Il candidato al consiglio comunale Ezio Mazzola si presenta: «Serve una città che torni ad ascoltare i giovani»
Nella lista Molfetta Demos a supporto di Manuel Minervini sindaco
martedì 12 maggio 2026
16.55
«Questo lavoro nasce da una cosa che mi appartiene da sempre: la voglia di capire i problemi fino in fondo. Nella mia vita professionale ho imparato che le situazioni complesse non si affrontano in superficie. Bisogna studiare, raccogliere dati, ascoltare le persone, confrontarsi con esperienze diverse e cercare di avere una visione il più possibile lucida e concreta della realtà.» Così il candidato al consiglio comunale Ezio Mazzola, Molfetta Demos.
«È un metodo che mi porto dietro da anni e che ho voluto applicare anche a Molfetta. Per questo ho deciso di realizzare un'analisi complessiva della città: demografia, economia, giovani, lavoro, commercio, mobilità, porto, sviluppo urbano e qualità della vita - ha continuato il candidato -. Non per dare lezioni a nessuno, ma perché credo che oggi Molfetta abbia bisogno soprattutto di comprendersi meglio per poter scegliere bene il proprio futuro.»
«Dall'analisi emerge una città che vive difficoltà reali: meno giovani, popolazione che invecchia, tante energie costrette a cercare spazio altrove, attività storiche in sofferenza e una sensazione diffusa di assenza di una direzione precisa. Però emerge anche altro: una città con competenze importanti, con una posizione strategica, con imprese valide, con una forte cultura del lavoro e con un legame col mare che può ancora rappresentare una grande opportunità di sviluppo.»
«Io credo che la strada giusta sia quella di mettere finalmente in connessione formazione, imprese, innovazione, porto, servizi e qualità urbana. Credo serva una città che torni ad ascoltare i giovani, a valorizzare le competenze e a costruire opportunità concrete senza continuare a perdere energie preziose - ha concluso Mazzola -. Ma soprattutto credo in un metodo: ascoltare molto, parlare con le persone, studiare le carte, approfondire i problemi e avere l'umiltà di confrontarsi sempre. Perché le città non si migliorano con le impressioni, ma con conoscenza, equilibrio e visione.»
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«È un metodo che mi porto dietro da anni e che ho voluto applicare anche a Molfetta. Per questo ho deciso di realizzare un'analisi complessiva della città: demografia, economia, giovani, lavoro, commercio, mobilità, porto, sviluppo urbano e qualità della vita - ha continuato il candidato -. Non per dare lezioni a nessuno, ma perché credo che oggi Molfetta abbia bisogno soprattutto di comprendersi meglio per poter scegliere bene il proprio futuro.»
«Dall'analisi emerge una città che vive difficoltà reali: meno giovani, popolazione che invecchia, tante energie costrette a cercare spazio altrove, attività storiche in sofferenza e una sensazione diffusa di assenza di una direzione precisa. Però emerge anche altro: una città con competenze importanti, con una posizione strategica, con imprese valide, con una forte cultura del lavoro e con un legame col mare che può ancora rappresentare una grande opportunità di sviluppo.»
«Io credo che la strada giusta sia quella di mettere finalmente in connessione formazione, imprese, innovazione, porto, servizi e qualità urbana. Credo serva una città che torni ad ascoltare i giovani, a valorizzare le competenze e a costruire opportunità concrete senza continuare a perdere energie preziose - ha concluso Mazzola -. Ma soprattutto credo in un metodo: ascoltare molto, parlare con le persone, studiare le carte, approfondire i problemi e avere l'umiltà di confrontarsi sempre. Perché le città non si migliorano con le impressioni, ma con conoscenza, equilibrio e visione.»
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