Pallacanestro Molfetta
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Francavilla-Pallacanestro Molfetta si ferma per impraticabilità del campo, poi la ripresa a 25 chilometri di distanza

Primi 5’ a Carovigno, poi il trasferimento forzato a Francavilla Fontana. La Clean Up cade 79-70

Inizio d'anno dal sapore amaro e sfortunato per la Clean Up Molfetta, sconfitta dal Basket Francavilla (79-70) nell'ultimo turno del girone d'andata del campionato di serie C interregionale. Il match, però, va in scena per soli 4'47'' al Fernando Prima di Carovigno, prima di essere interrotto a causa delle condizioni impraticabili del parquet di gioco. Poi, dopo un consulto fra i due club, gli arbitri Grossi e Palmisani hanno operato per il trasferimento di circa 25 chilometri alla palestra della scuola San Francesco di Francavilla Fontana, per la restante parte del confronto. In cui la squadra molfettese, quasi sempre a rincorrere quella di casa, non riesce mai a recuperare il gap, cedendo per la terza volta consecutiva - dopo Nardò e Brindisi -, nonostante i 23 punti di Sasso, i 15 messi a segno dal rientrante Didonna e i 14 di Kotnik.

Cosa dice il comma 5 dell'articolo 26 del regolamento esecutivo gare. "Qualora nello stesso Comune non sia reperibile un altro campo regolarmente omologato per il campionato cui la gara si riferisce, l'arbitro, previo accordo scritto fra le due società, farà iniziare o riprendere nello stesso punto della sospensione per quanto si riferisce al tempo di gioco, al punteggio ed all'azione di gioco la gara sospesa su un altro campo reperito e messo a disposizione dalla società ospitante. Non raggiungendo l'accordo fra le società la gara non verrà iniziata o ripresa e sarà recuperata in altra data senza alcuna sanzione per le società".

La cronaca. A Carovigno, Gesmundo, finalmente con l'organico al completo, si presenta con Sasso, Chiriatti, Didonna, Altamura e Kotnik. Scattano subito forte i padroni di casa (5-2), mentre Molfetta reagisce col solito Sasso che colpisce da tre scuotendo i biancorossi, avanti 7-10 all'interruzione del match. Dopo il trasferimento a Francavilla Fontana, si mette in ritmo anche Kotnik (9-13) con Didonna che produce 4 punti di fila e firma il massimo vantaggio ospite: 11-17. I biancoblu, però, ricuciono con le triple di Shvets e Digiacomo, mentre Lisini mette la freccia. Prima sirena 26-23. Molfetta, in avanti, non carbura, con Solimini che trova il bersaglio da lontano e tiene incollati i suoi: 31-28. Ma dura poco perché il quintetto di casa pigia sul pedale dell'acceleratore, mentre il vantaggio locale sale a +9: 38-29 dopo il 2/2 dalla lunetta di Lisini. Molfetta di nuovo a contatto (38-32 di Didonna), ma non trova il suo ritmo. Alla pausa lunga Francavilla è sul +8, 43-35. Serve uno scatto emotivo. Invece Shvets porta i suoi sulla doppia cifra di vantaggio (45-35), a Digiacomo riesce il 2+1 (53-38) e trascina la squadra di casa in estasi. Chiriatti, Kotnik e Sasso ritrovano la mira dai 6.75, ma Bianco non è da meno. Al 30' è 64-52. Ultimo quarto, c'è il +14 di Madaro (66-52) con la Clean Up che sembra in barca. Eppure due bombe di Sasso fanno rientrare Molfetta a -8 (69-61), ma c'è super Eletto in agguato: 72-61. La triplissima di Altamura è l'ultima cartuccia sparata dai biancorossi (72-65), costretti a cedere con l'onore delle armi ad una Francavilla che segna i canestri decisivi. La chiude Didonna, al 40' è 79-70.

Il post-gara. «Sicuramente la situazione anomala non ci ha aiutato ma le scuse le lasciamo ad altri - ha detto l'head coach Giovanni Gesmundo -. C'è da assumersi le responsabilità ed io per primo lo faccio perché non sono riuscito a tenere concentrata la squadra facendo capire l'importanza della pausa. Ci siamo allenati poco e male e si vede. Siamo una squadra che deve giocare insieme e con la bava alla bocca e non lo abbiamo fatto». Contro la squadra brindisina è mancata, innanzitutto, la fase difensiva: «Il primo tempo difensivo è stato non accettabile dal punto di vista dell'aggressività e dell'attenzione ai dettagli - ha continuato il tecnico -. Probabilmente ho commesso qualche errore nell'allargare le maglie, ma ci mettiamo subito un punto. Se giochiamo togliendo le sicurezze agli avversari siamo una buona squadra, ma quando ci sediamo e aspettiamo che gli altri sbaglino diventiamo molto meno performanti e molto più battibili. Oltretutto quando non siamo connessi difensivamente non riusciamo a correre e ci discutiamo in attacco. Porremo subito rimedio», ha promesso Gesmundo.
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