L'attualità nel dialogo tra Ateniesi e Meli: la legge del più forte come logica politica - LA GALLERY

Alla Cittadella degli Artisti le classi del Liceo Classico hanno messo in scena un passato che sembra ancora abitare il nostro presente

venerdì 24 aprile 2026 9.54
A cura di Serena de Musso
Se, come spesso si dice, studiare il passato serve a non compiere gli stessi errori del presente, allora la sottile e acuta attualizzazione proposta dal Liceo Classico del confronto tra Ateniesi e Meli riferito da Tucidide nelle sue "Storie", dimostrerà con successo l'ipocrisia dei tempi attuali (e dei governi) riguardo una logica della sopraffazione e della violenza, la legge del più forte per l'appunto, che, lungi dall'essere una sconosciuta, ha abitato invece molti dei secoli passati.

Con la loro performance, le classi del Liceo Classico e i loro amati docenti, hanno voluto scuotere le coscienze, facendo cadere le maschere di coloro i quali chiamano "operazioni di pace" guerre di conquista, e appellandosi ad una solidarietà umana che gli ultimi avvenimenti esteri hanno dimostrato sia la grande assente nei palazzi del potere.

«Un tema difficile da affrontare, però su questo tema si gioca il futuro dei nostri ragazzi, che si aspettano un futuro diverso da quello che quotidianamente siamo costretti a vivere e a sentire. Le aspettative nei confronti di questa drammatizzazione sono sempre molto alte, tuttavia ogni volta le studentesse e gli studenti riescono ad andare oltre le previsioni, lasciandoci senza parole. Avere ogni anno questo appuntamento ci rende felici, perché si tratta di un impegno che si concretizza con temi sempre più forti, più presenti» le parole della dirigente scolastica Giuseppina Bassi a margine dell'evento.

La performance si inserisce nel più ampio percorso di POC "A scuola di giustizia presso i classici", curato dai prof Emmanuele Colonna, Emilia de Ceglia, Maddalena Salvemini, Eleonora Sciancalepore con la collaborazione della professoressa Antonietta Cozzoli.

«L'idea di questa drammatizzazione è nata nel momento in cui il mondo si prefigurava dominato da autocrati. Ora le cose si sono terribilmente aggravate ed è un segnale che deve farci decisamente preoccupare: vuol dire che prosegue al galoppo questa imposizione della logica della forza nella politica, ignorando sistematicamente il diritto internazionale. Si tratta di un tema particolarmente impegnativo per le classi, ma i ragazzi e le ragazze hanno vissuto ogni parola sulla loro pelle, nella loro carne. Hanno capito davvero come stanno le cose ed è questo il nostro principale e primario obiettivo» ha poi aggiunto il professore Emmanuele Colonna.

«La storia ci richiama alla responsabilità consapevole di cittadini e cittadine del mondo e ci ammonisce ferocemente a recuperare il senso dell'umanità smarrita» recitano le parole stampate sul volantino distribuito al pubblico della Cittadella degli Artisti prima dell'esibizione. Un monito di fronte al quale non si può restare indifferenti.
Lattualit nel dialogo tra Ateniesi e Meli
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