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Lavori pubblici

Un “faro” per l’intero territorio: il porto commerciale di Molfetta diventa realtà

La soddisfazione del sindaco Tommaso Minervini, il punto sui lavori da parte dei tecnici incaricati

Una foresta di tetrapodi che daranno ossigeno all'economia della città. E non soltanto: il nuovo porto commerciale di Molfetta sarà un faro per l'intero territorio, unico porto dell'Adriatico ad avere collegamenti logistici così strategici fra zona industriale e al terminal ferroviario, capace di rivoluzionare tutto il trasporto merci.
Sono volti soddisfatti quelli del sindaco Tommaso Minervini, del direttore dei lavori, ing. Renato Marconi, e del coordinatore della sicurezza in cantiere, ing. Gianluca Loliva, che questa mattina hanno fatto un primo bilancio a un anno dalla consegna dell'area dove sorgerà il nuovo porto commerciale.
Le vicissitudini di quest'opera non sono state poche: "E noi manteniamo l'impegno con la città – ha sottolineato subito il primo cittadino - utilizzando i finanziamenti ottenuti dal sen. Antonio Azzollini. Ci sono state varie vicissitudini per arrivare al cantiere di oggi, sembra che ci siano forze del male che non vogliono questo porto, ma presto avremo invece un'opera strategica per il nostro territorio che trasformerà Molfetta in una importante area logistica al servizio del trasporto merci via mare di tutta l'area del Nord Barese ed oltre. Oggi abbiamo voluto mostrare alla città lo stato di avanzamento dei lavori affinché tutti si sentano partecipi della realizzazione di un'opera che avrà inevitabili ricadute positive, economiche e occupazionali, sul territorio. Perché lì dove c'è un porto funzionale agli scambi economici si creano le basi per investimenti futuri".
La fine dei lavori è prevista per l'estate del prossimo anno: "Luglio 2022 – dice Minervini – e sembra proprio che stiamo rispettando il cronoprogramma. In questo momento non abbiamo criticità, quindi ritengo che i tempi saranno rispettati".

Un'opera mastodontica, e così sarà per i risvolti che avrà sull'economia cittadina: ora intanto si procede con i lavori, che sono funzionali alla salvaguardia, alla sicurezza, alla navigazione e all'ormeggio del bacino portuale.
"Queste operazioni sono di messa in sicurezza – spiega il direttore dei lavori, ing. Renato Marconi - a cui seguiranno quelli funzionali di collegamento con la viabilità cittadina. Rispetto a Bari, Molfetta ha una marineria importante che ha fino a oggi ha sempre sofferto per le condizioni del mare. La messa in sicurezza risolverà questo aspetto e ora il porto di Molfetta potrebbe diventare anche un terminale per il un traffico commerciale".
"Siamo orgogliosi di quanto fin qui realizzato – dichiara Loliva – e se il Covid ha posticipato l'inizio dei lavori a luglio, noi siamo stati in grado di recuperare i mesi di chiusura a causa del lockdown. Ora in cantiere si lavora ogni giorno e siamo ragionevolmente convinti di rispettare il cronoprogramma.". Proprio per rendere partecipi i molfettesi alle fasi di crescita del porto, il cantiere sarà visitabile, previo appuntamento, domenica: 14 marzo, 11 aprile e 16 maggio. L'ingresso sarà contingentato nel rispetto della normativa Covid-19. I minori devono essere accompagnati dai genitori.

Queste alcune informazioni tecniche:
L'intera area di lavoro del cantiere è grande 250mila metri quadrati (per intenderci, quanto 35 campi da calcio). Quando sarà ultimato il Centro servizi, nella parte commerciale ci saranno oltre 4mila metri quadri di verde mentre, nella zona filtro in prossimità del Santuario della Madonna dei Martiri, è previsto un parco urbano di circa 28mila metri quadri.

Quanto allo stato dei lavori, la banchina Nord-Ovest è interessata dal banchinamento dell'attuale diga Salvucci per consentire l'attracco delle imbarcazioni commerciali all'interno del porto. Un intervento portato a termine per 370 metri su un totale di 594 metri di lunghezza. La banchina ultimata avrà, inoltre, una larghezza di 53 metri e una quota pari a 3,10 metri sul livello medio del mare.
Un'opera realizzata con cassoni cellulari in calcestruzzo armato, dotati di celle antirisacca e sormontati da una sovrastruttura in calcestruzzo, in grado di sopportare un carico di 8 tonnellate al metro quadrato.
A oggi, dell'intera opera, resta da completare una lunghezza di circa 220m.

La banchina martello, posta trasversalmente alla Nord-Ovest e punto di partenza del secondo braccio del molo di sopraflutto, si sviluppa da progetto per una lunghezza pari a 71 metri. Come la precedente, sarà usata per l'attracco delle imbarcazioni commerciali all'interno del porto.
Anche questa sarà realizzata con cassoni cellulari in calcestruzzo armato dotati di celle antirisacca e sormontati da una sovrastruttura, sempre in calcestruzzo, in grado di sopportare un carico di 8 tonnellate al metro quadrato. A oggi dell'opera risultano realizzati i 3 cassoni cellulari in calcestruzzo armato che ne costituiscono la struttura e si prevede di ultimarne la realizzazione entro marzo 2022.

Riguardo al secondo braccio del molo di sopraflutto, l'opera, da progetto, è composta da un frangiflutti a gettata rettilineo che si estende per circa 670 metri in direzione Giovinazzo. La finalità è quella di garantire la sicurezza alla navigazione e all'ormeggio delle imbarcazioni all'interno del porto; oltre che per consentire l'installazione e l'esercizio di stabili segnalamenti marittimi.
Dell'intero sviluppo del secondo braccio del molo di sopraflutto, a oggi sono stati realizzati i primi 200 metri e ne restano da ultimare i successivi 470 circa. L'opera, in fase di avanzamento, è realizzata in materiale da cava con la mantellata di protezione superficiale costituita da massi tetrapodi in calcestruzzo, posti in doppio strato, da 12,5 metri cubi lungo lo sviluppo rettilineo della diga e da 16,5 in corrispondenza della testata del molo. Ogni giorno, in media, vengono realizzati in cantiere 20 massi tetrapodi da 12,5 metri cubi e 4 massi tetrapodi da 16,5. Alla data attuale ne risultano realizzati circa 2200 da 12,5 metri cubi, su un totale di circa 4000, e circa 150 da 16,5, su un totale di circa 2500.
Il secondo braccio del molo di sopraflutto sarà l'ultima opera a essere completata e la sua ultimazione è prevista per giugno 2022.

MEZZI E UOMINI IN CANTIERE:
  • Mezzi:
  • 1 gru cingolata da 250 tonnellate
  • 1 gru cingolata 280 tonnellate
  • 2 motopontoni
  • 3 escavatori
  • 1 escavatore a braccio lungo
  • 1 pala gommata
  • 1 pala cingolata
  • 1 muletto
  • 6 camion
  • 8 autobetoniere
  • 1 autogru
  • 1 minipala
  • 1 sollevatore telescopico
  • 1 imbarcazione
  • Uomini
  • Circa 50 addetti tra tecnici e operai
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