
Il seme della memoria: oltre seicento studenti ricordano gli IMI di Molfetta
Incontro intenso all’Istituto Galileo Ferraris con l’Associazione Eredi della Storia e lo scrittore Corrado Cifarelli
Molfetta - martedì 27 gennaio 2026
davanti a oltre seicento studenti dell'Istituto Superiore Galileo Ferraris di Molfetta, si è svolto un incontro toccante dedicato alla memoria degli IMI (Internati Militari Italiani), con particolare riferimento a quelli originari della città. A guidare questo viaggio nella storia sono stati il presidente dell'Associazione Eredi della Storia, Cavaliere Sergio Ragno, e lo scrittore Corrado Cifarelli, che hanno offerto ai giovani un racconto vivo, fatto di documenti, testimonianze e storie personali.
Corrado Cifarelli ha chiarito la distinzione tra internati militari e prigionieri di guerra, tra campi di internamento e campi di concentramento, riportando alla luce la figura spesso dimenticata di questi uomini silenziosi. Ha sottolineato come la loro scelta di non collaborare con il regime nazista rappresenti una forma di resistenza autentica, coraggiosa e dignitosa. Lo scrittore ha poi letto un estratto dal suo romanzo "Ti prometto che torno", basato sulla testimonianza diretta di suo nonno, restituendo voce a chi ha vissuto l'orrore della prigionia.
Il presidente Sergio Ragno ha offerto uno sguardo più specifico sulla sorte dei militari molfettesi deportati nei lager nazisti, presentando fotografie e documenti originali. Circa 500 soldati della città furono coinvolti, di cui 27 non fecero mai ritorno. La lettura dei loro nomi da parte degli studenti, accompagnata da un lungo e sentito applauso, ha rappresentato un momento di grande commozione e rispetto.
Tra i presenti, anche il nipote diretto di Onofrio Bufo, reduce molfettese sopravvissuto ai campi di internamento, oggi studente dello stesso istituto. Il Museo Storico gestito dall'Associazione degli Eredi della Storia, in via Preti a Palazzo Turtur, sarà intitolato a Bufo venerdì 30 gennaio, in occasione di una conferenza dedicata agli internati militari italiani.
Ragno ha inoltre ricordato la straordinaria vicenda del peschereccio Aurora, costruito nei cantieri Giovine di Molfetta e utilizzato per trasportare ebrei in fuga verso la Terra Promessa, sfidando i pericoli e salvando numerose vite. Un episodio eroico che arricchisce la memoria storica locale di coraggio e solidarietà.
"La storia è un valore da trasmettere alle nuove generazioni, affinché non venga dimenticata," ha concluso Ragno. "Ogni volta che raccontiamo la storia, è come gettare un seme. Anche uno solo, se attecchisce, può mantenere viva la memoria. È così che onoriamo chi ha dato tutto per noi."
L'Associazione Eredi della Storia ha ringraziato la scuola, il corpo docente e il Preside dell'Istituto Galileo Ferraris di Molfetta per aver creduto nel valore della memoria e per aver reso possibile questo momento di riflessione e partecipazione.
Corrado Cifarelli ha chiarito la distinzione tra internati militari e prigionieri di guerra, tra campi di internamento e campi di concentramento, riportando alla luce la figura spesso dimenticata di questi uomini silenziosi. Ha sottolineato come la loro scelta di non collaborare con il regime nazista rappresenti una forma di resistenza autentica, coraggiosa e dignitosa. Lo scrittore ha poi letto un estratto dal suo romanzo "Ti prometto che torno", basato sulla testimonianza diretta di suo nonno, restituendo voce a chi ha vissuto l'orrore della prigionia.
Il presidente Sergio Ragno ha offerto uno sguardo più specifico sulla sorte dei militari molfettesi deportati nei lager nazisti, presentando fotografie e documenti originali. Circa 500 soldati della città furono coinvolti, di cui 27 non fecero mai ritorno. La lettura dei loro nomi da parte degli studenti, accompagnata da un lungo e sentito applauso, ha rappresentato un momento di grande commozione e rispetto.
Tra i presenti, anche il nipote diretto di Onofrio Bufo, reduce molfettese sopravvissuto ai campi di internamento, oggi studente dello stesso istituto. Il Museo Storico gestito dall'Associazione degli Eredi della Storia, in via Preti a Palazzo Turtur, sarà intitolato a Bufo venerdì 30 gennaio, in occasione di una conferenza dedicata agli internati militari italiani.
Ragno ha inoltre ricordato la straordinaria vicenda del peschereccio Aurora, costruito nei cantieri Giovine di Molfetta e utilizzato per trasportare ebrei in fuga verso la Terra Promessa, sfidando i pericoli e salvando numerose vite. Un episodio eroico che arricchisce la memoria storica locale di coraggio e solidarietà.
"La storia è un valore da trasmettere alle nuove generazioni, affinché non venga dimenticata," ha concluso Ragno. "Ogni volta che raccontiamo la storia, è come gettare un seme. Anche uno solo, se attecchisce, può mantenere viva la memoria. È così che onoriamo chi ha dato tutto per noi."
L'Associazione Eredi della Storia ha ringraziato la scuola, il corpo docente e il Preside dell'Istituto Galileo Ferraris di Molfetta per aver creduto nel valore della memoria e per aver reso possibile questo momento di riflessione e partecipazione.



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