Sergio Squeo delgato regionale Fioto
Sergio Squeo delgato regionale Fioto

Protesta disabili, delegato regionale Fioto, Squeo: «accordo tariffario alternativa alla gara per le protesi»

Lo stato di agitazione delle associazioni di categoria dei disabili parte dalla mancata fornitura delle protesi da parte dell’Asl Ba

Alcuni giorni fa sono scesi in piazza, o meglio dinnanzi alla sede della Regione Puglia, i disabili. Motivo della loro protesta: il blocco delle forniture delle protesi da parte della Asl Ba.

Le protesi e gli ausili ortopedici in genere, sappiamo bene, sono indispensabili per i disabili, per vivere la propria quotidianità e utili anche per il loro benessere. Sino ad ora tali presidi medici venivano ritirati presso le officine ortopediche scelte dal paziente, previa prescrizione medica, ora tali forniture dovrebbero essere soggette a gara.

Abbiamo usato il condizionale perché proprio in questi giorni c'è un braccio di ferro tra le Associazioni di categoria dei disabili, Officine ortopediche e la Asl Ba.

A spiegarci cosa sta accadendo nel mondo della protesica, è il delegato regionale della Federazione italiana degli operatori in tecniche ortopediche (Fioto), Sergio Squeo, dottore in tecniche ortopediche, che da subito chiarisce, sino ad ora «vi era il cosiddetto "nomenclatore tariffario" per questo tipo di prestazioni, che standardizzava i prezzi su tutta la penisola, quindi poi era il paziente a scegliere l'officina ortopedica di sua fiducia. E' bene precisare che noi non forniamo solo un prodotto, ma soprattutto una prestazione. Mi spiego meglio, per esempio, se un paziente riceve la prescrizione di una carrozzina piuttosto che un deambulatore, la nostra attenzione, innanzitutto, si rivolge verso il paziente e la sua patologia e solo dopo un'attenta valutazione e svariate prove procediamo alla consegna e istruzione all'uso».

Da dove nasce questo cambio normativo è una scelta della Regione?
«Per capire bene quello che sta accadendo dobbiamo andare indietro di qualche anno, precisamente al 2017, quando l'allora Governo Renzi decide che alcuni di questi prodotti devono andare a gara, non prima però di aver proceduto alla rimodulazione del repertorio di tali dispositivi.
Molte Regioni sono ancora in attesa di istruzioni più dettagliate da Roma , altre, come la Puglia, si stanno muovendo nella direzione della gara».

Cosa accadrebbe con la gara, ci sarebbe un risparmio da parte delle Asl quindi della Regione?
«Sì indubbiamente, ma le gare vengono fatte al ribasso, per cui noi realtà locali non possiamo competere, per esempio con le grandi multinazionali, che si limitano solo a proporre il prodotto più economico fornendo un ausilio in base al prezzo e non alla qualità, e ne si può più tener conto delle esigenze del fruitore. Un aspetto, fra i tanti, che mi lascia molto perplesso é la probabile assenza di qualsiasi forma di assistenza sia nella fase di consegna, che in una fase successiva di questi prodotti.

Parlo di "probabile" perché non vedo come sia possibile che il paziente possa ricevere tali prestazioni nei casi di gare vinte da aziende lontane centinaia di chilometri. Si veda, per esempio, l'ultima gara vinta nel distretto di Molfetta dove ad aggiudicarsi i letti ortopedici, carrozzine e deambulatori sono state due ditte di Torino e di Maglie. Immagino purtroppo che, come al solito, a patirne saranno gli utenti finali, già in condizioni fisiche disagiate, dovranno subire questi disservizi vedendosi recapitare i dispositivi medici, nemmeno fossero dei pacchi provenienti dal più scadente servizio di shopping online. Ancor di più restiamo senza parole, quando oggetto delle gare sono prodotti specialistici come le carrozzine superleggere o i sistemi posturali. Non servirebbe essere del settore per capire che per questi ausili è fondamentale una profonda conoscenza del paziente, della sua patologia e diverse prove pratiche per l'individuazione del prodotto più idoneo».

Come Fioto avete altre proposte da mettere sul tavolo della Asl e della Regione?
«L'alternativa alla gara, che già stiamo già da tempo utilizzando in maniera proficua con altre Asl della Puglia prevede un accordo tariffario e consiste nella possibilità di concordare con le Asl un tariffario più congruo rispetto al mercato attuale con un risparmio notevole per le casse dell'amministrazione, mantenendo però la libera scelta del paziente, la qualità dei prodotti e l'assistenza repentina sugli stessi.
La scelta della gara al ribasso avrà ripercussioni anche ti tipo sociale visto che moltissime aziende sul nostro territorio saranno costrette a lasciare a casa validi tecnici formati in questi anni».

Un chiarimento se la Regione non ha ancora preso provvedimenti in tal senso, possono le Asl operare in autonomia?
«Certo che sì. Come dicevo, stiamo continuando a svolgere il nostro servizio presso altre Asl come Brindisi e Taranto, dove sono attivi gli accordi tariffari e Lecce in fase di attivazione. In queste Asl pazienti non hanno mai smesso di ricevere la nostra prestazione professionale. E tutto questo garantendo alle Asl un enorme risparmio rispetto agli anni precedenti».

Cosa è emerso dall'incontro avuto nei giorni scorsi proprio con l'Asl Ba?
«Al momento ci troviamo in una fase interlocutoria e stiamo facendo di tutto per spiegare ai dirigenti dell'Asl di Bari quanto la scelta delle gare d'appalto non porti con sé benefici, ma si traduca soltanto in un danno enorme in capo ai nostri pazienti che verranno privati del rapporto con delle figure professionali che fino ad oggi sono state preziose nel percorso riabilitativo di ciascun paziente».
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