
Cultura, Eventi e Spettacolo
"Luci Diffuse" accende il Giardino delle Aloe a Molfetta
Il centro storico è tornato a vivere tra arte, storia, memoria e musica in dialetto
Molfetta - martedì 8 settembre 2026
10.15
Domenica nell'ambito di Luci Diffuse, il programma promosso dal Comune di Molfetta per riscoprire, attraversare e valorizzare gli spazi della città, l'appuntamento "La Memoria", terza orbita di "Centri di Gravità Temporanei", ha trasformato il Giardino delle Aloe in un luogo di incontro, partecipazione e racconto collettivo.
"Centri di Gravità Temporanei" è un progetto promosso da Malalingua, che ha accompagnato il raccordo tra i diversi appuntamenti della rassegna e le realtà coinvolte. Per Orbita 03 – "La Memoria", il coordinamento dell'evento è stato curato dall'Associazione Conterosso Social Club, in collaborazione con l'Associazione Culturale L'Albero Felice e con il supporto logistico dell'Associazione INCO. Protagonista della serata è stato anche lo spazio stesso. Grazie al lavoro condiviso, il Giardino delle Aloe è diventato per una sera un luogo accogliente e colorato, capace di ospitare con naturalezza le diverse attività e di restituire alla comunità un angolo della città attraverso l'arte e la partecipazione.
«Riattivare questi luoghi di marginalità con eventi, iniziative e attività, abitarli e viverli attraverso la bellezza, i suoni, i colori e le arti, come è accaduto in questa serata, è il modo migliore che abbiamo per riconsegnare alla città alcuni dei suoi luoghi più affascinanti e pregni di memoria e di storia», ha commentato il sindaco di Molfetta, ing. Manuel Minervini, in visita al Giardino delle Aloe. Il giardino si è trasformato innanzitutto in un laboratorio artistico en plein air. Adulti e bambini hanno sperimentato insieme, giocando con colori e forme e imparando a riconoscere e riprodurre una delle testimonianze più curiose e caratteristiche del centro antico: le maschere apotropaiche.
Quei volti scolpiti sulle chiavi di volta degli ingressi delle abitazioni, con smorfie, lingue di fuori e sguardi severi, raccontano un'antica tradizione legata alla funzione protettiva dell'immagine e al desiderio di tenere lontani il male, l'invidia e le avversità. A guidare il laboratorio è stata l'artista Patrizia Roselli, autrice del racconto "Gli Amuleti di Molfetta" e dell'albo illustrato "ColoriAMO Molfetta", che ha presentato il proprio progetto di valorizzazione delle bellezze del centro antico. Un messaggio emerso con chiarezza durante il laboratorio: conoscere il patrimonio della propria città è il primo passo per imparare a riconoscerne il valore, tutelarlo e trasmetterlo.
Il racconto "Gli Amuleti di Molfetta" e l'albo illustrato "ColoriAMO Molfetta" sono disponibili presso l'Infopoint di Corso Dante.
Dopo il laboratorio, il percorso è proseguito attraverso le strade del centro antico con Pietro Capurso, esperto di storia locale, che nelle vesti di contastorie ha accompagnato il pubblico tra vicoli, archi, personaggi e memorie della Molfetta del passato. Una passeggiata nella quale la storia ha abbandonato per qualche momento la dimensione delle date e dei documenti per tornare a essere racconto di persone, luoghi e vicende vissute: una memoria capace di uscire dalle pagine e tornare a camminare nelle stesse strade che l'hanno generata.
A completare la scenografia del Giardino delle Aloe, le sculture in pietra di Carmen Perilla e Maria Patruno, artigiane scalpelline molfettesi, sono state presentate attraverso un'installazione fotografica a cura di Sara Pirani. L'intervento ha creato un ponte tra le testimonianze del passato e le espressioni contemporanee di un'arte locale che sembrava ormai scomparsa, ma che continua a rinnovarsi grazie alle artigiane del territorio. Il percorso si è concluso con "Adërênnë cussë fiatë", momento poetico-musicale a cura del cantautore Mizio Vilardi con l'attrice Anna Ely Nappi, dedicato alla poetica civile e delle radici del poeta molfettese Mimmo Amato.
Tra parola, musica e dialetto, il pubblico è stato accompagnato in un viaggio nel quale la lingua della città è tornata a farsi voce viva, capace di raccontare il mare, la memoria e le piccole cose quotidiane, aprendosi al tempo stesso a temi universali come la pace, gli ultimi e il rapporto tra le generazioni. Un finale emozionante e coerente con il senso dell'intera serata. Come ricordato dallo stesso Mizio Vilardi, ascoltare voci giovani che parlano e cantano in dialetto rappresenta una speranza per il futuro: un futuro che, invece di dimenticare e passare oltre, conserva, valorizza, tutela e costruisce sui valori fondanti della comunità.
Dalla pietra di un amuleto alla parola di una poesia, dal gesto di chi scolpisce alla voce di chi racconta, "La Memoria" ha mostrato come il centro antico non sia soltanto un patrimonio da osservare, ma un luogo vivo da attraversare, abitare e riconsegnare alle generazioni che verranno. "Centri di Gravità Temporanei", promosso da Malalingua, prosegue all'interno del programma Luci Diffuse del Comune di Molfetta con il prossimo appuntamento in calendario: domenica 13 settembre, ancora al Giardino delle Aloe, con un laboratorio di poesia dedicato alla parola, alla scrittura e alla partecipazione.
