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Parallelismo fra don Tonino e Papa Celestino V

Francesco Lenoci parla di pane e perdono

In occasione del convegno "Expo 2015 e Perdono per nutrire il mondo", tenutosi presso la Casa Abruzzo a Milano nei giorni scorsi, il prof. Francesco Lenoci, docente presso l'Università del Sacro Cuore di Milano e vicepresidente dell'Associazione Regionale Pugliesi di Milano, nel suo intervento ha fatto un parallelismo fra don Tonino e Papa Celestino V.

Il relatore ha messo a confronto un santo, Papa Celestino V, a un prossimo santo, don Tonino Bello, entrambi profeti. Ha poi citato come definisce don Tonino la pace: "La pace è dono. Anzi, per-dono. Un dono per. Un dono moltiplicato. Un dono di Dio che, quando giunge al destinatario, deve portare anche il con-dono del fratello". Pace, secondo don Tonino Bello, non è una parola: è un vocabolario. Don Tonino Bello, un grande profeta e poeta, che parlava benissimo e scriveva ancor meglio, per spiegare un vocabolario come la Pace – oggi, al tempo di EXPO 2015 – ricorre a una cosa buona per definizione, ricorre al pane, continua il prof. Lenoci nel suo intervento. "Pace non è la semplice distruzione delle armi. E non è neppure l'equa distribuzione dei pani a tutti i commensali della terra. Pace è mangiare il proprio pane a tavola insieme con i fratelli".

Prendendo spunto da queste parole, proprio nell'anno dell'Expo, il vicepresidente ha sottolineato l'importanza di dire alle nostre comunità, alle nostre città, in cui serpeggiano dissidi, di saper stare insieme a tavola. Di qui la nostra missione: sedere all'unica tavola, far sedere all'unica tavola i differenti commensali senza schedarli, senza pianificarli, senza omologarli, senza uniformarli. Questa è la pace: convivialità delle differenze".

Per don Tonino Bello il pane, il cibo, è strumento di pace e di espressione culturale. L'accesso al pane, al cibo, rappresenta un requisito fondamentale di una convivenza pacifica dei popoli. Il pane, il cibo e le modalità del suo consumo sono il principale strumento di incontro, dialogo, conoscenza e integrazione tra i popoli. È questo il messaggio che da Casa Abruzzo va a EXPO 2015 e a tutto il mondo. Nelle parole e nei segni di Papa Francesco stiamo rivivendo e contemplando in tanti il linguaggio e lo stile francescano di don Tonino Bello. Anche lui urlava: "Mettiamoci in cammino, senza paura". "A me piace moltissimo", diceva don Tonino, "invocare Maria come la Madonna della strada, la Madonna del cammino. Maria è la Vergine del cammino e noi siamo in cammino, stiamo andando a cercare proprio lei, la Vergine del cammino, la Vergine dalle mete sicure, la Vergine che non ha speso inutilmente i suoi passi, la Vergine che sapeva in vita dove veramente andare". Quanto alla speranza, don Tonino Bello afferma che non basta enunciare enunciarla, occorre organizzarla. L'esortazione di don Tonino Bello ad organizzare la speranza non ha tentennamenti. Ancora una volta, anche nell'intervento del prof. Francesco Lenoci, si evidenzia l'attualità e la profezia del messaggio di don Tonino.
  • Don Tonino Bello
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