Presentato ricorso al TAR contro la revoca della gara per la vasca di colmata. Il Comune si affida a un legale

Incarico da quasi 25mila euro per tutelare le ragioni dell'ente. Adesso inizia una nuova fase sul discusso progetto

mercoledì 4 novembre 2026 22.30
A cura di La redazione
Il contenzioso sulla procedura per la realizzazione della vasca di colmata sul Lungomare Marcantonio Colonna entra in una nuova fase. Doronzo Infrastrutture Srl, prima classificata nella procedura di gara insieme a La Dragaggi Srl, ha presentato ricorso al TAR Puglia contro la decisione del Comune di Molfetta di revocare la gara da 12,3 milioni di euro. La notifica è avvenuta il 27 ottobre, a 29 giorni dalla determina comunale del 28 settembre.

A confermare l'avvio del procedimento giudiziario è la determina n. 1427 del 4 novembre 2026, con cui il Comune ha disposto la costituzione in giudizio davanti al Tribunale amministrativo regionale di Bari. L'impresa ricorrente era risultata prima nella graduatoria della procedura, con un punteggio di 94,55 su 100, raggiungendo nell'aprile scorso la proposta di aggiudicazione. Il ricorso riguarda la determina n. 1223 del 28 settembre, con cui l'Amministrazione ha revocato la procedura di gara e la relativa proposta di aggiudicazione. Contestata anche la delibera di Giunta n. 27 del 7 agosto, che aveva delineato l'indirizzo seguito successivamente per l'abbandono della gara originaria.

Per difendere le ragioni dell'ente, il Comune ha affidato l'incarico all'avvocato Giovanni Abbattista. La spesa prevista per l'assistenza legale ammonta a 24.858,67 euro, comprensivi di compenso, spese, contributo previdenziale e IVA, con imputazione al bilancio 2027. Uno degli aspetti centrali della vicenda riguarda le motivazioni alla base della revoca. Nella delibera di agosto, l'Amministrazione aveva richiamato orientamenti giurisprudenziali secondo cui, in assenza di un'aggiudicazione definitiva, l'impresa prima in graduatoria non avrebbe ancora maturato una posizione giuridica da tutelare. Sarà ora il TAR a esaminare le contestazioni e a valutare la legittimità degli atti impugnati.

La vicenda si intreccia con una scadenza particolarmente rilevante: i 6,5 milioni di euro di finanziamento regionale devono essere utilizzati entro il 31 dicembre 2026. Proprio i tempi e le condizioni della procedura originaria avevano portato il Comune a individuare una soluzione alternativa, del valore di 4,82 milioni di euro. Un eventuale provvedimento cautelare del TAR potrebbe incidere sul percorso amministrativo avviato dopo la revoca, rendendo necessario valutare gli effetti della decisione giudiziaria sulla nuova soluzione progettuale e sull'utilizzo delle risorse regionali. Al momento, tuttavia, non è noto se nel ricorso sia stata effettivamente presentata una richiesta di sospensione degli atti né quando potrebbe essere esaminata.

Restano diversi elementi da seguire nelle prossime settimane: l'eventuale richiesta di sospensiva e i tempi della sua trattazione, lo stato di avanzamento della soluzione alternativa da 4,82 milioni di euro e la possibilità concreta di rispettare la scadenza del finanziamento regionale. Da chiarire anche se la Regione abbia dato riscontro alla richiesta di proroga presentata dal Comune il 22 luglio e quali potrebbero essere le conseguenze economiche per l'ente nel caso in cui il contenzioso si concludesse in senso sfavorevole. Un ulteriore aspetto riguarda l'informazione al Consiglio comunale sull'evoluzione della vicenda.

La revoca della gara originaria ha aperto una nuova strada amministrativa, ma il ricorso introduce ora un passaggio giudiziario che potrebbe incidere sui tempi e sulle modalità di realizzazione degli interventi. Con la scadenza del 31 dicembre ormai vicina, l'attenzione resta concentrata sia sull'esito del procedimento davanti al TAR sia sulla capacità di portare avanti la soluzione individuata per il porto.