"Centri di Gravità Temporanei" è un progetto promosso da Malalingua, che ha accompagnato il raccordo tra i diversi appuntamenti della rassegna e le realtà coinvolte. Per Orbita 03 – "La Memoria", il coordinamento dell'evento è stato curato dall'Associazione Conterosso Social Club, in collaborazione con l'Associazione Culturale L'Albero Felice e con il supporto logistico dell'Associazione INCO. Protagonista della serata è stato anche lo spazio stesso. Grazie al lavoro condiviso, il Giardino delle Aloe è diventato per una sera un luogo accogliente e colorato, capace di ospitare con naturalezza le diverse attività e di restituire alla comunità un angolo della città attraverso l'arte e la partecipazione.
«Riattivare questi luoghi di marginalità con eventi, iniziative e attività, abitarli e viverli attraverso la bellezza, i suoni, i colori e le arti, come è accaduto in questa serata, è il modo migliore che abbiamo per riconsegnare alla città alcuni dei suoi luoghi più affascinanti e pregni di memoria e di storia», ha commentato il sindaco di Molfetta, ing. Manuel Minervini, in visita al Giardino delle Aloe. Il giardino si è trasformato innanzitutto in un laboratorio artistico en plein air. Adulti e bambini hanno sperimentato insieme, giocando con colori e forme e imparando a riconoscere e riprodurre una delle testimonianze più curiose e caratteristiche del centro antico: le maschere apotropaiche.
Quei volti scolpiti sulle chiavi di volta degli ingressi delle abitazioni, con smorfie, lingue di fuori e sguardi severi, raccontano un'antica tradizione legata alla funzione protettiva dell'immagine e al desiderio di tenere lontani il male, l'invidia e le avversità. A guidare il laboratorio è stata l'artista Patrizia Roselli, autrice del racconto "Gli Amuleti di Molfetta" e dell'albo illustrato "ColoriAMO Molfetta", che ha presentato il proprio progetto di valorizzazione delle bellezze del centro antico. Un messaggio emerso con chiarezza durante il laboratorio: conoscere il patrimonio della propria città è il primo passo per imparare a riconoscerne il valore, tutelarlo e trasmetterlo.
Il racconto "Gli Amuleti di Molfetta" e l'albo illustrato "ColoriAMO Molfetta" sono disponibili presso l'Infopoint di Corso Dante.
Dopo il laboratorio, il percorso è proseguito attraverso le strade del centro antico con Pietro Capurso, esperto di storia locale, che nelle vesti di contastorie ha accompagnato il pubblico tra vicoli, archi, personaggi e memorie della Molfetta del passato. Una passeggiata nella quale la storia ha abbandonato per qualche momento la dimensione delle date e dei documenti per tornare a essere racconto di persone, luoghi e vicende vissute: una memoria capace di uscire dalle pagine e tornare a camminare nelle stesse strade che l'hanno generata.
A completare la scenografia del Giardino delle Aloe, le sculture in pietra di Carmen Perilla e Maria Patruno, artigiane scalpelline molfettesi, sono state presentate attraverso un'installazione fotografica a cura di Sara Pirani. L'intervento ha creato un ponte tra le testimonianze del passato e le espressioni contemporanee di un'arte locale che sembrava ormai scomparsa, ma che continua a rinnovarsi grazie alle artigiane del territorio. Il percorso si è concluso con "Adërênnë cussë fiatë", momento poetico-musicale a cura del cantautore Mizio Vilardi con l'attrice Anna Ely Nappi, dedicato alla poetica civile e delle radici del poeta molfettese Mimmo Amato.
Tra parola, musica e dialetto, il pubblico è stato accompagnato in un viaggio nel quale la lingua della città è tornata a farsi voce viva, capace di raccontare il mare, la memoria e le piccole cose quotidiane, aprendosi al tempo stesso a temi universali come la pace, gli ultimi e il rapporto tra le generazioni. Un finale emozionante e coerente con il senso dell'intera serata. Come ricordato dallo stesso Mizio Vilardi, ascoltare voci giovani che parlano e cantano in dialetto rappresenta una speranza per il futuro: un futuro che, invece di dimenticare e passare oltre, conserva, valorizza, tutela e costruisce sui valori fondanti della comunità.
Dalla pietra di un amuleto alla parola di una poesia, dal gesto di chi scolpisce alla voce di chi racconta, "La Memoria" ha mostrato come il centro antico non sia soltanto un patrimonio da osservare, ma un luogo vivo da attraversare, abitare e riconsegnare alle generazioni che verranno. "Centri di Gravità Temporanei", promosso da Malalingua, prosegue all'interno del programma Luci Diffuse del Comune di Molfetta con il prossimo appuntamento in calendario: domenica 13 settembre, ancora al Giardino delle Aloe, con un laboratorio di poesia dedicato alla parola, alla scrittura e alla partecipazione.
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