La rapina alla sala scommesse di Molfetta
La rapina alla sala scommesse di Molfetta
Cronaca

Rapina da 11mila euro alla sala slot Win Time. Tre arresti

La Guardia di Finanza ha fermato il 32enne Gianfranco Del Rosso e due suoi complici. Il colpo effettuato il 12 luglio scorso

Hanno provato il colpo nella sala Win Time Slot&Videolottery, lungo la strada provinciale 112 che conduce a Terlizzi, riuscendo a portar via oltre 11mila euro, ma a distanza di 7 mesi sono stati individuati grazie alle immagini della videosorveglianza e arrestati dal Gruppo d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata.

Alle prime luci dell'alba, infatti, i finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice per le indagini preliminari di Trani, Raffaele Morelli, su richiesta della Procura della Repubblica di Trani, nei confronti di tre molfettesi, due dei quali completamente incensurati, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di rapina aggravata e porto illegale di arma comune da sparo.

I destinatari dell'ordinanza, Gianfranco Del Rosso, di 32 anni, Nicolò De Pinto, di 25 anni, e Stefano De Bari, di 21 anni (il primo in cella, gli altri due ai domiciliari) sono gravemente indiziati di avere effettuato, il 12 luglio 2020, a Molfetta, una rapina nella sala slot Win Time Slot&Videolottery, che ha fruttato 11.350 euro ed in cui avrebbero avuto un ruolo anche Michele Calabrese, di 42 anni, e Nicoletta Gammarota, di 38 anni, entrambi di Barletta e ora indagati in stato di libertà.

In particolare, la rapina a mano armata («Fammi trovare i completi per giocare a pallone e la bambina» dicevano nelle conversazioni telefoniche Gianfranco Del Rosso, a luglio tornato in libertà, e Michele Calabrese, intendendo con questo linguaggio criptico la pianificazione del colpo, nda), sarebbe stata svolta «dopo un'attenta pianificazione e perlustrazione dei luoghi, con elevata spregiudicatezza e disprezzo per i provvedimenti delle Autorità, trattandosi di soggetti recidivi» dicono gli investigatori.

«Invero - spiegano ancora le Fiamme Gialle -, uno dei responsabili (Gianfranco Del Rosso, nda) annovera numerose condanne definitive per diversi reati, anche di rapina e furto ed è stato attinto dalla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza». A lui, questa mattina, l'ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata già in carcere, a Trani, dov'è detenuto dal 17 luglio scorso per un'altra rapina, avvenuta a Corato, ad un negozio con insegna "Compro oro e argento".L'esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l'epilogo dell'articolata attività di indagine svolta dai militari del tenente colonnello Domenico Mallia i quali - nonostante l'aspetto travisato degli autori della rapina e l'utilizzo di un'auto rubata (rispondono, infatti, anche di ricettazione) - hanno ricostruito l'esecuzione del colpo a mano armata, curato da Gianfranco Del Rosso e Michele Calabrese, ma anche la sua pianificazione, affidata a Nicolò De Pinto, che si è finto cliente.

I due rapinatori, sotto la minaccia delle armi, hanno costretto le due dipendenti a consegnare il denaro, prima di fuggire. L'intera azione criminale, però, compresa la fuga verso la città di Molfetta, è stata ripresa da una serie di telecamere. E proprio attraverso l'esame di innumerevoli fotogrammi estrapolati dalle immagini di videosorveglianza e l'incrocio dei dati delle intercettazioni e dei tabulati telefonici, le Fiamme Gialle hanno incastrato i vari responsabili dell'azione delittuosa.

L'operazione è stata convenzionalmente denominata "La partita a pallone", in quanto i soggetti attinti dalla misura cautelare hanno utilizzato, in varie telefonate intercettate dalle Fiamme Gialle baresi (agli atti, infatti, ci sono anche le intercettazioni telefoniche che hanno aiutato a ricostruire l'episodio, nda), tale locuzione per fare riferimento alla rapina che, a distanza di qualche giorno, Gianfranco Del Rosso, da poco uscito dal carcere, e Michele Calabrese avrebbero compiuto.

L'importante risultato repressivo conseguito da questa Procura è stato ottenuto grazie alla qualificata collaborazione investigativa fornita dal G.I.C.O. di Bari, che costituisce un'articolazione della Guardia di Finanza ad alta specializzazione nelle investigazioni di polizia giudiziaria, economica e finanziaria, a contrasto dei reati di criminalità organizzata, del terrorismo nazionale e internazionale e del finanziamento dello stesso, nonché del traffico di sostanze stupefacenti e armi.

Gli esiti della presente operazione di servizio costituiscono la chiara testimonianza del costante presidio esercitato da questa Procura della Repubblica, in stretta sinergia con il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, per il contrasto ai fenomeni criminali di grave allarme sociale, a salvaguardia della legalità e della sicurezza delle imprese e dei cittadini.
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