
Il molfettese Antonio Panunzio tra i vincitori del Premio "Gioacchino Volpe" 2026
Ha ricevuto il riconoscimento nella sezione riservata ogni anno a una ricerca sul tema della sicurezza
Molfetta - lunedì 16 febbraio 2026
15.38
C'è anche il nome del molfettese Antonio Panunzio tra i protagonisti della seconda edizione del Premio Gioacchino Volpe, il riconoscimento letterario promosso dal Comune dell'Aquila e dedicato allo storico novecentesco Gioacchino Volpe, originario di Paganica. L'edizione di quest'anno assume un significato ancora più rilevante, essendo inserita nel programma ufficiale de L'Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.
La cerimonia di proclamazione si è svolta a Palazzo Spaventa, nel cuore del capoluogo abruzzese, alla presenza di una giuria di altissimo profilo presieduta da Gianni Letta e composta da Gaetano Quagliariello, Antonio Polito e Bruno Vespa. Un parterre autorevole che ha premiato l'eccellenza della saggistica storica nazionale. Insieme a Tommaso Piffer, autore di un lavoro sull'eccidio di Porzus, e ad Alberto Mingardi, che ha approfondito la battaglia per la tv commerciale, Antonio Panunzio si è distinto per un progetto dedicato a un tema di stringente attualità: la sicurezza negli istituti di pena.
Panunzio ha infatti ricevuto il riconoscimento nella sezione "Stefano Vespa", dedicata al giornalista aquilano prematuramente scomparso e riservata ogni anno a una ricerca sul tema della sicurezza. Il suo studio, intitolato "L'esternalizzazione dei servizi di sicurezza nei penitenziari", è stato premiato per la solidità dell'impianto scientifico e per l'attualità delle questioni affrontate, in un momento in cui il sistema carcerario italiano è al centro del dibattito pubblico e istituzionale.
Un traguardo prestigioso che porta il nome di Molfetta in un contesto culturale di primo piano, confermando l'impegno e la qualità del lavoro di Antonio Panunzio nel campo della ricerca sulla sicurezza e sulle politiche penitenziarie.
La cerimonia di proclamazione si è svolta a Palazzo Spaventa, nel cuore del capoluogo abruzzese, alla presenza di una giuria di altissimo profilo presieduta da Gianni Letta e composta da Gaetano Quagliariello, Antonio Polito e Bruno Vespa. Un parterre autorevole che ha premiato l'eccellenza della saggistica storica nazionale. Insieme a Tommaso Piffer, autore di un lavoro sull'eccidio di Porzus, e ad Alberto Mingardi, che ha approfondito la battaglia per la tv commerciale, Antonio Panunzio si è distinto per un progetto dedicato a un tema di stringente attualità: la sicurezza negli istituti di pena.
Panunzio ha infatti ricevuto il riconoscimento nella sezione "Stefano Vespa", dedicata al giornalista aquilano prematuramente scomparso e riservata ogni anno a una ricerca sul tema della sicurezza. Il suo studio, intitolato "L'esternalizzazione dei servizi di sicurezza nei penitenziari", è stato premiato per la solidità dell'impianto scientifico e per l'attualità delle questioni affrontate, in un momento in cui il sistema carcerario italiano è al centro del dibattito pubblico e istituzionale.
Un traguardo prestigioso che porta il nome di Molfetta in un contesto culturale di primo piano, confermando l'impegno e la qualità del lavoro di Antonio Panunzio nel campo della ricerca sulla sicurezza e sulle politiche penitenziarie.



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