmo Minervini
martedì 16 giugno 2026
7.37
La città di Molfetta ha vissuto ieri un momento di profondo significato istituzionale e democratico con la proclamazione di Manuel Minervini a Sindaco della città. La cerimonia, svoltasi nella suggestiva cornice di Piazza Municipio, ha registrato una straordinaria partecipazione popolare. Numerosi cittadini hanno voluto essere presenti per condividere un passaggio fondamentale della vita pubblica cittadina, testimoniando il forte legame tra la comunità e le proprie istituzioni democratiche.
Nel suo primo intervento ufficiale da Sindaco, Manuel Minervini ha rivolto un sentito pensiero a due figure che hanno lasciato un segno indelebile nella storia amministrativa e civile di Molfetta: Matteo Altomare, primo sindaco repubblicano della città, e Guglielmo Minervini, protagonista di una stagione politica fondata sulla partecipazione, sulla valorizzazione delle persone e sulla capacità di generare processi di trasformazione sociale.
Richiamandone l'eredità ideale, il Sindaco ha evidenziato l'urgenza di recuperare una politica generativa, capace di rimettere in moto energie, competenze e relazioni, promuovendo la crescita del capitale umano e la piena attivazione delle risorse presenti nella comunità. Nel delineare la visione che accompagnerà l'azione amministrativa dei prossimi anni, Manuel Minervini ha indicato tre parole chiave che costituiranno l'orizzonte del suo mandato: solidarietà, rigenerazione e cultura.
La solidarietà come fondamento dell'azione pubblica e della coesione sociale; la rigenerazione come capacità di restituire valore ai luoghi, alle relazioni e alle opportunità; la cultura come strumento essenziale di emancipazione, inclusione e crescita collettiva. Particolare rilievo è stato attribuito proprio al tema della cultura, individuata come leva strategica per contrastare la cultura dello scarto, l'emarginazione e l'isolamento sociale. Un impegno che si tradurrà nella costruzione di percorsi capaci di rafforzare il senso di appartenenza, promuovere la partecipazione e generare nuove opportunità di sviluppo umano e civile.
La declinazione di queste tre parole chiave non sarebbe, tuttavia, possibile, senza la Pace: «idea diffusa, pungolo costante nella costruzione di una società più giusta, inclusiva, più verde; capacità di costruire ponti e sognare nuovi orizzonti di una storia di pacifismo e condivisione che scorre nelle vene di Molfetta». Nel passaggio conclusivo del suo discorso, il Sindaco ha voluto rivolgere un pensiero a Domenico Centrone, concittadino trattenuto e privato della propria libertà a Bengasi, esprimendo la vicinanza dell'intera comunità molfettese e rinnovando l'auspicio che possa presto fare ritorno nella propria città e presso i propri affetti.
La proclamazione di Manuel Minervini rappresenta l'inizio di una nuova stagione amministrativa che si pone l'obiettivo di rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, nel segno della partecipazione democratica, della responsabilità collettiva e della costruzione di una comunità sempre più inclusiva, coesa e consapevole del proprio futuro.
Nel suo primo intervento ufficiale da Sindaco, Manuel Minervini ha rivolto un sentito pensiero a due figure che hanno lasciato un segno indelebile nella storia amministrativa e civile di Molfetta: Matteo Altomare, primo sindaco repubblicano della città, e Guglielmo Minervini, protagonista di una stagione politica fondata sulla partecipazione, sulla valorizzazione delle persone e sulla capacità di generare processi di trasformazione sociale.
Richiamandone l'eredità ideale, il Sindaco ha evidenziato l'urgenza di recuperare una politica generativa, capace di rimettere in moto energie, competenze e relazioni, promuovendo la crescita del capitale umano e la piena attivazione delle risorse presenti nella comunità. Nel delineare la visione che accompagnerà l'azione amministrativa dei prossimi anni, Manuel Minervini ha indicato tre parole chiave che costituiranno l'orizzonte del suo mandato: solidarietà, rigenerazione e cultura.
La solidarietà come fondamento dell'azione pubblica e della coesione sociale; la rigenerazione come capacità di restituire valore ai luoghi, alle relazioni e alle opportunità; la cultura come strumento essenziale di emancipazione, inclusione e crescita collettiva. Particolare rilievo è stato attribuito proprio al tema della cultura, individuata come leva strategica per contrastare la cultura dello scarto, l'emarginazione e l'isolamento sociale. Un impegno che si tradurrà nella costruzione di percorsi capaci di rafforzare il senso di appartenenza, promuovere la partecipazione e generare nuove opportunità di sviluppo umano e civile.
La declinazione di queste tre parole chiave non sarebbe, tuttavia, possibile, senza la Pace: «idea diffusa, pungolo costante nella costruzione di una società più giusta, inclusiva, più verde; capacità di costruire ponti e sognare nuovi orizzonti di una storia di pacifismo e condivisione che scorre nelle vene di Molfetta». Nel passaggio conclusivo del suo discorso, il Sindaco ha voluto rivolgere un pensiero a Domenico Centrone, concittadino trattenuto e privato della propria libertà a Bengasi, esprimendo la vicinanza dell'intera comunità molfettese e rinnovando l'auspicio che possa presto fare ritorno nella propria città e presso i propri affetti.
La proclamazione di Manuel Minervini rappresenta l'inizio di una nuova stagione amministrativa che si pone l'obiettivo di rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, nel segno della partecipazione democratica, della responsabilità collettiva e della costruzione di una comunità sempre più inclusiva, coesa e consapevole del proprio futuro.