Hoboken Italian Festival
Hoboken Italian Festival

Da Molfetta ad Hoboken, con la Madonna dei Martiri: il sogno di Biagio Farinola e Sergio de Rosa

I due sovrintendenti della Polizia Locale saranno negli USA per l'Hoboken Italian Festival

L'Hoboken Italian Festival si svolge già dal 1926 in quanti i primi devoti, emigranti italiani, pugliesi, dopo la prima guerra mondiale intorno agli anni '20, sentirono la necessità di impostare la festa ad Hoboken nel New Jersey come a Molfetta, in Puglia. Sono quattro giorni di grande festa, con una presenza totale di oltre 120mila persone. L'evento valorizza le tradizioni italiane, è la festa della Madonna dei Martiri tramandata di generazione in generazione dai primi molfettesi emigrati nel Nord America. La festa ad Hoboken è molto attesa dagli americani ed è diventata la più importante nel New Jersey, in quanto ha ben 93 anni di tradizione e attira nei quattro giorni di organizzazione turisti da tutto il mondo.

Per dare un ulteriore tocco di Puglia a questa grande festa di Molfetta traslata negli Stati Uniti, negli anni scorsi si è vista la partecipazione del Vescovo di Molfetta, i Carabinieri e la Polizia Municipale, anche quest'anno è prevista la presenza di alcuni esponenti delle forze dell'ordine molfettesi che in alta uniforme che prenderanno parte alla processione di Hoboken a fianco della Madonna dei Martiri. Partiamo da Biagio Farinola, sovrintendente capo della Polizia Locale di Molfetta e che ha superato i 35 anni di servizio, durante i quali ha avuto spesso l'onore di scortare varie manifestazioni civili e religiose. Tre anni fa, per giunta, ha accompagnato la statua della Pietà a Roma in udienza da Papa Francesco ma, quest'anno e per la prima volta sarà ad Hoboken: «Non avrei mai pensato di avere questa occasione e so già che questa esperienza mi rimarrà in eterno. Tra un anno andrò in pensione quindi la ritengo una giusta chiusura alla mia carriera. L'idea di partecipare all'HIF è nata grazie al supporto di Roberto Pansini che ovviamente ringrazio, come ringrazio anche l'amministrazione nonché il Sindaco per avermi concesso questa opportunità. L'unico ostacolo da superare è stato di natura economica, in quanto toccherà a noi sostenere le spese del viaggio e della permanenza in America per partecipare alla manifestazione. Per la mia generazione è ancora molto sentita la presenza in eventi come cortei e processioni, in quanto i giovani spesso sono poco interessati a questo tipo di fatica. L'onore di poter indossare la divisa storica in un luogo tanto diverso rispetto a quello che siamo abituati a vivere ogni giorno».

Proseguiamo con Sergio de Rosa, sovrintendente capo della Polizia Locale di Molfetta e che ha maturato quasi 33 anni di servizio. Nel 2017 è già stato in America per l'Hoboken Italian Festival, sempre grazie all'aiuto di Roberto Pansini: «Due anni fa non ho accettato immediatamente il fatto di partire per l'America perché inizialmente sembravano esserci molti ostacoli al viaggio. L'esperienza che ho fatto è stata unica e al mio ritorno promisi a me stesso che, se avessi avuto una nuova possibilità di tornare, non me la sarei fatta sfuggire. Quest'anno non ci ho pensato due volte e per me sarà bellissimo poter rivivere questa avventura. Io ho sognato fin da piccolo l'America ma non ho mai avuto occasione di andarci prima del 2017 e per questo era un treno da non perdere per me. Per un molfettese essere al fianco della Madonna dei Martiri in processione è qualcosa di unico, perché rende un onore quasi inspiegabile a parole. Ovviamente io non ho dormito la notte prima della processione perché letteralmente non ero più nella pelle, perché aspettavo da tempo questa esperienza. Ricordo che io e il mio collega ci guardavamo spesso quasi per confermarci reciprocamente che non fosse un sogno».

A chiudere questo terzetto di esperienze c'è Niccolò Rainone, ex Maresciallo della Polizia Municipale di Molfetta e che racconta la sua esperienza ad Hoboken: «Poco prima di andare in pensione mi è stato fatto l'invito da parte dall'Associazione Madonna dei Martiri di Hoboken di accompagnare lì la Santissima Madonna dei Martiri come succede a Molfetta. Quella richiesta era una totale novità e nasceva dal grande entusiasmo che alcuni membri americani dell'Associazione avevano percepito durante una permanenza nella festa patronale molfettese. Grazie a Roberto Pansini è stato possibile, per me e per il mio collega Sergio de Rosa, vivere in America la stessa esperienza vissuta per tanti anni a casa. Con l'autorizzazione del Comune abbiamo avuto il via libera per partecipare all'HIF e siamo stati lieti di aver avuto questa occasione. Inizialmente il maggiore timore era legato alla difficoltà linguistica, perché temevamo di non essere capaci di gestire la nostra mancata conoscenza dell'inglese. Con grande stupore, abbiamo trovato persone gentilissime che si sono comportate con noi con una vicinanza tale da sembrare nostri amici da una vita. Insomma, siamo stati i primi ad accompagnare in grande uniforme la Madonna dei Martiri perché non era mai accaduto nelle novanta edizioni precedenti organizzate in America. La permanenza in America è stata perfetta perché la gente che ci ha accompagnato giorno dopo giorno ci ha guidati veramente con grande disponibilità. Sono stato dispiaciuto solo per lo scarso interesse dimostrato dal Comune nell'organizzare il viaggio e l'evento stesso della nostra partecipazione. Soltanto grazie all'impegno dell'associazione culturale Oll Muvi abbiamo potuto vivere questa esperienza intensamente e nel modo più opportuno, portando anche quei doni che un ospite deve sempre avere con sé. Il momento più emozionante per me è stato in chiesa, al momento dello scambio di targhe con il parroco. Fra tanti molfettesi d'origine era come sentirsi a casa».
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