
Speciale
Danilo Scardigno si presenta alla città con 10 proposte per migliorare l'area sportiva
La nota del candidato al consiglio comunale
Molfetta - mercoledì 22 aprile 2026
11.39 Comunicato Stampa
"Volevate i giovani? Volevate il rinnovamento? Volevate principi sani?" Danilo Scardigno sceglie di presentarsi così alla città. Senza giri di parole. Una frase che è quasi una sfida, ma soprattutto una presa di responsabilità.
La sua candidatura al Consiglio Comunale parte da un punto preciso: lo sport come leva sociale, educativa e organizzativa per Molfetta.
Un lavoro concreto intitolato "La Molfetta dello Sport", che raccoglie 10 proposte operative per migliorare e rilanciare l'intero sistema sportivo cittadino.
«Non basta dire che lo sport è importante – spiega il Direttore Sportivo – bisogna metterlo nelle condizioni di funzionare davvero».
Il documento nasce dall'esperienza diretta sul campo, a contatto con strutture, famiglie, associazioni e criticità quotidiane spesso ignorate.
Dieci punti chiari, concreti, realizzabili:
Una candidatura che non nasce per caso, ma da anni di attività e da una visione chiara: trasformare ciò che oggi è frammentato in un sistema funzionante.
Il messaggio è diretto: il rinnovamento non è una parola da usare, ma un metodo da applicare.
«Se vogliamo davvero cambiare qualcosa – conclude Scardigno – dobbiamo iniziare da ciò che viviamo ogni giorno. Io parto da qui».
La sua candidatura al Consiglio Comunale parte da un punto preciso: lo sport come leva sociale, educativa e organizzativa per Molfetta.
Un lavoro concreto intitolato "La Molfetta dello Sport", che raccoglie 10 proposte operative per migliorare e rilanciare l'intero sistema sportivo cittadino.
«Non basta dire che lo sport è importante – spiega il Direttore Sportivo – bisogna metterlo nelle condizioni di funzionare davvero».
Il documento nasce dall'esperienza diretta sul campo, a contatto con strutture, famiglie, associazioni e criticità quotidiane spesso ignorate.
Dieci punti chiari, concreti, realizzabili:
- Visite mediche sportive accessibili - Lo sport è salute, ma la visita medica è un costo per tante famiglie. Servono convenzioni, voucher o giornate dedicate per abbassare i costi e aiutare chi ha più figli o difficoltà.
- Sport nelle piazze (soprattutto d'estate) - Campetti temporanei, eventi, attività gratuite o a basso costo nei quartieri. Portare lo sport tra la gente, nei luoghi vissuti ogni giorno.
- Sostegno alle prime squadre della città - Calcio, basket, volley, ecc… le prime squadre sono identità e rappresentanza. Serve creare legame con le associazioni e riportare giovani e famiglie sugli spalti. Sono patrimonio della città.
- Cura e valorizzazione degli impianti sportivi - Meno parole, più manutenzione. Spogliatoi dignitosi, campi curati, servizi funzionanti. Chi fa sport merita strutture adeguate.
- Sport e sociale: un'unica squadra - Lo sport deve essere uno strumento sociale vero. Progetti per l'inclusione, per le famiglie in difficoltà, per chi rischia di restare fuori. Collaborazione tra Comune, scuole e associazioni. Lo sport può davvero fare la differenza nella vita di tanti ragazzi.
- Valorizzazione degli atleti molfettesi. Chi porta il nome di Molfetta in giro per l'Italia (e oltre) va sostenuto. Atleti, squadre, talenti locali che competono ad alti livelli devono sentirsi riconosciuti dalla propria città. Perché sono un orgoglio e un esempio per i più giovani.
- Consulta dello Sport (vera, non simbolica) Un tavolo permanente con le società sportive. Ascolto continuo, confronto reale, meno decisioni dall'alto.
- Sport e turismo: eventi che portano valore alla città. Tornei, manifestazioni, eventi sportivi organizzati bene possono portare movimento, visibilità e opportunità per Molfetta.
- Trasparenza e criteri chiari nell'assegnazione degli spazi. Regole semplici, pubbliche e uguali per tutti. Chi lavora bene deve avere continuità.
- Formazione e primo soccorso nello sport - Tutti gli operatori sportivi devono essere formati e pronti a intervenire. Parliamo di sicurezza, non di un optional. Serve il supporto dell'amministrazione per organizzare corsi, aggiornamenti e garantire standard adeguati in tutte le strutture.
Una candidatura che non nasce per caso, ma da anni di attività e da una visione chiara: trasformare ciò che oggi è frammentato in un sistema funzionante.
Il messaggio è diretto: il rinnovamento non è una parola da usare, ma un metodo da applicare.
«Se vogliamo davvero cambiare qualcosa – conclude Scardigno – dobbiamo iniziare da ciò che viviamo ogni giorno. Io parto da qui».

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