
L'idea di Mirko per fare della corsa un atto di comunità: nasce a Molfetta il primo "running club nomade"
Il suo racconto: «L'obiettivo non è vincere gare, ma non lasciare nessuno indietro»
Molfetta - giovedì 15 gennaio 2026
La corsa come riscatto personale, ma soprattutto come atto collettivo. Mirko ha 23 anni, si è laureato a dicembre in Scienze Motorie all'Università di Bari ed è oggi running coach. Ma prima ancora è un atleta che ha fatto della fatica una forma di libertà. «La corsa mi ha aiutato a perdere 25 chili», racconta, «e ora voglio che possa aiutare anche gli altri».
Da anni corre maratone, mezze maratone e gare di ogni tipo. In questo momento è immerso nella preparazione per la maratona di Barcellona, in programma a marzo. Ma il vero obiettivo è ancora più ambizioso: «Mi sto allenando per la massima disciplina del triathlon, l'Ironman: 3,8 km di nuoto, 180 km in bici e 42 km di corsa, tutto di fila». È da questo percorso personale che nasce l'idea di un run club, qualcosa che al Nord e al Centro Italia è ormai una realtà consolidata, ma che al Sud — spiega Mirko — «non ha ancora avuto la giusta giustizia». Non una squadra, non un'élite, ma una community fondata sullo sport, sui social e sulla socialità.
Il funzionamento è semplice e inclusivo. «Ogni settimana, tramite Instagram, pubblicheremo una locandina per iscriversi alla corsa del weekend», spiega. Nessuna competizione, nessun cronometro tiranno: «Si corre insieme, ognuno al proprio passo, per non lasciare nessuno indietro». L'intuizione nasce anche da un'osservazione urbana: «In città molta gente corre, ma fa fatica ad ammetterlo». Esporsi, rendere visibile lo sport, normalizzarlo, diventa così un atto culturale. «Vedere qualcuno che sdogana tutto questo permette di ampliare la conoscenza verso lo sport».
Il progetto, però, non è improvvisato. «Nulla verrà lasciato al caso», assicura Mirko. Il run club sarà seguito da un medico sportivo, Antonio Di Stasi, laureato in Medicina e specializzando in Medicina dello Sport, per garantire eventi sicuri e accessibili a tutti. C'è poi l'elemento che rende l'iniziativa unica: è il primo running club "nomade". La base è Molfetta, ma ogni mese le corse cambieranno città. «L'ambizione è coprire tutta l'Italia un giorno», dice Mirko, creando collaborazioni con run club locali, negozi sportivi e realtà affini.
Fondamentale sarà il lato social. Mirko parte da un seguito già consolidato sul suo profilo personale e punta su reel che raccontino le città attraverso lo sport, promuovendo eventi e partecipazione. In città sono già comparsi dieci manifesti: «Scansionandoli si può vincere un gadget», un modo per trasformare lo spazio urbano in un invito al movimento.
«Punto moltissimo su questo progetto», conclude. «Per il mio futuro, ma anche per quello della città». Perché, a volte, correre non significa andare lontano: significa andare insieme.
Da anni corre maratone, mezze maratone e gare di ogni tipo. In questo momento è immerso nella preparazione per la maratona di Barcellona, in programma a marzo. Ma il vero obiettivo è ancora più ambizioso: «Mi sto allenando per la massima disciplina del triathlon, l'Ironman: 3,8 km di nuoto, 180 km in bici e 42 km di corsa, tutto di fila». È da questo percorso personale che nasce l'idea di un run club, qualcosa che al Nord e al Centro Italia è ormai una realtà consolidata, ma che al Sud — spiega Mirko — «non ha ancora avuto la giusta giustizia». Non una squadra, non un'élite, ma una community fondata sullo sport, sui social e sulla socialità.
Il funzionamento è semplice e inclusivo. «Ogni settimana, tramite Instagram, pubblicheremo una locandina per iscriversi alla corsa del weekend», spiega. Nessuna competizione, nessun cronometro tiranno: «Si corre insieme, ognuno al proprio passo, per non lasciare nessuno indietro». L'intuizione nasce anche da un'osservazione urbana: «In città molta gente corre, ma fa fatica ad ammetterlo». Esporsi, rendere visibile lo sport, normalizzarlo, diventa così un atto culturale. «Vedere qualcuno che sdogana tutto questo permette di ampliare la conoscenza verso lo sport».
Il progetto, però, non è improvvisato. «Nulla verrà lasciato al caso», assicura Mirko. Il run club sarà seguito da un medico sportivo, Antonio Di Stasi, laureato in Medicina e specializzando in Medicina dello Sport, per garantire eventi sicuri e accessibili a tutti. C'è poi l'elemento che rende l'iniziativa unica: è il primo running club "nomade". La base è Molfetta, ma ogni mese le corse cambieranno città. «L'ambizione è coprire tutta l'Italia un giorno», dice Mirko, creando collaborazioni con run club locali, negozi sportivi e realtà affini.
Fondamentale sarà il lato social. Mirko parte da un seguito già consolidato sul suo profilo personale e punta su reel che raccontino le città attraverso lo sport, promuovendo eventi e partecipazione. In città sono già comparsi dieci manifesti: «Scansionandoli si può vincere un gadget», un modo per trasformare lo spazio urbano in un invito al movimento.
«Punto moltissimo su questo progetto», conclude. «Per il mio futuro, ma anche per quello della città». Perché, a volte, correre non significa andare lontano: significa andare insieme.


.jpg)

Ricevi aggiornamenti e contenuti da Molfetta 


.jpg)
.jpg)
.jpg)

.jpg)