Mastropasqua
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Mastropasqua in Piazza Municipio: la politica del buonsenso che conosce il battito della città

Il candidato della "Nazionale Molfetta" impone la regola della "carta canta", svelando alla città il conto salatissimo di scelte squisitamente ideologiche

C'è una differenza sottile, ma profonda, tra chi parla di Molfetta e chi invece Molfetta la conosce "pelle a pelle". Ieri sera, nel cuore di piazza Municipio, il confronto tra i candidati sindaco ha rivelato molto più di semplici programmi elettorali. È emersa la figura di Pietro Mastropasqua come interprete di una politica sensata, capace di unire una visione strategica ad una conoscenza millimetrica dei problemi dei molfettesi. Non è stata una passerella, è stato uno stress test di credibilità.

Il coraggio del confronto: quando la governance sfida la propaganda
Dopo aver letteralmente smontato il fronte del "No" nel recente confronto sulla vasca di colmata, dimostrando che "carta canta" e che la sicurezza si costruisce con gli atti e non con i pregiudizi, Mastropasqua arriva a questo appuntamento con la forza di chi non ha bisogno di slogan.

Il confronto promosso dall'editore del circuito Viva Salvatore Farinato e moderato da firme autorevoli come Giancarlo Fiume, Caporedattore TGR Puglia, e Ida Vinella, Caporedattrice Viva Network, impone tempi di intervento rigorosi ed uguali per tutti.

È proprio in questo perimetro di regole ferree è stato possibile percepire la differenza tra chi, come Mastropasqua, riesce a far emergere la visione strategica e la competenza tecnica necessaria per amministrare e chi si limita a leggere, quasi con accanimento terapeutico, il "sussidiario dei pensierini programmatici".

I temi sul tavolo: la Molfetta dei fatti contro quelli degli incompiute e svolazzanti quanto inconcludenti ragionamenti, Pietro Mastropasqua ha fatto emergere, con chiara linea di prospettiva, una visione della città chiara e concreta, ancorata ai pilastri del suo programma.

Radici e realtà
Con una conoscenza del territorio che si fa soluzione, mentre il dibattito si perde spesso in astrazioni, Mastropasqua ha parlato la lingua del pragmatismo. La sua non è una conoscenza teorica del territorio, ma una mappatura dei bisogni. Quando parla del porto, non cita solo un'infrastruttura, ma il motore identitario di Molfetta che attende collaudi e tecnici competenti per smettere di essere un'eterna incompiuta. La sua proposta appare essere lineare e percorribile: trasformare i semplici punti ormeggio in un vero approdo turistico con servizi d'eccellenza, intercettando il turismo "alto spendente" per dare ossigeno a commercio e ristorazione. È la visione di chi sa che "Molfetta è mare" e che il mare deve produrre lavoro, non solo nostalgia.

Accanto alle persone
Il consenso più autentico è scattato sulle "soluzioni umane". Mastropasqua ha toccato i nervi scoperti della socialità molfettese con impegni precisi: estendere l'orario degli asili fino alle 18:00 e garantirne l'apertura a luglio per non lasciare sole le mamme lavoratrici. Ha promesso di "stracciare" le delibere che hanno appesantito le tariffe dei servizi sociali, per tornare ad un sistema equo che protegga i più fragili e garantisca dignità, come nel caso del taxi sociale per i ragazzi della Lega del Filo d'Oro.

L'unico argine alla crisi istituzionale

In una fase di estrema incertezza, segnata dalle recenti notizie sulla falda contaminata e dai terremoti amministrativi che hanno portato a dimissioni eccellenti, Mastropasqua si è confermato come l'unico punto di equilibrio, dimostrando plasticamente che «Governare non è un esercizio di stile, è la responsabilità di migliorare la vita di chi ti sta accanto», questo il messaggio che Mastropasqua ha lasciato alla piazza. Una piazza che ieri sera ha visto in lui non solo un candidato, ma un Sindaco pronto, preparato e, soprattutto, consapevole della realtà della sua gente.

La piazza, stretta tra entusiasmo e voglia di riscatto, ha percepito in Mastropasqua il candidato con la capacità di parlare la lingua della città: «Quella dei conti che tornano, degli atti che si firmano sapendo cosa c'è scritto sopra, delle soluzioni che tengono insieme porto, welfare, lavoro e dignità».

La piazza, in chiusura della serata, ha percepito la differenza tra chi legge un "sussidiario di pensieri" e chi, invece, è pronto a guidare la città con il coraggio del realismo. Molfetta non ha più tempo per gli esperimenti; ha bisogno di una guida preparata che sappia far tornare i conti e, soprattutto, che sappia prendersi cura della sua gente, giorno dopo giorno.

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