Truffa su WhatsApp, segnalati casi anche a Molfetta con la tecnica del “contatto fantasma”
La richiesta di denaro arriva da un numero conosciuto, ma dietro la chat può nascondersi un account compromesso
mercoledì 26 agosto 2026
10.45
Sono stati segnalati casi anche a Molfetta della nuova truffa che sfrutta WhatsApp per chiedere denaro fingendosi un familiare, un amico o una persona di fiducia. Il meccanismo è semplice ma particolarmente insidioso: il messaggio arriva infatti da un contatto realmente presente nella rubrica e può sembrare del tutto autentico in quanto i messaggi possono essere aggiunti a una conversazione già in corso, anche subito dopo un messaggio reale inviato dal proprio interlocutore, senza che risultino altri dispositivi connessi sul dispositivo violato.
La truffa inizia generalmente con una richiesta urgente di aiuto economico. «Ho un problema con la banca, puoi anticiparmi tu il pagamento? Domani ti restituisco tutto». Poco dopo viene inviato un IBAN, spesso intestato a una persona diversa dal contatto che sta scrivendo (magari con un nome e cognome anche consueto nel territorio) accompagnato dalla spiegazione che si tratterebbe di un commerciante o di un soggetto al quale effettuare un pagamento.
La vittima, riconoscendo nome e foto del proprio conoscente, può essere portata a fidarsi e a effettuare un bonifico istantaneo. Ed è proprio l'immediatezza dell'operazione a rappresentare uno dei maggiori rischi: una volta trasferito il denaro, recuperarlo può essere molto complicato.
In alcuni casi segnalati, l'aspetto ancora più inquietante riguarda la conversazione.
Il legittimo proprietario dell'account, una volta contattato telefonicamente, potrebbe non trovare sul proprio smartphone alcuna traccia dei messaggi inviati dal truffatore. Tra le tecniche utilizzate dai criminali viene indicato infatti il cosiddetto "ghost pairing", attraverso il quale un account WhatsApp può essere associato a un dispositivo controllato da terzi senza che il reale proprietario se ne renda conto.
Non significa che ogni account possa essere automaticamente clonato senza alcuna interazione, ma dimostra quanto sia importante non considerare sicuro un messaggio soltanto perché arriva da un numero conosciuto o in una conversazione in corso. La regola principale è quindi una sola: mai inviare denaro basandosi esclusivamente su una richiesta ricevuta via WhatsApp. Se un familiare o un amico chiede un pagamento urgente, è sempre meglio interrompere la conversazione e chiamarlo direttamente attraverso la rete telefonica, utilizzando il numero già presente in rubrica.
Fondamentale anche non cliccare su link sospetti, nemmeno quando arrivano da contatti fidati. Per aumentare la sicurezza è consigliabile attivare la verifica in due passaggi, controllare periodicamente i dispositivi collegati a WhatsApp e rimuovere quelli che non si riconoscono, oltre a mantenere aggiornati smartphone e applicazioni.
La truffa inizia generalmente con una richiesta urgente di aiuto economico. «Ho un problema con la banca, puoi anticiparmi tu il pagamento? Domani ti restituisco tutto». Poco dopo viene inviato un IBAN, spesso intestato a una persona diversa dal contatto che sta scrivendo (magari con un nome e cognome anche consueto nel territorio) accompagnato dalla spiegazione che si tratterebbe di un commerciante o di un soggetto al quale effettuare un pagamento.
La vittima, riconoscendo nome e foto del proprio conoscente, può essere portata a fidarsi e a effettuare un bonifico istantaneo. Ed è proprio l'immediatezza dell'operazione a rappresentare uno dei maggiori rischi: una volta trasferito il denaro, recuperarlo può essere molto complicato.
In alcuni casi segnalati, l'aspetto ancora più inquietante riguarda la conversazione.
Il legittimo proprietario dell'account, una volta contattato telefonicamente, potrebbe non trovare sul proprio smartphone alcuna traccia dei messaggi inviati dal truffatore. Tra le tecniche utilizzate dai criminali viene indicato infatti il cosiddetto "ghost pairing", attraverso il quale un account WhatsApp può essere associato a un dispositivo controllato da terzi senza che il reale proprietario se ne renda conto.
Non significa che ogni account possa essere automaticamente clonato senza alcuna interazione, ma dimostra quanto sia importante non considerare sicuro un messaggio soltanto perché arriva da un numero conosciuto o in una conversazione in corso. La regola principale è quindi una sola: mai inviare denaro basandosi esclusivamente su una richiesta ricevuta via WhatsApp. Se un familiare o un amico chiede un pagamento urgente, è sempre meglio interrompere la conversazione e chiamarlo direttamente attraverso la rete telefonica, utilizzando il numero già presente in rubrica.
Fondamentale anche non cliccare su link sospetti, nemmeno quando arrivano da contatti fidati. Per aumentare la sicurezza è consigliabile attivare la verifica in due passaggi, controllare periodicamente i dispositivi collegati a WhatsApp e rimuovere quelli che non si riconoscono, oltre a mantenere aggiornati smartphone e applicazioni.