Mastropasqua: «Basta acqua sprecata e porti a metà. Molfetta merita sviluppo vero»

Per Pietro Mastropasqua l’acqua è la chiave del futuro di Molfetta

lunedì 18 maggio 2026 10.01
A Molfetta l'acqua non è soltanto un elemento naturale. È una risorsa economica, un bene comune, una questione ambientale, un tema di giustizia per chi lavora e per chi vive la città. È da questa idea che Pietro Mastropasqua, candidato sindaco della coalizione "Nazionale Molfetta", traccia una linea politica chiara: restituire all'acqua il suo valore nelle diverse declinazioni – agricola, portuale, urbana, balneare – e fare del mare e del porto il cuore di una nuova stagione di sviluppo per Molfetta.

«Molfetta deve riscoprire il suo rapporto con il mare, perché Molfetta è il mare», afferma Mastropasqua. «Ma l'acqua, per una città come la nostra, è molto più di un paesaggio: è lavoro per gli agricoltori, è economia per il porto, è vivibilità per le famiglie, è qualità urbana, è futuro per i giovani che oggi rischiano di andare via».

Acqua per l'agricoltura

Per Mastropasqua la prima emergenza viene dalle campagne. Nelle interlocuzioni con il mondo agricolo, il tema che emerge, prima ancora della manutenzione delle strade rurali e della sicurezza, è infatti quello dell'acqua. «Gli impianti di affinamento sono fermi da tempo, le progettazioni esistono, i fondi ci sono: manca la capacità dell'amministrazione di stare sui tavoli giusti e di sbloccare i procedimenti», sostiene il candidato. «Dare acqua agli agricoltori significa difendere un settore trainante di Molfetta ed impedire che un pezzo decisivo della nostra economia venga lasciato a se stesso».

Acqua, porto e sviluppo

L'altra grande declinazione strategica dell'acqua riguarda il porto. Mastropasqua considera la questione portuale la priorità assoluta della prossima amministrazione, perché «Molfetta è il porto» e senza un porto pienamente funzionante la città perde lavoro, attrattività ed opportunità per le nuove generazioni. «Dobbiamo terminare e collaudare il porto commerciale, completare il porto peschereccio ed il porto turistico e riconsegnare finalmente tutto il sistema portuale ai molfettesi», ribadisce. Nella sua impostazione, l'acqua non è ostacolo allo sviluppo: è il medium attraverso cui Molfetta può tornare a produrre economia, filiere, servizi ed occupazione.

Vasca di colmata: verità, revisione, partecipazione

Dentro questo quadro si colloca anche la vicenda della vasca di colmata che per Mastropasqua non può essere affrontata né con automatismi né con slogan. Il candidato la definisce un progetto "monco" perché non accompagnato da una visione complessiva sul rifacimento del lungomare, sulla fruibilità dell'area e sulla sua possibile balneabilità. «Se il procedimento non sarà chiuso prima delle elezioni, la nostra scelta sarà chiara: review tecnica ed amministrativa del progetto, confronto aperto con gli enti sovraordinati, operazione verità con la città e, se necessario, referendum consultivo per consentire ai cittadini di dare una loro valutazione», spiega Mastropasqua. «L'acqua non può diventare la discarica degli errori politici, ma neppure il terreno di una propaganda senza responsabilità: servono trasparenza, rigore e rispetto per la città».

Mare e spiagge come diritto di cittadinanza

Per Mastropasqua il mare non coincide soltanto con la dimensione produttiva del porto, ma anche con la sua funzione pubblica, sociale e familiare. Da qui l'insistenza sul tema delle spiagge e dei servizi balneari, oggi non ritenuti all'altezza di una città di mare. «Molfetta deve avere spiagge pubbliche attrezzate e servizi per le famiglie», sostiene il candidato. «Non è accettabile che una città che si affaccia sul mare lo viva ancora troppo poco come spazio ordinato, accessibile e realmente fruibile per tutti».

Una sola idea di città

Nella linea di Mastropasqua, dunque, agricoltura, porto, vasca di colmata, lungomare e spiagge non sono temi scollegati. Sono parti di una stessa idea di città: una Molfetta che smetta di subire i propri nodi irrisolti, che torni a programmare, che ascolti i cittadini e che rimetta l'acqua – nelle sue diverse forme – al centro della propria identità e della propria strategia di crescita.

«Quando dico "Ho scelto Molfetta. tutta quanta" penso anche a questo», conclude Mastropasqua. «Penso a una città che non guardi il mare da lontano, non lasci seccare la campagna, non rinvii all'infinito le scelte dif ficili. Penso ad una città che torni ad usare bene le sue risorse più profonde, per dare lavoro, dignità e prospettiva ai suoi cittadini».

Video Mastropasqua

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