
Politica
Manuel Minervini: «Per Molfetta questo è un nuovo punto di partenza»
Le prime parole del nuovo Sindaco dopo la vittoria al ballottaggio
Molfetta - lunedì 8 giugno 2026
18.39
Il nuovo sindaco di Molfetta, Manuel Minervini, ha parlato in Piazza Paradiso per commentare il successo elettorale che l'ha visto vittorioso con un ampio consenso nel voto di ballottaggio contro Pietro Mastropasqua:
«Siamo partiti dal basso quando nessuno ci guardava, nessuno pensava che noi potessimo infastidire chi aveva governato la città per tanti anni e pensava di continuare a farlo. Lo abbiamo fatto partendo da una giovane generazione che è scesa in campo a fianco a me, a fianco alle forze politiche progressiste. Lo abbiamo fatto con un grande entusiasmo, non mollando mai la presa, raccontando quello che noi pensavamo che questa città dovesse diventare.
Abbiamo fatto una scelta comunicativa precisa dal primo momento: non fare polemiche e attacchi personali contro gli avversari, ma parlare dei problemi della città e di come dovevano essere risolti. Quella, così come la nostra, è stata una campagna elettorale in cui abbiamo parlato di idee, di cose concrete, di contenuti. E io credo che la città aveva capito che chi fa politica per passione, per cambiare le cose davvero, lo fa non attaccando le persone, ma inserendo i contenuti, la visione, la prospettiva. E da lì è nata davvero una storia di speranza.
L'ho detto e l'ho ripetuto tante volte in questa campagna elettorale. Perché questa era una città che a un certo punto sembrava avesse perso la speranza. Come se le cose dovessero andare sempre alla stessa maniera, sempre con le liste civiche, senza colore, senza visione, capaci di cambiare coalizione da destra a sinistra e tornare indietro. E che la città fosse destinata a tutelare pochissimi interessi. Insieme abbiamo ribaltato tutto questo con grande coraggio, con grande capacità d'ascolto. Perché io ho avuto la percezione che la città a un certo punto volesse essere ascoltata. In tanti anni la politica di governo era stata troppo chiusa nelle stanze e decideva sulla testa delle persone. Ebbene, non si può governare contro il popolo. Non lo si può fare. Perché a un certo punto, quando meno te lo aspetti, le persone dal basso decidono di prendere voce e di dare una sterzata al corso della storia e cambiare veramente le cose. Questo è il momento.
Adesso la sfida che abbiamo davanti è ancora più difficile. È una sfida di governare bene questa città. Di dare una prospettiva di crescita e di crescita collettiva, di progresso, in cui nessuno viene lasciato indietro. In cui ci si prende cura delle piccole cose, delle persone fragili, di chi lavora, di chi investe in questa città, dei settori produttivi. Abbiamo una sfida enorme. Dico abbiamo perché io sono il sindaco di questa città. Siamo diventati sindaco insieme e insieme governiamo bene questa città.
Dalla ricomposizione del tessuto sociale di questa città, non solo da quello urbanistico ma dal riconoscersi comunità, riparte una sfida importante. Perché chi governa ha sì la responsabilità di fare le cose per le persone e per la città. Lo deve fare con i cittadini. Anche le persone hanno la responsabilità di prendersi cura di Molfetta. Facciamolo insieme con grande forza di responsabilità, con grande capacità di governo e con grande unità. Questa partecipazione deve continuare da domani in poi».
«Siamo partiti dal basso quando nessuno ci guardava, nessuno pensava che noi potessimo infastidire chi aveva governato la città per tanti anni e pensava di continuare a farlo. Lo abbiamo fatto partendo da una giovane generazione che è scesa in campo a fianco a me, a fianco alle forze politiche progressiste. Lo abbiamo fatto con un grande entusiasmo, non mollando mai la presa, raccontando quello che noi pensavamo che questa città dovesse diventare.
Abbiamo fatto una scelta comunicativa precisa dal primo momento: non fare polemiche e attacchi personali contro gli avversari, ma parlare dei problemi della città e di come dovevano essere risolti. Quella, così come la nostra, è stata una campagna elettorale in cui abbiamo parlato di idee, di cose concrete, di contenuti. E io credo che la città aveva capito che chi fa politica per passione, per cambiare le cose davvero, lo fa non attaccando le persone, ma inserendo i contenuti, la visione, la prospettiva. E da lì è nata davvero una storia di speranza.
L'ho detto e l'ho ripetuto tante volte in questa campagna elettorale. Perché questa era una città che a un certo punto sembrava avesse perso la speranza. Come se le cose dovessero andare sempre alla stessa maniera, sempre con le liste civiche, senza colore, senza visione, capaci di cambiare coalizione da destra a sinistra e tornare indietro. E che la città fosse destinata a tutelare pochissimi interessi. Insieme abbiamo ribaltato tutto questo con grande coraggio, con grande capacità d'ascolto. Perché io ho avuto la percezione che la città a un certo punto volesse essere ascoltata. In tanti anni la politica di governo era stata troppo chiusa nelle stanze e decideva sulla testa delle persone. Ebbene, non si può governare contro il popolo. Non lo si può fare. Perché a un certo punto, quando meno te lo aspetti, le persone dal basso decidono di prendere voce e di dare una sterzata al corso della storia e cambiare veramente le cose. Questo è il momento.
Adesso la sfida che abbiamo davanti è ancora più difficile. È una sfida di governare bene questa città. Di dare una prospettiva di crescita e di crescita collettiva, di progresso, in cui nessuno viene lasciato indietro. In cui ci si prende cura delle piccole cose, delle persone fragili, di chi lavora, di chi investe in questa città, dei settori produttivi. Abbiamo una sfida enorme. Dico abbiamo perché io sono il sindaco di questa città. Siamo diventati sindaco insieme e insieme governiamo bene questa città.
Dalla ricomposizione del tessuto sociale di questa città, non solo da quello urbanistico ma dal riconoscersi comunità, riparte una sfida importante. Perché chi governa ha sì la responsabilità di fare le cose per le persone e per la città. Lo deve fare con i cittadini. Anche le persone hanno la responsabilità di prendersi cura di Molfetta. Facciamolo insieme con grande forza di responsabilità, con grande capacità di governo e con grande unità. Questa partecipazione deve continuare da domani in poi».
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