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Il testamento

A cura dell'avvocato Giuseppe Prascina

Secondo i dati raccolti dall'Ufficio Centrale degli Archivi Notarili, solo il 12% degli italiani, in media negli ultimi cinque anni, ha deciso di regolare la propria successione con un testamento. Di tutt'altro tenore i dati europei con percentuali che arrivano e superano il doppio di quella indicata. Il testamento è, nell'immaginario collettivo, associato strettamente all'evento morte. Basti pensare che un testamento permette di evitare la comunione tra coeredi ovvero di lasciare il patrimonio in comunione tra parenti ed affini.

Nel caso in cui, infatti, la successione venga devoluta interamente per legge, qualora gli eredi fossero più di uno, i medesimi si troverebbero a condividere l'intero patrimonio relitto, suddiviso in quote ideali. Nel caso in cui, ad esempio, il defunto lasciasse in eredità a due figli ed al coniuge la propria società, per la costruzione della quale ha speso tutta la vita, i medesimi si troverebbero a dover gestire insieme e, si spera, di comune accordo l'impresa paterna. Tale situazione, ancora più critica, se alcuni dei figli fossero minorenni, proseguirebbe sino all'eventuale accordo di divisione, ma se lo stesso non si riuscisse a trovare, non rimarrebbe che adire il tribunale ed affrontare un contenzioso particolarmente lungo ed insidioso.
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