
Polemica sul Carnevale di Molfetta, la Fondazione replica al Comune
Il presidente Sancilio chiarisce: «Mai parlato di diniego, ma di mancata concessione per assenza di confronto»
Molfetta - martedì 3 febbraio 2026
«Facciamo ordine sulla questione». Con queste parole la Fondazione Carnevale di Molfetta interviene per chiarire la propria posizione dopo la nota stampa diffusa dal Comune, ritenuta fuorviante e potenzialmente in grado di «condizionare l'opinione pubblica», che in questa vicenda «ha una rilevanza centrale».
Nel documento firmato dal presidente Danilo Sancilio, la Fondazione rivendica il carattere volontario e autofinanziato del proprio impegno, finalizzato al recupero di «una tradizione ultra decennale della nostra città, lasciata in decadenza». Proprio per questo, sottolinea Sancilio, sarebbe stato necessario un corretto e completo iter amministrativo, mai realmente avviato. Al centro della ricostruzione c'è l'istanza presentata il 28 novembre 2025 (protocollata il 1° dicembre 2025), corredata da un «programma articolato» di iniziative. Un'istanza che, secondo la Fondazione, «meritava un tavolo ad hoc previsto dalla legge, una conferenza di servizi, con tutti gli attori della vicenda». Tavolo che, però, non è mai stato convocato.
Secondo Sancilio, da parte del Comune di Molfetta «è mancato, probabilmente, il corretto smistamento dell'istanza» e, di conseguenza, la convocazione della conferenza di servizi necessaria per avviare il confronto istituzionale. Un passaggio ritenuto essenziale per entrare nel merito delle manifestazioni proposte. Il presidente chiarisce inoltre un punto terminologico che considera decisivo: «Non è mai stato scritto, in nessuna nota della Fondazione Carnevale di Molfetta, la parola "negato/a", ma correttamente "non concessa"». Una distinzione che, secondo la Fondazione, cambia radicalmente il senso della vicenda.
Per rendere più comprensibile la posizione, Sancilio ricorre a un esempio diretto: «Se chiediamo, in questo caso al Commissario prefettizio, un incontro per discutere ad hoc di una serie di manifestazioni e non riceviamo mai una convocazione, non possiamo organizzare il programma di eventi da noi pensato». L'assenza di confronto avrebbe quindi impedito non solo la pianificazione, ma anche la produzione della documentazione necessaria allo svolgimento degli eventi.
«Non avendo avuto la possibilità di discutere con le autorità competenti, non abbiamo avuto la possibilità di concretizzare il programma di eventi e produrre la documentazione idonea», prosegue la nota. Da qui la conclusione: «Per la Fondazione Carnevale di Molfetta non c'è stata a monte la concessione che avrebbe attivato tutto l'iter burocratico e autorizzativo». Una precisazione netta, che la Fondazione affida alle parole del suo presidente per chiudere, almeno sul piano dei fatti, una polemica che continua ad animare il dibattito cittadino. «Tanto dovevo», conclude Sancilio, ribadendo la volontà di fare chiarezza senza alimentare ulteriori distorsioni.
Nel documento firmato dal presidente Danilo Sancilio, la Fondazione rivendica il carattere volontario e autofinanziato del proprio impegno, finalizzato al recupero di «una tradizione ultra decennale della nostra città, lasciata in decadenza». Proprio per questo, sottolinea Sancilio, sarebbe stato necessario un corretto e completo iter amministrativo, mai realmente avviato. Al centro della ricostruzione c'è l'istanza presentata il 28 novembre 2025 (protocollata il 1° dicembre 2025), corredata da un «programma articolato» di iniziative. Un'istanza che, secondo la Fondazione, «meritava un tavolo ad hoc previsto dalla legge, una conferenza di servizi, con tutti gli attori della vicenda». Tavolo che, però, non è mai stato convocato.
Secondo Sancilio, da parte del Comune di Molfetta «è mancato, probabilmente, il corretto smistamento dell'istanza» e, di conseguenza, la convocazione della conferenza di servizi necessaria per avviare il confronto istituzionale. Un passaggio ritenuto essenziale per entrare nel merito delle manifestazioni proposte. Il presidente chiarisce inoltre un punto terminologico che considera decisivo: «Non è mai stato scritto, in nessuna nota della Fondazione Carnevale di Molfetta, la parola "negato/a", ma correttamente "non concessa"». Una distinzione che, secondo la Fondazione, cambia radicalmente il senso della vicenda.
Per rendere più comprensibile la posizione, Sancilio ricorre a un esempio diretto: «Se chiediamo, in questo caso al Commissario prefettizio, un incontro per discutere ad hoc di una serie di manifestazioni e non riceviamo mai una convocazione, non possiamo organizzare il programma di eventi da noi pensato». L'assenza di confronto avrebbe quindi impedito non solo la pianificazione, ma anche la produzione della documentazione necessaria allo svolgimento degli eventi.
«Non avendo avuto la possibilità di discutere con le autorità competenti, non abbiamo avuto la possibilità di concretizzare il programma di eventi e produrre la documentazione idonea», prosegue la nota. Da qui la conclusione: «Per la Fondazione Carnevale di Molfetta non c'è stata a monte la concessione che avrebbe attivato tutto l'iter burocratico e autorizzativo». Una precisazione netta, che la Fondazione affida alle parole del suo presidente per chiudere, almeno sul piano dei fatti, una polemica che continua ad animare il dibattito cittadino. «Tanto dovevo», conclude Sancilio, ribadendo la volontà di fare chiarezza senza alimentare ulteriori distorsioni.

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