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Territorio e Ambiente
Sicurezza sui pescherecci: firmato a Molfetta il protocollo per ridurre infortuni
Siglato l'accordo tra l'ASL Bari, SPESAL Area Nord e le principali organizzazioni della pesca
Molfetta - mercoledì 25 marzo 2026
12.51
Questa mattina, presso la Capitaneria di porto di Molfetta, è stato firmato l'accordo tra l'ASL Bari, SPESAL Area Nord e le principali organizzazioni della pesca e del lavoro marittimo per rafforzare la sicurezza a bordo dei pescherecci e promuovere una "cultura della prevenzione".
L'accordo prevede percorsi di informazione, formazione e addestramento pratico, lo sviluppo di buone prassi operative, l'adozione di modelli organizzativi per la sicurezza, la diffusione di procedure corrette per la gestione delle emergenze. Sono inoltre previsti programmi di studio, oltre a iniziative dedicate alla promozione della salute.
Ad oggi, il settore ittico rappresenta uno dei comparti più rilevanti a livello nazionale e, dal punto di vista regionale, la provincia di Bari è uno dei principali poli, con centinaia di lavoratori e una flotta stimata tra i 200 e i 300 pescherecci.
Altrettanto alto è il rischio di infortuni: cadute, scivolamenti, sforzi fisici intensi, utilizzo di grandi attrezzature e macchinari pericolosi, sono le cause più frequenti di incidenti. A questi poi si aggiungono rischi legati alla caduta in mare.
Proprio per affrontare e prevenire queste criticità è stato ritenuto necessario sottoscrivere un protocollo d'intesa con numerose realtà: Federpesca, Legacoop Agroalimentare, Fedagri–Confcooperative, Agci-Agrital, Coldiretti Pesca, Flai CGIL, Fai Cisl, Uila Pesca, Gal Costa dei Trulli, Gal Terre di Mare e UNCI Agroalimentare
L'ASL Bari, attraverso lo SPESAL Area Nord, è già attiva sul territorio: sono in corso piani di prevenzione degli infortuni a bordo, campagne di screening dermatologico per i lavoratori esposti ai danni da radiazione solare, attività formative dedicate e iniziative innovative come la promozione della segnalazione dei "near miss".
«È necessario rafforzare la cultura della sicurezza - ha dichiarato Giorgio Di Leone, coordinatore dello SPESAL Area Nord - La prevenzione deve riguardare anche la salute e le malattie professionali. In questo senso abbiamo avviato esperienze di prevenzione per i lavoratori esposti ai raggi solari, individuando diverse patologie cutanee prima sconosciute».
L'accordo prevede percorsi di informazione, formazione e addestramento pratico, lo sviluppo di buone prassi operative, l'adozione di modelli organizzativi per la sicurezza, la diffusione di procedure corrette per la gestione delle emergenze. Sono inoltre previsti programmi di studio, oltre a iniziative dedicate alla promozione della salute.
Ad oggi, il settore ittico rappresenta uno dei comparti più rilevanti a livello nazionale e, dal punto di vista regionale, la provincia di Bari è uno dei principali poli, con centinaia di lavoratori e una flotta stimata tra i 200 e i 300 pescherecci.
Altrettanto alto è il rischio di infortuni: cadute, scivolamenti, sforzi fisici intensi, utilizzo di grandi attrezzature e macchinari pericolosi, sono le cause più frequenti di incidenti. A questi poi si aggiungono rischi legati alla caduta in mare.
Proprio per affrontare e prevenire queste criticità è stato ritenuto necessario sottoscrivere un protocollo d'intesa con numerose realtà: Federpesca, Legacoop Agroalimentare, Fedagri–Confcooperative, Agci-Agrital, Coldiretti Pesca, Flai CGIL, Fai Cisl, Uila Pesca, Gal Costa dei Trulli, Gal Terre di Mare e UNCI Agroalimentare
L'ASL Bari, attraverso lo SPESAL Area Nord, è già attiva sul territorio: sono in corso piani di prevenzione degli infortuni a bordo, campagne di screening dermatologico per i lavoratori esposti ai danni da radiazione solare, attività formative dedicate e iniziative innovative come la promozione della segnalazione dei "near miss".
«È necessario rafforzare la cultura della sicurezza - ha dichiarato Giorgio Di Leone, coordinatore dello SPESAL Area Nord - La prevenzione deve riguardare anche la salute e le malattie professionali. In questo senso abbiamo avviato esperienze di prevenzione per i lavoratori esposti ai raggi solari, individuando diverse patologie cutanee prima sconosciute».
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