Droga, l'Antimafia: «Accordi di ampio respiro per massimizzarne i profitti»

È lo scenario stilato nella relazione della Direzione Investigativa Antimafia riferita al secondo semestre del 2019

lunedì 20 luglio 2020
A cura di Nicola Miccione
«La presenza di gruppi di tipo mafioso che caratterizza i territori della provincia di Bari sottende ad una più delicata realtà di intrecci criminali con i grandi clan del capoluogo. Infatti le grandi "agenzie criminali" della città di Bari riescono a gestire, a largo raggio, anche i traffici illeciti nei territori di provincia».

È quanto si legge nella relazione della Direzione Investigativa Antimafia relativa al secondo semestre del 2019. «Tale strategia di interazione criminale si esplica - è scritto a pagina 343 - attraverso fidati referenti in loco o con l'affiliazione di alcuni soggetti apicali delle compagini delinquenziali operanti nei singoli comuni», mentre a Bari «il panorama delinquenziale, al pari del semestre precedente, continua a caratterizzarsi per la frammentarietà strutturale delle consorterie».

Un ridimensionamento, secondo i detective dell'Antimafia, «dovuto in larga parte all'attività condotta dalla magistratura e dalle forze di polizia». Ma quello barese resta «un fenomeno in continua evoluzione - è sottolineato a pagina 345 - caratterizzato da frequenti spaccature, anche interne, tali da far ritenere sussistente una strutturazione orizzontale, di tipo camorristico, con nuovi soggetti sempre pronti a rimpiazzare quelli decimati dall'azione di contrasto dello Stato».

Un denominatore comune, anche a Molfetta, è individuabile negli interessi connessi al traffico delle sostanze stupefacenti. Se da un lato, però, il traffico di droga rappresenta la causa principale dei dissapori interni (si pensi alle faide nel foggiano, agli scontri nei quartieri e nella provincia di Bari e tra le cosche del Salento), dall'altro costituisce l'ambito in cui, per massimizzarne i profitti, si stipulano accordi le alleanze di più ampio respiro, anche con le organizzazioni straniere.

Proprio a Molfetta, scrive l'Antimafia a pagina 299, il 3 agosto 2019 i Carabinieri della Compagnia di Molfetta, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, hanno arrestato in quel di San Giorgio a Cremano «due pregiudicati ritenuti responsabili dei due attentati perpetrati a Molfetta nel febbraio 2019 mediante l'esplosione di diversi colpi d'arma da fuoco verso l'abitazione di un pregiudicato locale».

«Le indagini - rivelano gli inquirenti - hanno confermato il coinvolgimento degli indagati, entrambi organici al clan camorristico dei Mazzarella, individuandone il movente in questioni attinenti al traffico di sostanze stupefacenti, settore in cui era attiva la vittima. Questi, infatti, in passato era stato detenuto presso il carcere di Lecce insieme ad uno dei due camorristi e verosimilmente in quella circostanza erano stati allacciati rapporti per la comune conduzione di attività illecite».

Entrando più nello specifico, «nei comuni a nord della città di Bari - si legge a pagina 344 - si registra la presenza di gruppi criminali riconducibili agli alleati clan Capriati e Mercante-Diomede» dediti alla gestione del traffico di droga: «Il 2 dicembre 2019 - è scritto a pagina 339 - il Tribunale di Bari ha emesso una sentenza nei confronti di 7 imputati condannati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti nei quartieri Libertà e Japigia di Bari, oltre che a Molfetta».

«Molteplici - è scritto a pagina 348 - gli episodi di danneggiamento di auto e attività, che per le modalità possono assumere la caratteristica di reati spia di più diffuse attività estorsive», conclude l'Antimafia rimarcando l'arresto, a Molfetta, il 5 agosto 2019, di 4 soggetti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione.