
Territorio e Ambiente
Molfetta Unita: «ASM e porto, tutelare gli asset strategici della città»
Il gruppo politico chiede trasparenza sulle ipotesi di confluenza di ASM in SANB e sul futuro del porto
Molfetta - martedì 20 ottobre 2026
11.04 Comunicato Stampa
ASM e porto rappresentano due asset strategici per il futuro di Molfetta. Con un comunicato ufficiale, il gruppo di opposizione Molfetta Unita richiama l'amministrazione comunale alla trasparenza sulle scelte che riguardano l'azienda dei servizi ambientali e lo sviluppo del porto, chiedendo di valutare tutte le alternative possibili prima di assumere decisioni che potrebbero incidere sull'autonomia e sul patrimonio della città.
«Per correttezza istituzionale e onestà intellettuale abbiamo evitato, finora, di esprimere un giudizio complessivo sulla nuova amministrazione. Riteniamo giusto darle il tempo di lavorare e arrivare all'inizio del nuovo anno per formulare un primo bilancio.
Anzi, in alcune occasioni abbiamo anche difeso l'attuale amministrazione, ribadendo che una nuova amministrazione ha bisogno di tempo per insediarsi e affrontare i problemi della città. Dare tempo, però, non significa rinunciare a porre domande sulle scelte che possono cambiare il futuro di Molfetta.
Già durante la campagna elettorale avevamo espresso una preoccupazione: che la coalizione si fosse formata anche sotto il peso di equilibri di partito decisi a Bari e a Roma e che, tra gli obiettivi politici, ci fossero la confluenza di ASM in SANB e l'ingresso del porto di Molfetta nell'Autorità di Sistema Portuale con sede a Bari. È una nostra preoccupazione politica. Chiediamo che venga smentita attraverso scelte trasparenti, documenti chiari e valutazioni realmente approfondite.
Su ASM, il dubbio è preciso: la commissione confronterà davvero tutte le alternative oppure finirà per fornire una giustificazione tecnica a un indirizzo politico già maturato? La confluenza in SANB non può essere presentata come un passaggio automatico. Deve dimostrare di essere la soluzione migliore per Molfetta rispetto alle altre opzioni concretamente praticabili.
Conosciamo la gravità dei conti: il bilancio ASM 2025 riporta una perdita di circa 1,85 milioni di euro e un patrimonio netto sceso da circa 3,58 a 1,73 milioni. Sono numeri che impongono interventi seri e tempestivi.
Ma Molfetta dispone anche di un patrimonio impiantistico che deve pesare nella valutazione del futuro dell'azienda. Prima di scegliere la confluenza, vogliamo vedere un confronto con un vero piano di rilancio autonomo: investimenti sugli impianti, recupero della capacità produttiva, rigore nella spesa, revisione dei costi e obiettivi misurabili.
Del resto, è lo stesso programma elettorale di Manuel Minervini, a pagina 14, a prevedere l'apertura dell'impianto di compostaggio e il ripristino dell'impianto di selezione della plastica, con gestione pubblica dell'impiantistica. Un impegno preciso, sul quale chiediamo risposte: quali passi sono stati compiuti, quali risorse sono disponibili e quali tempi sono previsti? La commissione deve valutare anche quanto il recupero di questi impianti possa contribuire al rilancio di ASM.
Quel piano è sostenibile? Quanto costa? Chi lo finanzia? Quali risultati può produrre? La commissione deve rispondere anche a queste domande. E se SANB risultasse la scelta migliore, quali valori verrebbero riconosciuti agli apporti di Molfetta? Quali garanzie avrebbero i lavoratori e i cittadini? Quanto conterebbe la nostra città nei processi decisionali?
Sul porto, l'amministrazione ha annunciato in pompa magna la nascita di un ufficio dedicato, con l'obiettivo di accelerare il completamento dell'opera. Bene: con quale personale, quali risorse, quali responsabilità e quale cronoprogramma? Ai cittadini devono essere indicati risultati verificabili e scadenze precise.
Non vorremmo che, dopo gli annunci, ci ritrovassimo con un ufficio privo degli strumenti necessari per incidere e che un suo eventuale insuccesso venisse poi utilizzato per presentare l'ingresso nell'Autorità di Sistema Portuale con sede a Bari come una scelta "automatica", ormai senza alternative. È un rischio politico che solleviamo oggi: al nuovo ufficio vanno date le condizioni per funzionare e qualsiasi futura scelta sul porto deve essere motivata da un confronto trasparente su investimenti, rappresentanza e ruolo di Molfetta.
Il rischio che vogliamo scongiurare è una svendita politica: rinunciare a patrimonio e autonomia senza ottenere benefici proporzionati. Il tempo per governare è giusto concederlo. La trasparenza è giusto pretenderla da subito.
Dopo una fase che, finora, si è contraddistinta anche per una lunga serie di proroghe, è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e assumere decisioni coraggiose. Decisioni che non possono limitarsi a seguire la tendenza e l'ovvietà, ma devono puntare a salvaguardare asset strategici come ASM e il porto di Molfetta».
«Per correttezza istituzionale e onestà intellettuale abbiamo evitato, finora, di esprimere un giudizio complessivo sulla nuova amministrazione. Riteniamo giusto darle il tempo di lavorare e arrivare all'inizio del nuovo anno per formulare un primo bilancio.
Anzi, in alcune occasioni abbiamo anche difeso l'attuale amministrazione, ribadendo che una nuova amministrazione ha bisogno di tempo per insediarsi e affrontare i problemi della città. Dare tempo, però, non significa rinunciare a porre domande sulle scelte che possono cambiare il futuro di Molfetta.
Già durante la campagna elettorale avevamo espresso una preoccupazione: che la coalizione si fosse formata anche sotto il peso di equilibri di partito decisi a Bari e a Roma e che, tra gli obiettivi politici, ci fossero la confluenza di ASM in SANB e l'ingresso del porto di Molfetta nell'Autorità di Sistema Portuale con sede a Bari. È una nostra preoccupazione politica. Chiediamo che venga smentita attraverso scelte trasparenti, documenti chiari e valutazioni realmente approfondite.
Su ASM, il dubbio è preciso: la commissione confronterà davvero tutte le alternative oppure finirà per fornire una giustificazione tecnica a un indirizzo politico già maturato? La confluenza in SANB non può essere presentata come un passaggio automatico. Deve dimostrare di essere la soluzione migliore per Molfetta rispetto alle altre opzioni concretamente praticabili.
Conosciamo la gravità dei conti: il bilancio ASM 2025 riporta una perdita di circa 1,85 milioni di euro e un patrimonio netto sceso da circa 3,58 a 1,73 milioni. Sono numeri che impongono interventi seri e tempestivi.
Ma Molfetta dispone anche di un patrimonio impiantistico che deve pesare nella valutazione del futuro dell'azienda. Prima di scegliere la confluenza, vogliamo vedere un confronto con un vero piano di rilancio autonomo: investimenti sugli impianti, recupero della capacità produttiva, rigore nella spesa, revisione dei costi e obiettivi misurabili.
Del resto, è lo stesso programma elettorale di Manuel Minervini, a pagina 14, a prevedere l'apertura dell'impianto di compostaggio e il ripristino dell'impianto di selezione della plastica, con gestione pubblica dell'impiantistica. Un impegno preciso, sul quale chiediamo risposte: quali passi sono stati compiuti, quali risorse sono disponibili e quali tempi sono previsti? La commissione deve valutare anche quanto il recupero di questi impianti possa contribuire al rilancio di ASM.
Quel piano è sostenibile? Quanto costa? Chi lo finanzia? Quali risultati può produrre? La commissione deve rispondere anche a queste domande. E se SANB risultasse la scelta migliore, quali valori verrebbero riconosciuti agli apporti di Molfetta? Quali garanzie avrebbero i lavoratori e i cittadini? Quanto conterebbe la nostra città nei processi decisionali?
Sul porto, l'amministrazione ha annunciato in pompa magna la nascita di un ufficio dedicato, con l'obiettivo di accelerare il completamento dell'opera. Bene: con quale personale, quali risorse, quali responsabilità e quale cronoprogramma? Ai cittadini devono essere indicati risultati verificabili e scadenze precise.
Non vorremmo che, dopo gli annunci, ci ritrovassimo con un ufficio privo degli strumenti necessari per incidere e che un suo eventuale insuccesso venisse poi utilizzato per presentare l'ingresso nell'Autorità di Sistema Portuale con sede a Bari come una scelta "automatica", ormai senza alternative. È un rischio politico che solleviamo oggi: al nuovo ufficio vanno date le condizioni per funzionare e qualsiasi futura scelta sul porto deve essere motivata da un confronto trasparente su investimenti, rappresentanza e ruolo di Molfetta.
Il rischio che vogliamo scongiurare è una svendita politica: rinunciare a patrimonio e autonomia senza ottenere benefici proporzionati. Il tempo per governare è giusto concederlo. La trasparenza è giusto pretenderla da subito.
Dopo una fase che, finora, si è contraddistinta anche per una lunga serie di proroghe, è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e assumere decisioni coraggiose. Decisioni che non possono limitarsi a seguire la tendenza e l'ovvietà, ma devono puntare a salvaguardare asset strategici come ASM e il porto di Molfetta».



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