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Rifondazione: «A Molfetta non esiste più la maggioranza di Minervini»

La nota stampa: «Il nervosismo social del Sindaco è emblematico»

Clima politico burrascoso a Molfetta: anche Rifondazione ha voluto esprimersi in merito agli ultimi accadimenti:

"La maggioranza in consiglio comunale che sostiene l'attuale amministrazione Minervini non esiste più. In data 19 gennaio il gruppo consigliare di "Insieme per Molfetta", che politicamente fa capo al consigliere regionale Saverio Tammacco, ha annunciato l'ingresso di 5 nuovi consiglieri e di 3 assessori comunali, andando cosi a costituire il gruppo consigliare più numeroso. Questa mossa ha azzerato la rappresentanza consigliare di "Molfetta che vogliamo", avendo come conseguenza l'uscita del gruppo politico dalla maggioranza, come annunciato dal coordinatore Leonardo Siragusa. La stessa manovra organizzata dal consigliere regionale Tammacco nella scorsa consigliatura per organizzarsi la volata e l'appoggio per l'elezione in consiglio regionale".

"Per questo nel frattempo in data 24 gennaio, il presidente del consiglio comunale Robert Amato e i consiglieri di "Molfetta Popolare" non hanno preso parte al consiglio comunale straordinario sui fatti di Piazza Vittorio Emanuele, diramando a fine consiglio un comunicato stampa di accuse verso l'amministrazione, rea di non aver fatto "mea culpa" su quanto avvenuto a capodanno e contestando l'atteggiamento del resto della maggioranza, addirittura capace di approvare un ordine del giorno in difesa dell'operato del sindaco e dell'assessore alla sicurezza. Ma non finisce qui! Il coordinatore di "Molfetta Che Vogliamo", Leonardo Siragusa, ha lanciato un attacco affermando presunte irregolarità su importanti appalti per lavori pubblici e conflitti d'interesse riguardanti una consigliera di maggioranza".

"In sintesi, nel giro di una settimana, l'amministrazione Minervini inaugura il suo "calvario" pre-elettorale in vista delle elezioni regionali in cui inizieranno i ricatti, i controricatti, le minacce, le controminacce, insomma la paralisi amministrativa . Così si spiega anche lo sfogo del sindaco Minervini in un post sui social che ha messo a nudo il suo nervosismo, legato all'inconsistenza della sua maggioranza politica, che ormai non può più dirsi tale. Questo succede quando si mettono in piedi accozzaglie politiche pur di prendere un voto in più dell'avversario, pur di reggere i cordoni della borsa".

"Checché ne dica, il sindaco porta sempre la responsabilità politica dell'operato dell'amministrazione comunale, questo non vale solo per le inaugurazioni e i tagli di nastri e le sfilate con i commissari straordinari della Zes, anche quando ci sono fatti negativi. Al Sindaco diciamo che la maggioranza che lo ha sostenuto alle scorse elezioni non esiste più, come dimostrato dagli avvenimenti sopra descritti. Quindi non perda altro tempo, apra la crisi e dica alla città se è in grado di assicurare a Molfetta una maggioranza stabile capace di fare le cose per cui è stata votata o si dimetta facendo, in questo caso, un ottimo servizio ai nostri concittadini".

"La nostra città ha bisogno di essere rimessa in sesto da ogni punto di vista: economico, ambientale, sociale e non può permettersi che gli equilibri tra gruppi di potere economico che sostengono questa amministrazione affossino il presente e ipotechino il futuro della nostra comunità, più di quanto fatto in questa lunga stagione di malgoverno civico".
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