
Cultura, Eventi e Spettacolo
Al Palazzo della Musica il talk “La Festa dei Folli: la Maschera e il Carnevale”
Saranno presenti Dante Marmone e Francesco Tammacco
Molfetta - giovedì 5 febbraio 2026
11.53
Prosegue il ricco calendario di iniziative del Carnevale di Molfetta 2026 promosso dalla neonata Fondazione Carnevale di Molfetta, che ha riportato in vita, dopo oltre un decennio di assenza, una delle tradizioni più identitarie della città. Venerdì 6 febbraio, alle ore 18, nel Palazzo della Musica "Don Salvatore Pappagallo" di Molfetta, si terrà il talk show "La Festa dei Folli: la Maschera e il Carnevale", uno degli appuntamenti centrali del programma culturale ideato dalla Fondazione per approfondire il valore simbolico della maschera e della festa carnevalesca.
Il talk vedrà protagonisti i due attori Dante Marmone (fondatore e colonna dell'Anonima GR) e Francesco Tammacco, consigliere della Fondazione, nonché attore e regista della compagnia "Il Carro dei Comici".
L'incontro si configura come un vero e proprio viaggio nella storia della maschera, intesa non solo come strumento teatrale, ma come dispositivo culturale capace di attraversare i secoli, i linguaggi e le società. Il percorso prenderà avvio dall'antichità classica, con un excursus sulla maschera nel teatro greco, dove essa non era soltanto un elemento scenico, ma un mezzo per amplificare la voce, incarnare il mito e rendere visibile il conflitto tragico e comico. Da lì il racconto si sposterà nell'epoca latina, fino ad arrivare alla grande tradizione della commedia moderna, con un passaggio fondamentale nella drammaturgia di Molière, dove la maschera diventa strumento di critica sociale, di satira dei vizi umani e di smascheramento del potere.
Cuore concettuale dell'incontro sarà poi la Festa dei Folli, celebrazione medievale diffusa in molte città europee, soprattutto tra il XII e il XV secolo. Una festa popolare e rituale, in cui l'ordine sociale veniva simbolicamente rovesciato: i ruoli si invertivano, le gerarchie venivano sospese, il sacro si mescolava al profano. In quei giorni era concesso ciò che normalmente era vietato: la parodia dell'autorità, il linguaggio irriverente, la risata come atto liberatorio. Un tempo "altro", necessario alla comunità per esorcizzare le tensioni sociali e ristabilire, proprio attraverso il caos controllato, un nuovo equilibrio.
È in questa dimensione che la Festa dei Folli si lega profondamente al Carnevale, condividendone la funzione catartica, la centralità del corpo, del travestimento e della maschera come possibilità di dire ciò che, nel resto dell'anno, resta indicibile. La maschera non nasconde, ma rivela; non cancella l'identità, ma la moltiplica.
Il talk si arricchirà infine di una riflessione più personale e autobiografica, legata all'esperienza teatrale di Dante Marmone, artista da sempre attraversato da una dimensione "mascherata", intesa come pluralità di linguaggi, di registri e di identità sceniche. Il suo percorso attoriale, profondamente legato alla commedia dell'arte e alla tradizione popolare, offrirà lo spunto per riflettere su come la maschera continui a vivere nel teatro contemporaneo, non come reperto del passato, ma come strumento vivo, capace di parlare ancora al presente.
Il talk vedrà protagonisti i due attori Dante Marmone (fondatore e colonna dell'Anonima GR) e Francesco Tammacco, consigliere della Fondazione, nonché attore e regista della compagnia "Il Carro dei Comici".
L'incontro si configura come un vero e proprio viaggio nella storia della maschera, intesa non solo come strumento teatrale, ma come dispositivo culturale capace di attraversare i secoli, i linguaggi e le società. Il percorso prenderà avvio dall'antichità classica, con un excursus sulla maschera nel teatro greco, dove essa non era soltanto un elemento scenico, ma un mezzo per amplificare la voce, incarnare il mito e rendere visibile il conflitto tragico e comico. Da lì il racconto si sposterà nell'epoca latina, fino ad arrivare alla grande tradizione della commedia moderna, con un passaggio fondamentale nella drammaturgia di Molière, dove la maschera diventa strumento di critica sociale, di satira dei vizi umani e di smascheramento del potere.
Cuore concettuale dell'incontro sarà poi la Festa dei Folli, celebrazione medievale diffusa in molte città europee, soprattutto tra il XII e il XV secolo. Una festa popolare e rituale, in cui l'ordine sociale veniva simbolicamente rovesciato: i ruoli si invertivano, le gerarchie venivano sospese, il sacro si mescolava al profano. In quei giorni era concesso ciò che normalmente era vietato: la parodia dell'autorità, il linguaggio irriverente, la risata come atto liberatorio. Un tempo "altro", necessario alla comunità per esorcizzare le tensioni sociali e ristabilire, proprio attraverso il caos controllato, un nuovo equilibrio.
È in questa dimensione che la Festa dei Folli si lega profondamente al Carnevale, condividendone la funzione catartica, la centralità del corpo, del travestimento e della maschera come possibilità di dire ciò che, nel resto dell'anno, resta indicibile. La maschera non nasconde, ma rivela; non cancella l'identità, ma la moltiplica.
Il talk si arricchirà infine di una riflessione più personale e autobiografica, legata all'esperienza teatrale di Dante Marmone, artista da sempre attraversato da una dimensione "mascherata", intesa come pluralità di linguaggi, di registri e di identità sceniche. Il suo percorso attoriale, profondamente legato alla commedia dell'arte e alla tradizione popolare, offrirà lo spunto per riflettere su come la maschera continui a vivere nel teatro contemporaneo, non come reperto del passato, ma come strumento vivo, capace di parlare ancora al presente.
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