
Cultura, Eventi e Spettacolo
Il regista molfettese Mattia De Gennaro torna in sala a Roma con il suo cortometraggio premiato
“Ho sognato che a Milano c’era il mare” sarà proiettato il 14 gennaio al Cinema Azzurro Scipioni
Molfetta - mercoledì 14 gennaio 2026
Il regista molfettese Mattia De Gennaro torna a conquistare l'attenzione del pubblico con la proiezione del suo cortometraggio Ho sognato che a Milano c'era il mare, premiato come Miglior Cortometraggio nella sezione Memory Ciak dell'edizione 2024 del Premio Bookciak e insignito del Premio Miglior Sceneggiatura alla XVI edizione del Gargano Film Fest PROVO.CORTO 2024.
L'evento si terrà mercoledì 14 gennaio presso il Cinema Azzurro Scipioni di Roma, nell'ambito dei festeggiamenti per il decennale del Premio Zavattini.
Ambientato a Milano nel 1970, il cortometraggio racconta la storia di Angelo, giovane meridionale ancora minorenne, che si trasferisce nella periferia meneghina per cercare lavoro. La dura realtà della fabbrica mette a dura prova il suo animo fragile e tormentato, costringendolo a scegliere tra la sicurezza di un impiego, che lo allontana da tutto il resto, e l'amore di Annina, pronta a confrontarsi con le sue inquietudini pur di restargli vicino.
Il film è liberamente ispirato al romanzo Il ragazzo con la tuta blu di Peppe Lomonaco (Edizioni LiberEtà) e conferma il talento di De Gennaro nel raccontare storie di formazione intense, capaci di unire memoria storica e sensibilità contemporanea.
L'evento si terrà mercoledì 14 gennaio presso il Cinema Azzurro Scipioni di Roma, nell'ambito dei festeggiamenti per il decennale del Premio Zavattini.
Ambientato a Milano nel 1970, il cortometraggio racconta la storia di Angelo, giovane meridionale ancora minorenne, che si trasferisce nella periferia meneghina per cercare lavoro. La dura realtà della fabbrica mette a dura prova il suo animo fragile e tormentato, costringendolo a scegliere tra la sicurezza di un impiego, che lo allontana da tutto il resto, e l'amore di Annina, pronta a confrontarsi con le sue inquietudini pur di restargli vicino.
Il film è liberamente ispirato al romanzo Il ragazzo con la tuta blu di Peppe Lomonaco (Edizioni LiberEtà) e conferma il talento di De Gennaro nel raccontare storie di formazione intense, capaci di unire memoria storica e sensibilità contemporanea.

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