Scarcella Molfetta
Scarcella Molfetta
Vita di città

Tipicità pasquali a Molfetta: la scarcella, i taralli e il "Benedetto"

Alla riscoperta delle antiche tradizioni

La Santa Pasqua si avvicina e, con essa, anche le tradizioni gastronomiche che contraddistinguono Molfetta. Oggi la redazione di "MolfettaViva" propone ai lettori un approfondimento sui prodotti tipici del periodo pasquale, gentilmente raccontati dalla signora Angela.

La scarcella

Le origini

In pochi sanno che il nome "scarcella" deriva da "scarsella", una borsa di cuoio che veniva utilizzata per contenere il denaro. La scarsella si portava attaccata alla cintura oppure a tracolla.
Il legame di questo accessorio con il nostro tipico dolce pasquale risiede in due aspetti: il fatto di essere ripiena e la sua forma caratteristica. In origine la scarcella era solo un biscotto non ripieno con l'uovo sopra, incarcerato da 2 listelli di pasta e confetti colorati. Era fatta proprio a forma di cestino, come la borsa a cui deve il suo nome. Invece ora, nella preparazione della scarcella, si dà molto spazio alla fantasia: viene poi ricoperta di glassa e arricchita con confetti o ovetti colorati. Adesso la classica forma a "cestino" è entrata in disuso. Solitamente viene fatta a forma di cuore oppure di colomba, entrambi in simbolo di pace.
L'uovo simboleggia il corpo di Cristo scarcerato dal sepolcro, quindi l'uovo "liberato" che libera gli uomini dal peccato. Si tratta di una tradizione che risalirebbe all' inizio del Cristianesimo.

Gli ingredienti

  • Uovo incarcerato(secondo la ricetta antica)
  • Pasta reale
  • Marmellata fatta in casa
  • Pezzi di cioccolato fondente


Ricetta classica della scarcella

  • 1kg di farina
  • 400 gr di zucchero
  • 15 gr di ammoniaca
  • 4 uova
  • 200 gr di olio di oliva
  • 1 buccia di limone grattugiato

I taralli

Ci sono i taralli all'uovo, che vengono gatti con la stessa pasta della scarcella, ma anche i cosiddetti "taralli con il taglio", così chiamati perché vengono tagliati esattamente a metà. Il processo ne prevede la lievitazione, poi vengono fatti bollire e impastati con alcol puro a 90 gradi, lo stesso impiegato per la realizzazione di dolci e liquori. Una volta infornati, la pasta si divide a metà.

Antiche tradizioni: il "Benedetto"

A Molfetta la domenica di Pasqua, come antipasto, si preparava il "Benedetto". L' antipasto si faceva con 2 spicchi di arancio, uovo sodo, ricotta fresca, alcune olive verdi, 2 taralli scaldati e qualche fettina di capocollo. Si chiama così perché è legato al momento in cui il capofamiglia benediceva la tavola con un ramoscello di ulivo.
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