Molfetta All inclusive
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Eventi e folklore

Molfetta All Inclusive, il valore dell'inclusione raccontato da Erica Mou e Giulia Lamarca

Al centro del dialogo la libertà, la disabilità, il viaggio e i social

Al via la rassegna dedicata all'inclusione Molfetta All Inclusive organizzata dall'associazione di volontariato Contasudinoi. Con lo scenario di Cala Sant'Andrea, il primo appuntamento speciale "Tutti sulla stessa rotta" con due ospiti diverse tra loro, ma accomunate da un approccio diretto e dalle origini pugliesi. Il progetto All Inclusive si sviluppa in tre giornate in cui il filo conduttore è mettere in evidenza il talento, le possibilità e le capacità delle persone con disabilità, anche nell'organizzazione di un evento complesso come quello di una veleggiata.

In quest'ottica, la partecipazione di persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive in equipaggi formati e pronti ad accogliere chiunque voglia prendere il largo è davvero un principio vincente.

Nell'ambito di Molfetta All Inclusive sono state organizzate le Molfetta Inclusive Sailing, veleggiate inclusive rese possibili grazie al sostegno della Fondazione Casillo e del Progetto Buon Campo. L'iniziativa rappresenta un progetto educativo, sociale e umano che utilizza la vela come veicolo di inclusione, favorendo l'incontro tra le persone e contribuendo ad abbattere ogni barriera, fisica e culturale.

Protagoniste della serata Erica Mou, cantante e scrittrice che si è fatta strada portando in giro per il mondo la sua arte; la seconda protagonista, invece, è la famosa travel blogger su TikTok Giulia Lamarca, che ha fatto della disabilità un valore aggiunto e un mezzo di comunicazione.

Un pubblico attento e curioso ha seguito una conversazione intima, moderata da Giancarlo Fiume, per sensibilizzare il pubblico su temi come la disabilità, il viaggio, la libertà e l'essere se stessi. Al centro della conversazione la disabilità.

Alla domanda «Chi è diverso?», Erica Mou si espone dicendo che la diversità è connaturata nel nostro essere. «Siamo branco e identifichiamo qualcosa che ci spaventa e che non conosciamo come diverso.» A celebrarla è anche Giulia Lamarca, definendola un valore aggiunto.

Di pari passo con la disabilità, per Giulia, c'è la libertà. Raccontare al mondo il suo disagio l'ha fatta sentire più leggera e soprattutto meno sola: «Essere libera significa essere consapevole di sé stessa. Non avere una rappresentazione, un esempio da seguire, significa essere libera di scrivere la tua vita senza limiti» e prosegue: «Mi sono trovata molto sola, ma mi ha dato l'opportunità di crearmi da zero».

Raccontare la propria fragilità può essere considerato uno strumento di connessione. A questo proposito Giulia, come travel blogger, afferma: «Raccontare crea un eco gigante e la gente si sente meno sola. Da quando ho cominciato a lavorare con i social mi sono accettata di più, ho iniziato a fare foto in carrozzina. Mi hanno educato i miei follower, ho imparato ad accettarmi con gli occhi di qualcun altro».

Erica Mou, invece, tramite la scrittura di romanzi e canzoni racconta le sue fragilità e crea una connessione con i suoi lettori e ascoltatori: «Quando scrivi lasci andare qualcosa che hai dentro ma che non hai ancora esternato. È una comunicazione verso sé stessi e verso gli altri».

Altro tema cardine dell'incontro è stato il viaggio. Erica e Giulia, due donne che hanno girato il mondo, hanno fatto del viaggio un loro modo di vivere. Giulia dice: «Viaggio, metaforicamente parlando, coincide con i cambiamenti», invece Erica: «Considero il viaggio essenzialità e leggerezza. Sono in tour da 18 anni».

A concludere l'incontro, le due protagoniste hanno mandato un messaggio al pubblico. Erica: «Spostare lo sguardo quando ci sono delle difficoltà. Cambiare le lenti, guardare da più lontano, fare uno zoom verso l'esterno. Non puoi fermare le onde, ma puoi imparare a fare surf». Giulia: «Non lasciare che gli altri ci definiscano, ma nemmeno noi stessi. Noi cambiamo ogni giorno. Con la disabilità si può essere ancora più propositivi. Non posso camminare, ma posso nuotare».
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